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Una grande svolta per gli attivisti di Dacci Una Zampa e occupy canile

Oggi potrebbe essere considerata una giornata di festa, una vittoria per tutti gli attivisti di Dacci Una Zampa e #occupy canile che, grazie a un protocollo firmato con la Provincia, vedranno nascere un’oasi canina sui dei terreni di Gallina. Ma a ben guardare, con occhi profondi che riescono a distinguere […]

Oggi potrebbe essere considerata una giornata di festa, una vittoria per tutti gli attivisti di Dacci Una Zampa e #occupy canile che, grazie a un protocollo firmato con la Provincia, vedranno nascere un’oasi canina sui dei terreni di Gallina. Ma a ben guardare, con occhi profondi che riescono a distinguere “il Diavolo da buon Dio”, come sosteneva Sartre, oggi viene evidenziata la sconfitta di quella parte della politica e delle Istituzioni che dopo aver cavalcato l’occupazione dei disobbedienti (durante la campagna elettorale) hanno fatto orecchie da mercanti o peggio hanno messo i bastoni fra le ruote agli attivisti che avevano occupato una struttura abbandonata. A distanza di un anno “dopo tanta sofferenza”, come sottolineato da Giulia Curci (dirigente di Dacci Una Zampa) , la Provincia di Reggio Calabria ha siglato un protocollo di comodato d’uso per la realizzazione di un’oasi canina che permetterà “di mettere un primo mattoncino per ospitare i randagi in modo adeguato”. Chi ha seguito la vicenda del Canile di Mortara, di Dacci Una Zampa e #occupy canile, sa benissimo cosa gli attivisti hanno dovuto sopportare in questo anno, le accuse che sono state mosse a questi ragazzi, padri e madri di famiglia, indicati come ladri, abusivi e in qualche caso paragonati persino ai Nuclei Armati Rivoluzionari. Tutto mentre, i disobbedienti salvavano circa 600 cani dall’abbandono e, evidenzia la presidente Candida Naccarato, “grazie al volontariato reggino, al professore Iannelli che senza di lui non avrebbero avuto le cure adeguate, non sarebbero stati sterilizzati”. Ora non resta che continuare questo lavoro, dopo essere usciti dall’illegalità e da quella disobbedienza legittima che ha portato finalmente a regime il Canile di Mortara e “spargere la voce, perché l’oasi canina costruita anche grazie alla donazione e a tutto quello che ognuno di noi potrà fare per i disobbedienti”. “Non costruiremo galere – prosegue la Naccarato – saremo un‘oasi canina dove i cani potranno vivere liberamente, senza la paura e l’angoscia che qualcuno ce li possa portare via”. Quello che è successo oggi, certifica che nonostante i tanti tentativi e le delegittimazioni operate “ancora noi esistiamo e vogliamo fare tanto per i randagi di Reggio Calabria”, soprattutto perché “per tanti anni abbiamo operato in silenzio, con sacrifici e fatica e finalmente abbiamo un posticino dove poter realizzare i nostri sogni”. La gioia e le emozioni sono tante e palpabili e anche l’avvocato dell’associazione, Maria Letizia Monterosso, nonostante la commozione ha voluto ringraziare “soprattutto perché hanno riconosciuto in quello che abbiamo fatto, una cosa bella”, identificando nella Provincia “l‘unica amministrazione, l’unico Ente che ci ha dato fiducia, che sta valorizzando, che vuole valorizzare un’opera fatta di buoni cittadini, di persone perbene, di molti volontari che ci hanno seguito in tutta l’Italia”. Lo stesso Professore Nicola Iannelli, il veterinario che ha curato i cani all’interno della Clinica Camagna, è intervenuto spiegando come “il mio non è stato un sacrifico, ma una dedizione per tutti gli animali che hanno bisogno”, ma si intuisce che l’abnegazione alla causa va ben oltre l’etica e la deontologia. Qualcosa che forse a una parte della politica manca. “Una battaglia di civiltà”, insomma, come giustamente sottolineato dal Presidente Giuseppe Raffa che ha sentito il bisogno (insieme a tutta l’Amministrazione Provinciale e agli Assessori Campisi e Dattola) di dare “gratificazione a chi come questi ragazzi e le associazioni, in particolare, che dalle loro emozioni capite che è una questione di vita”. Raffa è duro nell’attaccare chi ha alimentato “molte illusioni, perché ricordate come in campagna elettorale tutti venivano ad affiancarvi quando facevate le battaglie”, mentre elogia “la sana politica e le sane istituzioni: sono quelle che individuano il problema e si sforzano di dare risposte”. Molti, infatti, non capiscono e non comprendono quanta profondità esista nell’impegno di questi ragazzi e “ci sarà … Articolo integrale che vi invitiamo a leggere:/http://www.cmnews.it/notizie/calabria/reggio-calabria/118284-reggio-randagismo-la-svolta-arriva-dalla-provincia/ © Riproduzione riservata