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Scandalo greyhound: riaperta l’inchiesta sulla fossa comune all’interno della pista di Hunter Valley

Le autorità del Greyhound racing hanno deciso di riaprire le indagini sulle accuse che una pista di addestramento di Hunter Valley sarebbe stata utilizzata come fossa comune per i grey indesiderati, con un’audizione di due giorni che si terrà all’inizio del mese prossimo. Resta inteso che gli operatori del settore […]

Le autorità del Greyhound racing hanno deciso di riaprire le indagini sulle accuse che una pista di addestramento di Hunter Valley sarebbe stata utilizzata come fossa comune per i grey indesiderati,  con un’audizione di due giorni che si terrà all’inizio del mese prossimo.

Resta inteso che gli operatori del settore sono stati chiamati a comparire e a deporre sull’accusa di maltrattamento animale e dell’uccisione di greyhound all’interno della proprietà.

Fonti del settore dell’industia dei levrieri si sono dette contente che finalmente sarà forse possibile conoscere la verità su cosa sia successo ai cani.

“Dopo anni di rumore e cattiva gestione da parte del greyhound racing del New South Wales (GRNSW), la ruota è finalmente girata con la riapertura delle indagini”  ha dichiarato un proprietario di greyhound.

Il direttore esecutivo del Greyhound Racing NSW Paul Newson ha dichiarato che è nell’interesse pubblico indagare pienamente sulle gravi accuse mosse contro la pista.

Sarebbe inoltre permesso dal settore di  “determinare quali ulteriori azioni, se ne è il caso, debbano essere svolte dal GRNSW o da altre autorità competenti quali la polizia NSW o RSPCA NSW “, ha dichiarato Newson.

Si potrebbe cominciare da ciò che mostrano i documenti ottenuti dal The Sun-Herald, che mostrano come l’unità  “GRNSW’s welfare and compliance”, che erano stata chiamata più di un anno fa per indagare sulle uccisioni di massa, era significativamente sotto risorse ed era stata ostacolata da una cultura reattiva, e totalmente impedita nel realizzare i suoi obiettivi di andare a visitare i proprietari di levrieri titolare di licenza.

La relazione dell’unità “Welfare and Compliance” del GRNSW  riferiva che gli accordi con il personale erano stati conclusi nel mese di ottobre dello scorso anno, che vi era stata una mancanza di pianificazione strategica, che le visite in loco presso i proprietari di levrieri e trainer erano state fissate ad-hoc e non fatte a campione e di sorpresa, e che non era seguito nessun report al direttore generale e al board.

La relazione aggiungeva che il GRNSW aveva l’impegno di  visitare ogni sito almeno una volta ogni 2 anni, ma ciò per impossibile da ottenere con i mezzi e le unità che aveva. La relazione raccomandava di aumentare il gruppo di almeno 3 persone, tra cui un nuovo dirigente, cosa che è stata attuata dal board un anno fa.

La riapertura delle indagini che hanno coinvolto la pista di Hunter Valley è stata in parte incentivata dalla speciale commissione d’inchiesta che opera nel settore dei greyhound.

La commissione è stata istituita dopo anni di cattiva gestione del settore e dopo un intervento di Animals Australia e un servizio della ABC che mostravano che in almeno 3 stati venivano utilizzate esche vive (opossum, conigli e suini) legate ad un braccio meccanico per esser inseguite e sbranate dai greyhound durante gli allenamenti.

Le scioccanti rivelazioni hanno causato le dimissioni del consiglio d’amministrazione e del direttore esecutivo della GRNSW e la successiva nomina di Newson per sorvegliare l’industria, mentre la commissione svolge le indagini.

Le fotografie con le “immagini scioccanti” sui levrieri sono state consegnate agli investigatori.

Gli attuali proprietari della pista di Hunter Valley, che hanno voluto mantenere l’anonimato, hanno dichiarato di aver appreso della fossa comune soltanto dopo l’acquisto del sito e di aver incentivato le le autorità a scavare sul loro terreno.

Precedentemente si erano lamentati con la GRNSW, ma nonostante un ufficiale fosse venuto a visitare la struttura e avesse dissotterrato e portato via un teschio, i proprietari hanno riferito che non  erano mia stati sentiti dal regolatore del settore da allora.

Un portavoce del Greyhound racing (GRNSW) ha dichiarato alla Fairfax Media, che l’indagine è stata condotta ma non è stata trovata nessuna prova di maltrattamento animale.

Una denuncia è stata riportata anche al revisore sull’Integrità, ma anch’esso non ha trovato nulla.

Le richieste da parte del  giornale australiano Sun-Herald di ottenere copie dei rapporti stilati dai revisore sull’Integrità sono state rifiutate.

John Kaye della Greens NSW MP ha dichiarato: “La cultura dell’insabbiamento continua a prosperare all’interno del Greyhound racing del New South Wales, nonostante il rigetto del consiglio di amministrazione e, nonostante l’esposizione pubblica della loro storia di fallimenti nella regolamentazione del settore del racing. 

“Il regolatore del settore sembra non aver imparato nulla dagli eventi degli ultimi tre mesi. Non dare informazioni critiche sul benessere degli animali non potrà che aumentare i sospetti che l’industria e il regolatore hanno da nascondere ancora di più“, ha detto il dottor Kaye.

”Questa è esattamente la cultura della segretezza e omertà, che per anni ha permesso che gli animali (i greyhound, ma anche tutte quei poveri animai usati come esche vive, ndr.) fossero terribilmente abusati.” Fonte: greyhound-scandal-inquiry-into-mass-grave-site-to-be-reopened