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TAR VENETO NON ACCOGLIE APPIENO ARGOMENTAZIONI EVIDENZIATE NEL RICORSO DELLE ASSOCIAZIONI. RICORREREMO IN APPELLO.

TAR VENETO NON ACCOGLIE APPIENO ARGOMENTAZIONI EVIDENZIATE NEL RICORSO DELLE ASSOCIAZIONI. RICORREREMO IN APPELLO. TAR ha accolto però il principio secondo cui le competizioni tra cani devono ritenersi vietate. Nel 2022, quando sono partiti i lavori per la costruzione di una pista per le corse dei levrieri gestita da ENCI […]

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TAR VENETO NON ACCOGLIE APPIENO ARGOMENTAZIONI EVIDENZIATE NEL RICORSO DELLE ASSOCIAZIONI. RICORREREMO IN APPELLO.

TAR ha accolto però il principio secondo cui le competizioni tra cani devono ritenersi vietate.

Nel 2022, quando sono partiti i lavori per la costruzione di una pista per le corse dei levrieri gestita da ENCI Servizi nel Comune di Maserada sul Piave, noi di Pet levrieri, insieme ad Enpa, Lav, LNDC Animal Protection e OIPA , abbiamo contestato la decisione facendo ricorso al TAR.

Il Tribunale ha parzialmente respinto le nostre argomentazioni, ma questa battuta d’arresto del ricorso al TAR, non segna la chiusura della contestazione che noi associazioni stiamo portando.

Alcuni punti della sentenza, infatti, accolgono le argomentazioni che abbiamo evidenziato nel ricorso, specificando in modo chiaro ed innovativo che devono ritenersi vietate le competizioni tra i cani in linea con quanto stabilito dall’art. 9 della Costituzione e dall’art. 13 del T.F.U.E. (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea)

Gli altri “tipi di prova”, invece, sarebbero ammessi, a meno che non si dimostri la loro natura nociva.

Il TAR non ha valorizzato la nostra perizia, nella quale si chiarisce che per i levrieri correre in pista è un’attività che lede il loro benessere e comporta oggettivi rischi per la loro sicurezza e la loro vita.

Perizia che pure viene successivamente richiamata, allorquando il Tribunale afferma:

“vengono riportati i dati ufficiali di enti stranieri che corroborerebbero la tesi sostenuta. In sintesi, tutti questi dati dimostrerebbero che per i levrieri correre in pista sarebbe un’attività che lede il loro benessere e comporta oggettivi rischi per la loro sicurezza e vita, in aperta violazione delle norme anche di rango costituzionale e comunitario richiamate nel precedente motivo di impugnazione”.

Ciò che non è stato compreso è che le attività di racing, viste come “prove di lavoro”, rappresentano a tutti gli effetti delle competizioni tra cani altamente pericolose.

Ricorreremo quindi in appello per ottenere una piena pronuncia favorevole.

Per saperne di più:
https://www.petlevrieri.it/articoli-denuncia/i-levrieri-oltre-gli-stereotipi-di-razza/?fbclid=IwAR29VywbGjI-11D1i6nqyLlnGeesPwWNJuqcs7OfxsYaoNROWEfcgu1tSnY