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Vietato altrove, finanziato qui: perché l’Irlanda sostiene ancora le corse dei levrieri

28 febbraio 2025Articolo originale →

Un sondaggio condotto prima delle elezioni dello scorso anno ha mostrato che il 70% dell’elettorato è contrario o fortemente contrario al finanziamento statale delle corse dei levrieri. La scorsa settimana, il governo gallese ha deciso di porre fine alle corse dei levrieri in Galles “non appena sarà praticamente possibile”, in […]

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Un sondaggio condotto prima delle elezioni dello scorso anno ha mostrato che il 70% dell’elettorato è contrario o fortemente contrario al finanziamento statale delle corse dei levrieri.

La scorsa settimana, il governo gallese ha deciso di porre fine alle corse dei levrieri in Galles “non appena sarà praticamente possibile”, in seguito a una richiesta trasversale per un divieto motivato da preoccupazioni per il benessere animale.

Questa decisione segue una misura analoga adottata lo scorso dicembre dal governo della Nuova Zelanda, che ha proposto l’eliminazione graduale delle corse dei levrieri a partire dal 2026, a causa di un tasso di infortuni tra i cani giudicato “inaccettabilmente alto”.

Domenica scorsa, nel frattempo, un levriero di nome No More Rolos si è infortunato durante la prima gara allo stadio di Lifford, nel Donegal, e non ha concluso la corsa.

Un video della gara mostra il cane scontrarsi con un altro concorrente alla prima curva. Subito dopo, si sentono chiaramente i lamenti strazianti dell’animale ferito, mentre il resto del gruppo continua la corsa.

Gli infortuni sono un rischio costante nelle corse dei levrieri.

La scorsa settimana, Greyhound Racing Ireland, l’ente che gestisce il settore in Irlanda, ha pubblicato nuovi dati sulle lesioni e sulle morti avvenute nelle gare del 2024.

Le nuove statistiche dipingono un quadro tutt’altro che rassicurante.

In 12 mesi, infortuni e decessi sono aumentati di oltre il 50%, con un totale di 202 morti e altri 187 cani feriti.

In risposta a questi dati, Greyhound Racing Ireland ha definito l’aumento “deplorevole” e ha sottolineato che meno dell’1% dei 97.621 levrieri che hanno corso lo scorso anno ha subito infortuni.

Detto così sembra poco, ma in realtà la maggior parte dei cani gareggia più e più volte.

No More Rolos era alla sua 33ª gara in soli 10 mesi quando si è infortunata.

 

Urla di dolore alla pista di Lifford (16 febbraio 2025): due levrieri cadono alla prima curva. Uno di loro, No More Rolos, non ha terminato la gara, segno di un probabile infortunio. [Video: Greyhound Racing Ireland/CC BY 4.0 licence]. Non andare alle corse dei levrieri.

#Ireland #BanGreyhoundRacing pic.twitter.com/uVq4RWvAIq

— Ban Blood Sports (@banbloodsports) February 17, 2025


Stimare il numero esatto di levrieri impiegati nelle corse è difficile. Tuttavia, basandosi sui dati ufficiali del sistema di gestione delle gare di Greyhound Racing Ireland per il 2022 e il 2023 (escludendo i cani registrati a Lifford, poiché quella pista è gestita privatamente), risultano in media 2.897 cani registrati come attivi nelle corse in ogni momento.

Dividendo quel numero, 2.897, per il totale degli infortuni nel 2024, emerge un dato allarmante: un levriero su otto si è infortunato lo scorso anno. Circa uno su 15 è morto.

Morti o scomparsi.

Lo scorso agosto, l’Irish Examiner ha rivelato che quasi 2.800 levrieri, ovvero un quinto dei cani nati nell’isola d’Irlanda nel 2021, erano morti o scomparsi. E questo senza considerare le esportazioni.

Quando si escludono i 4.527 levrieri delle cucciolate del 2021 esportati, poco meno del 35% degli animali rimasti in Irlanda da quell’anno erano morti o il loro luogo di residenza era sconosciuto.

I levrieri, come animali da compagnia, vivono mediamente 12 anni. Veder morire circa un terzo degli animali nati in meno di tre anni sembra uno spreco incredibile di vita.

Con il Galles e la Nuova Zelanda ora impegnati a bandire le corse dei cani, restano solo quattro paesi al mondo che mantengono un’industria commerciale delle corse dei levrieri: gli Stati Uniti (dove ci sono solo due stadi per le corse a livello nazionale), il resto della Gran Bretagna escluso il Galles, l’Australia e l’Irlanda.

Di questi quattro paesi, l’Irlanda è l’unica nazione il cui governo sovvenziona lo sport.

Il governo lo fa tramite il Fondo per i Cavalli e i Levrieri, con un finanziamento previsto di 19,82 milioni di euro nel 2025.

Ora sappiamo che Greyhound Racing Ireland si è trovata in una situazione difficile quando è stata diffusa la notizia della Nuova Zelanda lo scorso dicembre, cercando consulenze in materia di pubbliche relazioni su come gestire le domande riguardo alla decisione.

Gli è stato detto — in modo chiaro e diretto — di non entrare in un dibattito, poiché “quando inizi a spiegare, stai già perdendo”.

Hanno preso a cuore quel consiglio. Quando sono stati interrogati riguardo all’annuncio del Galles della scorsa settimana, un portavoce di Greyhound Racing Ireland ha dichiarato che lo sport “gode di un ampio supporto da parte del governo e accoglie con favore l’impegno continuo per lo sport e l’industria nel programma del governo”.

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Un sondaggio tra gli elettori irlandesi condotto dalla compagnia di sondaggi britannica Norstat — commissionato dall’organizzazione statunitense per il benessere dei levrieri Grey2K USA Worldwide — prima delle elezioni generali irlandesi dello scorso novembre ha mostrato che il 70% dell’elettorato è contrario o fortemente contrario al finanziamento statale delle corse dei levrieri.

Il governo cambierà mai posizione riguardo al sostegno a questo sport?

Non sembrerebbe, visto l’impegno già preso nel programma del governo per il Fondo per i Cavalli e i Levrieri, dove la nuova amministrazione si è impegnata a “garantire il continuo supporto al Fondo, considerando il contributo economico e sociale vitale che questi settori generano nelle aree rurali”.

Questo tanto enfatizzato contributo economico, basato su un rapporto redatto dall’economista Jim Power, ha portato a un guadagno di 132,3 milioni di euro per le finanze irlandesi nel 2019 — lo stesso anno in cui un’inchiesta di RTÉ ha rivelato che fino a 6.000 levrieri venivano soppresso ogni anno per non essere abbastanza veloci.

Al di là dell’impatto considerevole che il documentario di RTÉ ha avuto sullo sport, le statistiche, già ampiamente contestate dagli oppositori irlandesi delle corse dei levrieri, risalgono ormai a sei anni fa.

Visti i recenti divieti decisi dalla Nuova Zelanda e dal Galles, potrebbe essere giunto il momento di rivalutare esattamente cosa contribuisca realmente il settore delle corse dei levrieri alla vita irlandese e quanto profondo sia il sostegno del governo a questa industria sempre più in difficoltà.

Tradotto da @PetLevrieri
Link Articolo Originale di Irish Examiner