Tre anni dopo. Tre anni di Pet levrieri.
9 novembre 2016 Tre anni fa nasceva la nostra associazione, in circostanze non facili che ormai appartengono al passato. Ma i risultati che abbiamo raggiunto possono trarre in inganno, perché in realtà non è stato né facile né scontato, anche perché certamente non abbiamo avuto soltanto amici. Oggi però possiamo […]
9 novembre 2016
Tre anni fa nasceva la nostra associazione, in circostanze non facili che ormai appartengono al passato. Ma i risultati che abbiamo raggiunto possono trarre in inganno, perché in realtà non è stato né facile né scontato, anche perché certamente non abbiamo avuto soltanto amici.
Oggi però possiamo dire che siamo riusciti ad essere quello che volevamo: questo non significa che dobbiamo essere trionfalistici: dobbiamo migliorare ancora tanto, anche perché il mondo cambia e noi non possiamo dormire sugli allori.
A volte difendere la coerenza delle scelte di fondo non è facile, ma siamo riusciti a crescere mantenendo la nostra identità.
In primo luogo noi siamo un’associazione radicalmente antiracing e anticaccia, il cui obiettivo è la fine dell’industria delle corse e della caccia a vista con i levrieri, il che vuol dire che per noi è prioritario che il greyhound racing sia sconfitto in tutto il mondo e che lo sfruttamento dei galgo nella caccia venga proibito e combattuto ovunque.
Per questo non accettiamo di avere alcuna forma di collaborazione con l’IGB, cioè l’ente che gestisce l’industria in Irlanda, né con le sue emanazioni, come l’Irish Greyhound Trust, che ne gestisce i programmi di adozione.
Per questo motivo collaboriamo in Irlanda con rifugi indipendenti e antiracing come LAW, Galway Spca ed Erin Hounds, organizziamo i nostri trasporti in maniera autonoma con un nostro mezzo e non prendiamo soldi per il trasporto o la preparazione dei cani dall’industria delle corse, ovvero dall’Irish Greyhound Trust, organo dell’IGB.
Al contrario sosteniamo economicamente i rifugi, coprendo interamente le spese di trasporto e contribuendo a quelle di preparazione dei cani. Il nostro obiettivo, appena le nostre finanze lo permetteranno, è di coprire interamente non solo le spese di trasporto ma anche quelle di accudimento e preparazione dei cani.
Allo stesso modo noi collaboriamo con Scooby in Spagna, perché riconosciamo il valore e l’importanza del lavoro ventennale, non solo di salvataggio, ma anche di sensibilizzazione da parte di Fermin e dei suoi collaboratori. Collaboriamo ed aiutiamo il rifugio con iniziative, quali il progetto “Veterinari Senza Frontiere”, e tramite donazioni.
Inoltre, fin dall’inizio abbiamo detto che la sconfitta del greyhound racing e dello sfrtuttamento dei galgo nella caccia passa attraverso la capacità di fare network e dunque abbiamo perseguito una linea di costante appoggio in azioni e in donazioni alle campagne e alle associazioni antiracing internazionali, quali Grey2K USA negli Stati Uniti, Caged NW, Greyt Exploitations e Greyhound Compassion in UK, Anima Macau in Macao, Proyecto Galgo in Argentina, Limerick Animal Welfare Charity, Galway SPCA e Erin Hounds in Irlanda, per citarne le principali.
La nostra costante e concreta partecipazione, culminata nell’evento internazionale di settembre “Freedom for Greyhounds – Close the Canidrome and all Race Tracks Worldwide“, da noi organizzato, e nella nostra partecipazione tra gli oratori e al tavolo di lavoro della prima Conferenza mondiale del movimento antiracing ” Greyhounds Around the Globe“, è stata il frutto di un duro e concreto lavoro di denuncia, di sensibilizzazione e di aiuto concreto.
In secondo luogo ci è stato chiaro fin dall’inizio che per fermare la macchina infernale dello sfruttamento dei levrieri non basta adottare ma è necessario eliminare le cause alla radice, ovvero occorre essere parte attiva di un vasto movimento di mobilitazione civile internazionale che possa cambiare i modi di pensare e di comportarsi rispetto ai levrieri, possa far maturare una coscienza di condanna civile, ottenere leggi di tutela dei levrieri e pene severe e certe per i reati. Un movimento che, cambiando i modi di pensare e agire e le leggi, porti a chiudere i cinodromi e a dichiarare illegale la caccia a vista con i levrieri.
Per questo motivo abbiamo sempre rifiutato la logica de “L’importante è salvare i cani. Tutto il resto è secondario“, consapevoli del fatto che questa logica finisce, volontariamente o involontariamente, per mantenere in vita quell’industria delle corse e della caccia, che sfrutta, maltratta e uccide centinaia di migliaia di levrieri all’anno, tra grey, galgo e lurcher.
L’adozione per noi è senz’altro un atto di amore e di aiuto importante, ma noi sensibilizziamo chi adotta; per noi l’ideale è che chi adotta diventi un militante antiracing, che sappia dunque tradurre quella che è stata una scelta iniziale di responsabile amore in un impegno civile per porre fine al greyhound racing e alla caccia con i galgo.
In terzo luogo ci siamo impegnati a far conoscere e apprezzare i lurcher i Italia. Il dedicarci alla loro adozione è stata per noi una scelta precisa, che nasce dal fatto che a nostro giudizio la condizione dei lurcher in Irlanda è figlia di quella dei greyhound. Peraltro noi non accettiamo la classificazione usata dall’IGB, secondo la quale un greyhound non tatuato è un lurcher. Riteniamo che questa classificazione sia un modo per nascondere il destino triste di molti cuccioli di greyhound e adulti non tatuati.
In quarto luogo noi abbiamo portato avanti un’immagine nuova del levriero rescue, presentato non come usato garantito o come animale stupido, ma come un cane con i suoi bisogni e la sua natura ma anche con i suoi problemi legati al passato di sfruttamento.
Problemi che per noi vanno accettati e affrontati senza confinare il levriero rescue in una vita priva di esperienze. In questo senso abbiamo sempre promosso, e continueremo a farlo, iniziative di formazione e sempre in questo senso abbiamo avviato prassi di lavoro sui nostri cani che prevedono il sostegno di educatori, di istruttori qualificati e di veterinari comportamentalisti.
Infine, noi siamo un’organizzazione trasparente e interamente dedicata ai cani.
Per questo abbiamo scelto e continueremo a scegliere di non essere commercianti e di affidarci esclusivamente alle donazioni. I nostri soci conoscono tutte le entrate e le uscite, nonché i verbali del nostro consiglio direttivo, mentre il nostro statuto e i compiti degli associati sono pubblici.
Tutto quello che abbiamo fatto e tutto quello che faremo è e sarà frutto delle persone che liberamente hanno aderito e aderiranno al nostro progetto, oltre che di tutti gli adottanti, i partner e gli amici che hanno creduto in noi.
A loro un doveroso ringraziamento.
Stefania Traini presidente Pet Levrieri