Un suono come segnale capace di ottenere l’attenzione del cane
LA COSTRUZIONE DI UN SUONO L’obiettivo che ci prefiggiamo è che il cane, dopo aver udito un suono particolare, emesso dal suo conduttore, si rivolga a lui prestandogli attenzione attraverso lo sguardo. Poter utilizzare un suono che emerga da un rumore di fondo e che riesca a catturare l’attenzione del […]
LA COSTRUZIONE DI UN SUONO
L’obiettivo che ci prefiggiamo è che il cane, dopo aver udito un suono particolare, emesso dal suo conduttore, si rivolga a lui prestandogli attenzione attraverso lo sguardo. Poter utilizzare un suono che emerga da un rumore di fondo e che riesca a catturare l’attenzione del cane sarà uno strumento indispensabile per costruire una buona comunicazione, una buona gestione e, di conseguenza, una buona relazione con il cane.
In questa attività evolutiva si cerca di sostituire il nome del cane con un suono, ad esempio uno schiocco di labbra, e di legarlo a uno sguardo d’attenzione verso il proprietario.
- Scegliamo un set adeguato, senza troppi stimoli che distraggano il cane, come una stanza dell’ambiente domestico.
- Scegliamo un suono che non corrisponda al nome del cane, ad esempio, uno schiocco delle labbra. È fondamentale che il suono scelto sia per noi di facile esecuzione e sia mantenuto invariato nel tempo.
- Aspettiamo che il cane si distragga, volgendo la sua attenzione verso un odore o un piccolo rumore.
- Rimanendo fermi, emettiamo il suono scelto chiaramente e premiamo immediatamente il cane se si gira subito a guardarci.
- Ripetiamo più volte la sequenza.
- È possibile che il cane, una volta che inizia a essere premiato, non distolga più l’attenzione da noi. In questo caso, buttiamo qualche bocconcino a terra, a qualche metro di distanza per distrarlo, oppure, più semplicemente, aspettiamo che si distragga di nuovo prima di emettere nuovamente il suono.
- Nel caso in cui utilizziamo i bocconcini per distrarlo, aspettiamo che abbia finito di consumarli e subito dopo emettiamo di nuovo il segnale.
- Ripetiamo la sequenza più volte fino a quando il legame “suono = attenzione su di noi” sia ben consolidato.
Fonte: Pedagogia cinofila. Introduzione all’approccio cognitivo zooantropologico. Roberto Marchesini