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Il greyhound racing: un’industria, basata su avidità e crudeltà. Tutto in nome dei soldi.

Creare mostri di uomini a firma di di Melanie Yarnall, 19 marzo 2017 Questo articolo è dedicato a Fabio (Extra Tacky) che ha corso la sua ultima gara l’8 marzo 2017. Ha subito la frattura della zampa posteriore destra ed è stato soppresso da un veterinario presente a bordo pista. Sarebbe dovuto essere […]

Creare mostri di uomini

a firma di di Melanie Yarnall, 19 marzo 2017

Questo articolo è dedicato a Fabio (Extra Tacky) che ha corso la sua ultima gara l’8 marzo 2017. Ha subito la frattura della zampa posteriore destra ed è stato soppresso da un veterinario presente a bordo pista. Sarebbe dovuto essere affidato alle cure di una famiglia foster il giorno successivo, ma purtroppo non ce l’ha fatta. La sua mamma foster era devastata dal dolore. Vola sul ponte dell’arcobaleno piccolo.

Le scommesse sulle corse coi greyhound non sono fatte solo di giocatori a bordo pista. Ogni greyhound che partecipa ad una gara rischia la vita. Tuttavia i pericoli non sono solo in pista, ma anche nelle mani degli addestratori che presumibilmente dovrebbero prendersi cura di loro ogni giorno.

Abbiamo visto tutti il filmato sulle prede vive usate per addestrare i greyhound trasmesso dalla trasmissione Four Corners nel febbraio 2015. All’epoca, come spiegò  un informatore che piazzava animali, scommesse e montepremi è una combinazione tossica in grado di trasformare uomini in mostri.

A gennaio 2017 la maggior parte di noi ha visto il filmato dell’addestratore australiano Tony Rasmussen mentre stimolava sessualmente il suo greyhound per migliorarne le prestazioni in gara. Ha ricevuto una multa di $ 1000 (ridotta a $ 250 per un periodo di 24 mesi a condizione di non ripetere il reato), e questa non è stata la prima indagine a suo carico. NB: Rasmussen non è un emarginato né una “mela marcia” dell’industria. E’ il presidente del greyhound racing club di Strathalbyn.

Il macabro lato oscuro dell’industria del racing si estende su tutto il suolo australiano. Gli addestratori sfruttano inevitabilmente gli animali e si giocano la loro integrità per possedere un campione che faccia guadagnare un po’ di soldi facili ad ogni costo.

Nell’Australia occidentale negli ultimi 12 mesi sono state fatte diverse indagini per esaminare la condotta degli addestratori di greyhound, e molti giudicati colpevoli di infrazioni significative sono stati sanzionati.

L’industria del racing nell’Australia occidentale genera pochi benefici economici per lo stato, mentre riceve in proporzione un ammontare esorbitante di aiuti finanziari dal Governo. Nel 2015 sono stati donati ben 15,8 milioni di $ del governo all’industria della Western Australia Greyhound Racing. Nello stesso anno 527 greyhound sono morti. Nel 2016 questo ammontare è salito dell’8% pari a 17,2 milioni di $, mentre sono stati soppressi 371 greyhound perchè 96 sono stati giudicati inadatti a correre, 88 non idonei ad essere dati in adozione e 187 sono stati uccisi a causa di incidenti in pista.

E’ difficile avere un quadro preciso dell’industria del racing e qualunque domanda su corse e gioco d’azzardo in Australia occidentale è vana: in risposta viene detto che mancano i dati disponibili o che le informazioni entro un determinato periodo non possono essere fornite. Ciò che preoccupa è la completa indifferenza del governo verso le problematiche di tutela animale sollevate dall’industria, e la tendenza a minimizzare la necessità di indagini più approfondite.

