Rapporto PACMA: i numeri reali dell’abbandono dei galgo
Rapporto PACMA: I numeri reali sull’abbandono dei cani sfruttati dai cacciatori. Nonostante l’assenza di rapporti ufficiali su quanti cani vengano realmente abbandonati ogni anno dai cacciatori ( e questo accade perché saperlo non interessa alle amministrazioni e ai partiti politici), abbiamo svolto una piccola inchiesta, in base a cui è evidente […]

Rapporto PACMA: I numeri reali sull’abbandono dei cani sfruttati dai cacciatori.
Nonostante l’assenza di rapporti ufficiali su quanti cani vengano realmente abbandonati ogni anno dai cacciatori ( e questo accade perché saperlo non interessa alle amministrazioni e ai partiti politici), abbiamo svolto una piccola inchiesta, in base a cui è evidente che tale numero ammonti a svariate migliaia.
PACMA da anni da visibilità alla realtà della caccia.
Abbiamo denunciato come, oltre ad uccidere milioni di animali sulle nostre montagne, i cacciatori abbandonino o giustizino i cani, che sono per loro meri strumenti, una volta che non hanno più bisogno di loro.
Tuttavia, le amministrazioni non hanno mai mostrato alcun interesse a raccogliere dati o a investire mezzi finanziari per far luce su questa realtà. La lobby della caccia è troppo preziosa per loro e la proteggono a tutti i costi.
Ne abbiamo abbastanza dell’ipocrisia e dei dati parzialmente falsi lanciati da alcuni enti governativi. Per smentire queste cife abbiamo, quindi, realizzato una breve relazione, sulla base dei dati forniti da 98 Protectora appartenenti a diverse comunità autonome.
La dura realtà dell’abbandono dei cani da caccia.
Secondo i dati del SEPRONA, nel 2019 solo 8 levrieri sono stati abbandonati in Spagna.
Ma la realtà è che questa cifra cerca solo di ridicolizzare e rendere invisibile la crudeltà della caccia, che sfutta e scarta questi animali. Non sono ovviamente solo 8 i rifiuti dei cacciatori, si tratta invece di molte migliaia di cani.
Le 98 Protectora che ci hanno fornito i loro dati sono solo una piccola parte delle migliaia esistenti in Spagna, ma nel 2019 hanno raccolto da sole 5.588 levrieri (N.d.T per lo più galgo ma anche greyhound) oltre ad altri 3.000 cani usati come strumenti di caccia.
Come possono cercare di cancellare tutte quelle vite salvate dagli abusi e dall’ abbandono? È una vergogna.
E la cosa peggiore è che, purtroppo, i cani salvati sono la fortunata minoranza. Infatti la maggior parte degli animali sfruttati per la caccia finiscono investiti sulle strade; soffocati dopo essere stati impiccati dai cacciatori, annegati in pozzi e fiumi; o direttamente giustiziati con un colpo alla testa.
Quando gli animali vengono abbandonati e non crudelmente uccisi dai cacciatori, la maggior parte di loro viene raccolta da aziende incaricate dai Consigli Provinciali (Diputaciones) e dai Comuni (Ayuntamientos), e queste si rifiutano di fornire i dati.
Per aggiungere la beffa al danno, il governo e la direzione generale per i diritti degli animali dovrebbero richiedere queste informazioni, essenziali per registrare con precisione l’abbandono dei cani da parte dei cacciatori. Ma come sempre, voltano le spalle a questi animali e continuano a proteggere il settore della caccia, per mero interesse politico.
Vogliono ingannarci dicendoci che solo 8 levrieri sono stati abbandonati in Spagna nel 2019, quando, ad esempio, una sola Protectora di Valladolid – che preferisce rimanere anonimo per paura che galgueros e cacciatori entrino illegalmente nelle loro strutture per rubare i loro cani – ha raccolto 900 levrieri nello stesso anno.
Le Protectora, sono loro l’unica salvezza di questi animali.
Le cifre non mentono, sebbene amministrazioni e partiti politici facciano di tutto per rendere invisibile questa crudele realtà.
Le Protectora sono colme di migliaia di storie che spezzano il cuore, migliaia di animali terrorizzati dalle percosse che hanno ricevuto, migliaia di vite spezzate, che i rifugi salvano e curano per riabilitarli e dare loro una nuova speranza. A tutte le Protectora, mille milioni di grazie. Senza il loro impegno quotidiano, tutti quegli animali andrebbero persi.
Oggi abbiamo consegnato questo rapporto a SEPRONA e abbiamo chiesto di collaborare alla giusta raccolta di dati sull’abbandono, sull’abuso e la morte di levrieri e altri cani da caccia. Una realtà negata non può essere affrontata.
Lavoriamo instancabilmente per porre fine alla caccia, per mettere fuori legge un’attività che semina panico, violenza e morte sulle nostre montagne.
E ci rivolgiamo a tutte le amministrazioni e ai partiti politici che consentono ai cacciatori di continuare a uccidere e maltrattare, tingendo di candore il loro violento e sadico divertimento.
Solo proibendo la caccia per legge, come affermiamo da anni, possiamo porre fine a questi numeri terribili e alle atroci sofferenze che sui celano dietro di essi.
Link all’articolo originale di PACMA