Un anno di noi, Aragòn (ex Granito)
Ringraziamo Marco e Alberto per questa bellissima testimonianza. “È trascorso già un anno da quando sei entrato a fare parte della nostra famiglia. In punta di zampe hai fatto il tuo ingresso in questa nuova dimensione che il destino aveva già in serbo per te. Non è stato facile doversi […]
Ringraziamo Marco e Alberto per questa bellissima testimonianza. “È trascorso già un anno da quando sei entrato a fare parte della nostra famiglia. In punta di zampe hai fatto il tuo ingresso in questa nuova dimensione che il destino aveva già in serbo per te. Non è stato facile doversi inserire in un nuovo contesto interagendo con una nuova sorella che di certo non ha reso facile la convivenza (la parola difficoltà la conosci molto bene). Con il tempo, però, la vostra relazione si è consolidata e finalmente potete considerarvi fratelli di pelo. Anche con i tuoi cugini gatti l’inizio non è stato per niente facile, ma ora vi siete conosciuti e capiti e tutto fa parte della tua solida quotidianità. Ricordiamo ancora l’emozione di attenderti, l’invio del modulo di adozione, la telefonata di Rosaria, la visita di Riccardo e successivamente la telefonata di Stefania che ci comunicava l’idoneità per la TUA adozione, ovvero di Granito! Si, Granito, questo era il tuo nome, un nome che non ti rendeva giustizia; dovevi avere un nome che potesse farti dimenticare la squallida vita precedente, anche se impressa profondamente nel corpo ed ancora più profondamente nell’anima, ma soprattutto doveva essere un nome degno della tua nobiltà: e così sei stato ribattezzato Aragòn, nome che hai sentito TUO fin da subito ed indossato con eleganza e disinvoltura. Ricordiamo ancora le foto dal web che ci parlavano della tua sofferenza e del tuo grande cuore, quegli occhi che ti trafiggevano dentro come una lama, nei quali leggevamo soprattutto la tua impressionante compostezza e dignità. Sì, è già trascorso un anno dal quel 9 maggio 2015, un anno ricco di emozioni e nuove scoperte per te. Era un giorno caldo di primavera. Dopo un lunghissimo viaggio sei stato catapultato in un ambiente completamente nuovo e, con grande fatica, cercavi di decifrare una lingua a te sconosciuta. Ancora peggio non capivi cosa ti sarebbe accaduto: il tuo sguardo era fisso sull’orizzonte lontano. Sei sceso dal furgoncino accompagnato da Anna che ti ha presentato a me, Marco; io piangevo come una fontana e tu continuavi a domandarti: “ed ora cosa mi succederà”? Ti ho accarezzato e così abbiamo avuto il primo contatto. Subito dopo, la prima passeggiata insieme, naturalmente senza controllo poiché dovevamo ancora conoscerci; non so se prenderla positivamente ma dopo pochi istanti hai fatto i tuoi bisogni. Successivamente hai potuto conoscere Alberto ed è avvenuto anche l’incontro fatidico con Dalì, la regina indiscussa di casa che ti ha annusato, perchè anche lei doveva capire cosa stesse succedendo. Dopo pranzo ci siamo subito messi in cammino per il ritorno verso la tua casa definitiva: tu nel baule e Dalì sul sedile posteriore che ti controllava a distanza ed ogni tanto ringhiava. Ti sei addormentato subito, stanco per il lungo viaggio e per tutto il frastuono delle novità. Al nostro arrivo in Trentino abbiamo messo in atto tutte le precauzioni del caso per farti accettare più rapidamente possibile da tutti i componenti della famiglia e quindi ti abbiamo lasciato perlustrare la casa con tranquillità prima dell’ingresso di Dalì. Avevi anche una fame pazzesca, dimostrata dal fatto che ti sei spazzolato una ciotola di crocchette con una rapidità impressionante. Giorno dopo giorno hai acquisito sicurezza e disinvoltura e ci stupiamo ancora del fatto di come tu abbia appreso tutto così velocemente: tutt’ora non ce ne capacitiamo. In questo anno con noi hai vissuto moltissime sensazioni: hai potuto conoscere il calore di una casa, la comodità di un letto che hai deciso di condividere con noi già dal primo giorno, il profumo del vento che ti accarezza il tuo splendido nasone, l’erba tenera che ti piace tanto, hai visto per la prima volta il mare (che non ami però) ma, cosa più importante, hai assaporato finalmente la LIBERTA’, quella che ti è stata negata per troppo tempo. Ora puoi finalmente correre sereno perché nessuno potrà più legarti e soprattutto ferirti; noi ti proteggeremo sempre perché sei e sarai sempre un pezzo del nostro cuore. Caro Aragòn grazie per avere accettato di fare parte di questa famiglia un po’ strampalata ma sincera e capace di donarti tutto l’Amore che non hai mai conosciuto, grazie perché ci fai emozionare ogni giorno, grazie perché sei un ESSERE SPECIALE e noi avremo cura di Te”. Tuoi per sempre Marco & Alberto.
Aragòn