La vera natura dell’industria del racing in Australia occidentale ha iniziato a venire alla luce quando nel 2015 Tony Glenny è diventato un informatore in seguito al documentario di Four Corners, per poi cambiare idea. Glenny era coinvolto nell’industria da 45 anni ed è stato condannato per numerosi reati per comportamenti illeciti, compreso l’uso di prede vive e il rifiuto di collaborare con le autorità. Il Racing and Wagering Western Australia (RWWA) prese ad esempio la sua mancanza di collaborazione e dichiarò all’epoca che il suo rifiuto di rispondere alle domande colpiva al cuore i controlli adeguati e la regolamentazione dell’industria. Come scrisse Lynn McLaren, tutto ciò era più rappresentativo dell’intera industria e del governo, piuttosto che del solo Glenny.

Le accuse sull’uso di prede vive hanno sollevato molte domande sulla condotta degli addestratori dell’Australia Occidentale e dell’industria. Venne aperta un’indagine di routine, ma i vertici della Protezione Animali dell’Australia occidentale (RSPCA WA) furono messi da parte dall’RWWA. Non è mai stato pubblicato alcun rapporto scritto sulle conclusioni delle indagini. E l’allora Ministro del Racing, Colin Holt, dichiarò che non era necessaria alcuna relazione.

La mancanza di trasparenza e affidabilità del governo e dei vertici dell’ente corse rappresentano un impedimento a qualsiasi analisi obiettiva degli effetti dell’industria sul benessere e la tutela animale.

Tuttavia la storia può essere riassunta usando i risultati delle indagini su condotta e integrità per dimostrare la portata dei maltrattamenti e sfruttamento degli animali che sono endemici nell’industria sia in Australia occidentale che nel resto del paese.

L’industria del racing in Australia occidentale è relativamente piccola in confronto ad altri stati, ma la mancanza di integrità e le squalifiche denunciate non sono certo trascurabili. Riesaminando le indagini degli ultimi 12 mesi si è scoperto che gli addestratori sono stati indagati per violenza verso i greyhound, per soppressioni inutili, per il possesso di sostanze vietate, per gli esiti positivi ai test anti doping ai cani, e per il mancato rispetto dei regolamenti.

La motivazione per scrivere questo articolo viene dalla necessità di concentrarsi sulla mancanza di etica ed integrità morale nell’industria, e dalle alte percentuali di incidenti e mortalità dei suoi innocenti partecipanti, i greyhound.

I tassi di mortalità e infortuni parlano da sé, purtroppo è troppo tardi per le migliaia di greyhound deceduti come conseguenza della ricerca degli addestratori di un po’ di soldi facili.

L’11 marzo 2017 14 greyhound hanno perso la vita in pista, soprattutto a causa di fratture. Infortuni di questo genere sono assolutamente curabili e i greyhound avrebbero potuto essere ritirati dalle gare e diventare fantastici animali da compagnia. L’unico ostacolo a questo epilogo sono gli addestratori che non vogliono spendere denaro in cure veterinarie. Poiché non c’è alcun mandato di responsabilità del governo per migliorare gli standard di benessere e tutela animale, accade di frequente. Nel 2017 sono stati registrati 164 infortuni in pista. I greyhound corrono davvero per salvarsi la vita, e tutte le preoccupazioni sulla loro tutela vengono ignorate.

Nel febbraio 2017 è stata avviata un’indagine a carico di Keith Harding per un incidente capitato al cinodromo di Cannington. L’episodio è stato archiviato come comportamento scorretto nel manipolare il proprio greyhound, Freeway Shadow, al rientro nel suo box. Si è dichiarato colpevole ed è stato multato per $ 1500. Non sono disponibili dettagli specifici sul reato commesso, tuttavia data la severità della sanzione presumibilmente si è trattato di un atto di violenza verso il cane.

Nel marzo 2017 Keith Harding è stato iscritto nella Hall of Fame dell’industria, il più grande riconoscimento nel mondo del racing. È stato descritto come uno degli addestratori più rispettati in Australia occidentale. La mancanza di etica e morale di Harding e la sua fama di persona violenta con gli animali sottolineano la mancanza di integrità dell’industria stessa, visto che le “mele marce” sono spesso addestratori osannati e rispettati.

