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Archivio Legacy

Un’industria in declino

Proponiamo la traduzione dell’articolo “A Dying Industry” pubblicato su “grey2kusa.org”. “In tutto il Paese, i circuiti da corsa stanno chiudendo. Da quando GREY2K USA ha iniziato la sua campagna nazionale nel 2001, ventotto circuiti hanno chiuso o hanno sospeso l ‘attività delle corse dal vivo. Ad agosto 2013, erano rimasti solo 21 circuiti in sette Stati. Per saperne […]

Proponiamo la traduzione dell’articolo “A Dying Industry” pubblicato su “grey2kusa.org”.

“In tutto il Paese, i circuiti da corsa stanno chiudendo.

Da quando GREY2K USA ha iniziato la sua campagna nazionale nel 2001, ventotto circuiti hanno chiuso o hanno sospeso l ‘attività delle corse dal vivo. Ad agosto 2013, erano rimasti solo 21 circuiti in sette Stati. Per saperne di più visita la nostra pagina con le informazioni Stato per Stato.

L’industria delle corse sta morendo. Questo declino è dovuto ad una maggiore consapevolezza pubblica che le corse siano crudeli e disumane, oltre alla concorrenza di altre forme di gioco d’azzardo.

Le scommesse sulle corse continuano a scendere.

Tra il 2001 e il 2011, l’importo totale scommesso sulle corse a livello nazionale è diminuito del 67%. Questo include le scommesse sulle corse dal vivo e su quelle in simultanea, dove gli scommettitori piazzano scommesse in remoto sulle corse che si svolgono altrove. Le scommesse sulle corse sono diminuite per vent’anni consecutivi.

Mentre le scommesse sulle corse sono in calo, quelle sulle corse in simultanea continuano. Nel 2011, quasi tre quarti (72%) di tutte le scommesse sulle corse sono state fatte per quelle in simultanea.

Allo stesso modo, il gettito fiscale dello Stato per le corse continua a scendere. Tra il 2001 e il 2011, le entrate statali sulle corse sono diminuite dell’ 80%, ed entro la fine di questo periodo rappresentavano solo 14 milioni di dollari a livello nazionale. Questo non tiene conto dei costi di regolamentazione. Se si considerano questi costi, è probabile che lo Stato stia perdendo soldi a causa di quest’industria.”

Sotto il link all’articolo in lingua originale:

A Dying Industry

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