Tantissimi auguri, cerbiattina birichina.
Tre anni fa, probabilmente in un angolino freddo, duro e oscuro da qualche parte in Irlanda, oggi nasceva una cucciolotta grey tigrata minutissima, una come tanti altri. Chiaramente sarà stata ‘brava’, avrà dimostrato una certa idoneità per quello che il suo trainer le voleva insegnare, altrimenti con molta probabilità sarebbe […]
Tre anni fa, probabilmente in un angolino freddo, duro e oscuro da qualche parte in Irlanda, oggi nasceva una cucciolotta grey tigrata minutissima, una come tanti altri. Chiaramente sarà stata ‘brava’, avrà dimostrato una certa idoneità per quello che il suo trainer le voleva insegnare, altrimenti con molta probabilità sarebbe stata soppressa. Non so proprio come abbia fatto a convincerli a lasciarla vivere, piccolina e testarda com’è, interessata solo a giocare con altri cani e certamente non a obbedire a qualche umano o correre dietro a qualche noioso oggetto in movimento. E invece ce l’ha fatta, e le hanno tatuato dolorosamente le orecchie con quelle lettere e quei numeri verdi che spiccano al sole sulle sue orecchie delicate, segno del suo ‘riconoscimento’ ufficiale come greyhound da corsa, nonché ricordo sinistro e indelebile del suo passato a me sconosciuto. Chissà se ha imparato allora quella forza e quella fiducia in sè che la caratterizzano, quel tener duro da guerriera che ha perfino colto di sorpresa il mio vet quando – senza bisogno neppure di anestesia locale tanto era brava a stare ferma e tranquilla – le controllava settimanalmente la fasciatura alla zampetta (fratturata qualche mese fa dopo una caduta mentre inseguiva uno scoiattolo, ora del tutto guarita). Di lei, del suo passato, non so nulla tranne la sua data di nascita e il suo nome da corsa, che come tutti i nomi ‘da corsa’ non ha assolutamente nulla a che fare con lei o il suo carattere. Quando è arrivata da noi il 24 aprile dell’anno scorso l’ho chiamata Erin, l’antico nome poetico del suo paese. Le sta bene, e lo ha riconosciuto prestissimo come suo. Non so se abbia avuto fratelli o sorelle che siano sopravvissuti oppure no, se la madre vive ancora, se è stata salvata oppure se continua ancora a sfornare cucciolata dopo cucciolata per l’industria delle corse. Nulla, nemmeno se Erin è arrivata a fare le prove su quei circuiti paurosi che costano la vita a tanti grey. Ma non credo. Quando vede il fratello adottivo Wiki buttarsi come un razzo in spiaggia dietro alla sua palla preferita, lo guarda ferma e curiosa come a dire “Ma che fai, sei scemo? Andiamo a giocare con quei cani lì, invece! Oppure lecchiamoci un po’ di cacca di gabbiano! Molto più divertente.” Socievolissima con tutti i cani che incontra, di qualsiasi razza o taglia, che saluta indiscriminatamente con una scodinzolata felice e una bella leccata in faccia, ci è voluto un bel po’ invece prima che imparasse a fidarsi veramente di noi, ma ora cerca le coccole con quel suo fare delicato e riservato, e a volte mi guarda con la sua espressione da monella come a dire “che facciamo, usciamo a cercar scoiattoli?” Tantissimi auguri, cerbiattina birichina. © Riproduzione riservata











