Qualche considerazione su un articolo di Massimo Fini sul ‘Fatto Quotidiano’ a proposito della presunta stupidità dei levrieri
Scrive Massimo Fini sul Fatto Quotidiano dell’11 aprile 2017: “Noi siamo come i levrieri, fra gli animali più stupidi della terra, con buona pace degli animalisti, che al cinodromo inseguono la lepre meccanica, ricoperta di stoffa, che per definizione non possono raggiungere. La lepre ha solo la funzione di farli […]
Scrive Massimo Fini sul Fatto Quotidiano dell’11 aprile 2017:
“Noi siamo come i levrieri, fra gli animali più stupidi della terra, con buona pace degli animalisti, che al cinodromo inseguono la lepre meccanica, ricoperta di stoffa, che per definizione non possono raggiungere. La lepre ha solo la funzione di farli correre. Se la raggiungessero il gioco, cioè il sistema, sarebbe finito.
La grande rivoluzione che accompagna quella scientifica e industriale, è quella, ancora più determinante, della concezione del tempo. Allo statico e quieto presente basato sui ritmi circolari delle stagioni, si è sostituito il dinamico futuro che non solo contiene in sé i germi della propria autodistruzione ma è precisamente la causa del nostro malessere. In questo affannoso inseguimento dell’impossibile (la lepre meccanica della metafora) noi abbiamo perso la consapevolezza che il vero valore della vita non è né il denaro né il lavoro, ma il Tempo, il padrone inesorabile delle nostre esistenze.”
Comprendiamo bene che la lepre meccanica nel cinodromo possa essere un’ottima metafora dell’inseguimento dell’impossibile, ma che bisogno c’era di affermare che i levrieri sono tra gli animali più stupidi della terra?
Non basta che in decine di migliaia siano sfruttati, maltrattati e uccisi in tutti gli angoli della terra, devono anche ricevere una patente di stupidità che li rende, oltre che cornuti, mazziati.
L’affermazione peraltro è assai discutibile, se non priva di basi scientifiche e filosofiche.
A prescindere dal fatto che i levrieri sono una famiglia con varie razze e che non tutte sono usate nei cinodromi, cosa sarebbe l’intelligenza?
La miglior definizione disponibile è probabilmente quella di origine darwiniana, cioè l’abilità di adattarsi all’ambiente. Se è così, l’intelligenza si misura a posteriori: chi rimane è intelligente rispetto a quell’ambiente, gli altri no. Molti batteri dunque si candidano a un posto in prima fila quanto a intelligenza. I levrieri poi esistono e resistono da migliaia di anni, dunque non sono stupidi, e in fondo si adattano molto bene tutt’ora: quando sono adottati smettono di cacciare e correre dietro allo zimbello e sono ottimi cani in famiglia.
Quanto alla stupidità, Carlo Cipolla ha definito stupida una persona che causa un danno ad altri senza realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita. Da questo punto di vista è evidente che la stupidità umana può essere senza limiti: siamo l’unica specie in grado di autodistruggere sé stessa e il pianeta. Siamo poi piuttosto incapaci di imparare dagli errori, come mostrano gli ultimi cento anni di storia.
La stupidità umana, se proprio fosse necessario fare una classifica, sembra essere tra le peggiori anche da un altro punto di vista: se siamo liberi di scegliere e scegliamo di massacrare l’ambiente, gli altri animali e anche gli altri uomini, forse la nostra situazione non è edificante.
Quanto ai greyhound, è vero che corrono dietro alla lepre meccanica e non la prendono mai, ma è anche vero che non lo fanno per scelta: è l’unica cosa che gli viene insegnata e peraltro se non lo fanno li ammazzano. Sono costretti a farlo dall’uomo, che sfrutta in maniera innaturale la grande qualità dei levrieri, cioè quella di essere tra i più temibili cacciatori esistenti.
I greyhound sono come gli schiavi nell’antica Roma, dunque il loro comportamento è frutto della violenza umana e non della loro presunta stupidità: semplicemente si adattano per sopravvivere.
Inoltre i greyhound non prendono lo zimbello proprio perché è meccanico: se fosse una lepre viva non avrebbe scampo. Se Massimo Fini si prendesse la briga di guardare di cosa sono capaci i galgo spagnoli quando cacciano, forse avrebbe una visione diversa dei levrieri.
Non si tratta dunque di essere animalisti, si tratta in primo luogo di essere rigorosi e un po’ meno superficiali, in secondo luogo di essere rispettosi verso animali che sono già abbastanza maltrattati, loro malgrado. Per parlare della stupidità umana non c’è bisogno di rendere stupidi altri animali che stupidi non sono, e che invece meritano un pò più di rispetto da parte dell’uomo.
@Massimo Greco
Link all’articolo di Massimo Fini: http://www.massimofini.it/articoli/blog