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Questioni di Prossemica

12 febbraio 2015Articolo originale →

Vi suggeriamo l’interessante lettura dell’articolo “Questioni di Prossemica” , pubblicato sul sito www.thinkdog.it a firma di Roberto Nicolai, in cui si parla e si approfondisce l’argomento. Tutti noi abbiamo, più o meno consapevolmente, uno spazio personale, una “bolla” invisibile che ci circonda. Questa bolla cambia dimensione, e di conseguenza confini, a seconda del […]

Vi suggeriamo l’interessante lettura dell’articolo “Questioni di Prossemica” , pubblicato sul sito www.thinkdog.it a firma di Roberto Nicolai, in cui si parla e si approfondisce l’argomento.

Tutti noi abbiamo, più o meno consapevolmente, uno spazio personale, una “bolla” invisibile che ci circonda. Questa bolla cambia dimensione, e di conseguenza confini, a seconda del nostro stato emotivo, del luogo in cui siamo, della nostra cultura così come in base alle convinzioni e della confidenza che abbiamo nei confronti di chi “lo invade”. È un qualcosa attraverso cui, inconsciamente, comunichiamo la nostra percezione rispetto alla prossimità dell’altro ed è argomento di studio della prossemica.
Dico questo perché, quando a un corso di educazione cinofila viene detto che “i cani hanno problemi con le distanze”, spesso la gente prende appunti come se fosse una qualità esclusiva dei discendenti del lupo (l’ho fatto anche io) mentre così non è.

Immaginate di camminare per strada. Mentre lo state facendo, una persona che non conoscete vi arriva a un millimetro dal naso. Come vi sentite?
Questo è quello che accade ogni giorno tra cani. Il motivo è presto detto: siamo abituati a prendere distanze tra di noi. Allo stesso modo, nell’incontro tra due cani a passeggio, meno di due metri separano gli umani e un minuscolo velo d’aria separa a malapena i quattro zampe. Perfetti sconosciuti fino a un secondo prima e ora “sparati” uno in faccia all’altro, hanno davvero poca scelta in uno spazio stretto e con oltre metà della comunicazione corporea negata da un guinzaglio teso.

Facciamo un passo indietro allora. Come vive un cane l’avvicinamento? Nello stesso modo in cui lo vive un essere umano:

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A una certa distanza il cane semplicemente ignora ciò che lo sta avvicinando (o ciò a cui si sta avvicinando). Al ridursi delle distanze, l’attenzione avvia la fase diplomatica della comunicazione. Se la comunicazione non ha effetto o non lo ha avuto in passato, spesso per il mancato rispetto delle distanze, la tensione sale e possono iniziare gli avvisi (ringhio, abbaio).
Una volta che le distanze sono ridotte al minimo, si entra nella fase “Flight or Fight“: scappa o combatti (in realtà ci sarebbe anche la terza F: Freeze. Il congelamento. il cane si “paralizza”). Alcuni cani, come i Golden Retriever, i Labrador o i Boxer, hanno solitamente una risposta diversa. Un qualcosa tipo “visto che siamo qui facciamo i pirloni” e iniziano a giocare, spesso incappando, però, in cani che non la pensano nello stesso modo e che reagiscono. Il diverso modo in cui giudichiamo questa reazione non deve farci dimenticare che esibirsi in un campionato per “scemoidi” non ha nulla di educativo, e il più delle volte procura guai.

Ad aumentare questi incontri ravvicinati, e i problemi conseguenti […]

Per leggere l’articolo integrale: Questioni di Prossemica