Yo galgo
Il mio nome è Yeray Lopez Portillo e, negli ultimi tre anni, ho camminato attraverso le aspre e solitarie terre della Spagna profonda, per produrre un documentario sul levriero spagnolo, il galgo. Mi sono sempre chiesto che ne sarebbe stato di Bacalao, la mia galga, se adesso non fosse con […]
Il mio nome è Yeray Lopez Portillo e, negli ultimi tre anni, ho camminato attraverso le aspre e solitarie terre della Spagna profonda, per produrre un documentario sul levriero spagnolo, il galgo.
Mi sono sempre chiesto che ne sarebbe stato di Bacalao, la mia galga, se adesso non fosse con me. Così ho iniziato ad indagare su cosa accade veramente a questi cani. Dal giorno in cui un galgo è entrato nella mia vita, non sono piu’ riuscito a distogliere lo sguardo, sentivo che dovevo agire. Pian piano sono riuscito ad entrare all’interno di cerchie normalmente inaccessibili e tutto grazie a lei. (…)
“Yo galgo” ha uno scopo, elevare il livello di consapevolezza sui maltrattamenti che i galgo subiscono e promuovere un futuro migliore per loro e per gli altri cani da caccia in Spagna.
Il levriero é stato rispettato e ammirato per secoli, nei racconti e nei miti. Alcune culture li consideravano quasi divinità. Adesso invece i levrieri soffrono e un autentico genocidio viene perpetrato nei loro confronti.
Sì, genocidio è una parola seria e difficile, lo so. Ma cos’altro si può dire, quando tra i 50.000 e i 100.000 galgo vengono uccisi o abbandonati in Spagna, alla fine della stagione della caccia? Levrieri sani e giovani che muoiono ogni anno, schiacciati dalle auto, picchiati a morte o annegati.
Molti altri vengono abbandonati, quando non incontrano più le aspettative dei loro proprietari. Gli allevatori, i cosiddetti galgueros si dedicano ad un allevamento intensivo, nella speranza che un campione veda la luce fra le loro fila: un levriero veloce e, come si suol dire, con una gran voglia di rincorrere la lepre a testa bassa e senza mai deviare.
La riproduzione incontrollata ha come diretta conseguenza l’abbandono di migliaia di galgo ogni anno. Della maggior parte di essi, non si hanno più notizie.
Così, ho iniziato questa raccolta pubblica di fondi per permettere la produzione e la distribuzione del mio documentario. Perché in Spagna non ci sono fondi disponibli per raccontare questo tipo di storia, c’ è troppa politica.
Ma questo film deve essere fatto.
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