Harding non è l’unico addestratore a godere di fama e riguardo, e ad essere inserito nella Hall of Fame, nonostante la sua integrità morale sia stata messa in discussione. Nel gennaio 2015 Linda Britton è stata sospesa per 18 mesi per gli esiti positivi ai test anti doping del suo greyhound. Dopo la sanzione Linda Britton è stata inserita nella Hall of Fame, così come Harding. L’RWWA ha dichiarato di non aver mai messo in discussione, nonostante la squalifica, l’idoneità della Britton a ricevere il riconoscimento più importante dell’industria.

Un’altra importante indagine coinvolge l’addestratore Philip Worthington che, nel novembre 2016 è stato condannato e la sua licenza revocata per tre anni per ritiro dalle corse e soppressione dei suoi tre greyhound, e per non averli consegnati al Greyhound Adoption Program (GAP) per una valutazione. Worthington li avrebbe uccisi piuttosto che dar loro una possibilità di vita post-gare. Si tratta di persone che sostengono di amare i propri cani.

Nel settembre 2016 Peter Hepple e il veterinario Phillip Lawton sono stati condannati per reati connessi al possesso di droghe e all’esito positivo del test anti doping effettuato sul greyhound di Hepple, risultato positivo al Fertagyl. Il Fertagyl viene somministrato alle femmine per farle andare in calore perché si pensa che le loro prestazioni in gara migliorino subito prima o il giorno stesso in cui inizia il calore. Il farmaco in origine è stato sviluppato per curare il cancro alle ovaie nelle mucche, e nei cani può provocare reazioni di ipersensibilità e aborti.

Nell’agosto 2016 Steven Shinners è stato indagato per non aver rispettato il regolamento del racing nella sua proprietà, e per possesso di testosterone senza prescrizione medica. È stato multato per $ 2800. il possesso di droghe da somministrare ai greyhound viene segnalato comunemente tra gli addestratori. Un altro addestratore, Dennis Calleja, è stato condannato a luglio per possesso di sostanze vietate, per non aver redatto correttamente il suo registro medico, e per aver aggredito un funzionario che gli aveva chiesto i documenti. Calleja è stato squalificato dalle gare per 5 mesi e ha ricevuto una multa di $ 1400.

Gli addestratori dimostrano un disprezzo palese verso gli animali e il loro benessere. Nell’agosto 2016 Brian Jacobson è stato sospeso per tre mesi per aver preso a calci il suo greyhound, Channing, al cinodromo di Northam. La sospensione è scaduta il 12 dicembre 2016, ma fino ad allora ha trasferito i suoi affari a nord dove ha ricevuto anche lì un’interdizione a vita dalle gare. Si presumeva che si fosse ritirato. Nel febbraio 2016 Joshua Jovanovic è stato indagato in merito a quattro pasticche di desamfetamina trovate nel suo allevamento. È stato condannato e sospeso dalle corse per un anno. Tuttavia, la cosa più sconvolgente è che a nessuno dei suoi cani sono stati fatti test anti droga.

Recentemente l’RWWA ha lanciato una nuova campagna pubblica, che non è altro che una propaganda nel tentativo di sostenere l’industria. L’attuale campagna pubblicitaria dal titolo “Salta, passa in testa, ama” dipinge il greyhound racing come un legame d’amore tra gli animali e i loro umani, in completa contrapposizione con ciò su cui l’autorità a capo dell’industria indaga regolarmente.

Gli addestratori di greyhound amano così tanto i loro cani da non pensarci due volte a farli sopprimere con un’iniezione letale a bordo pista, o rifiutandosi di chiedere aiuto ai veterinari per aiutare i loro cani quando si infortunano.

Questi addestratori, che presumibilmente amano i loro cani, somministrano loro abitualmente sostanze vietate per fare soldi più velocemente. L’RWWA non si assume alcuna responsabilità, ma piuttosto giustifica i maltrattamenti perché ha un interesse personale, affinché l’industria del racing continui, per garantire la sua stessa sopravvivenza. Sarebbe come se la Protezione Animali giustificasse la crudeltà verso gli animali per arricchirsi alle loro spalle.

L’industria del racing è basata su avidità e crudeltà, e vive dello sfruttamento di queste nobili e innocenti creature. Tu scommetti, loro soffrono e muoiono. E le persone si trasformano da uomini in mostri.

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Articolo originale:

Making Monsters of Men