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Qual è il numero di greyhound morti che ritenete eticamente accettabile e perché?

29 ottobre 2018Articolo originale →

Domani martedì 30 ottobre ci sarà un importante meeting presso il Parlamento Inglese sulla situazione del welfare nell’industria delle corse. Lo scorso anno, secondo i dati ufficiali della GBGB, Greyhound Board of Great Britain, 1003 greyhound sono stati soppressi per incidenti in pista o altre cause legate alla loro attività […]


Domani martedì 30 ottobre ci sarà un importante meeting presso il Parlamento Inglese sulla situazione del welfare nell’industria delle corse.

Lo scorso anno, secondo i dati ufficiali della GBGB, Greyhound Board of Great Britain, 1003 greyhound sono stati soppressi per incidenti in pista o altre cause legate alla loro attività di racer.

Parteciperanno esponenti dell’industria, delle associazioni e gruppi antiracing ma anche esperti. Tra gli esperti, che animeranno il dibattito, ci saranno anche Nick Weston della League Against Cruel Sports e Trudy Baker di Greyt Exploitations.

Sarà presente anche una delegazione del gruppo inglese ARK – Anti Racing Kent e la nostra socia inglese Moe Kaur in rappresentanza di Pet levrieri. 

A questo proposito noi abbiamo alcune domande da sottoporre ai partecipanti, due domande che riteniamo cruciali.

La prima è come sia possibile giustificare queste morti assimilando il greyhound racing a uno sport. Negli sport estremi gli atleti scelgono di correre il rischio di seri infortuni o addirittura di morire: nel greyhound racing chi rischia la vita, i greyhound, possono scegliere di correre e dunque di morire? Evidentemente no.
Come si può definire il greyhound racing uno sport?
Si tratta di un’attività necessaria e utile alla collettività come quella dei cani da ricerca impiegati nei disastri naturali o come quella dei cani utilizzati per combattere il crimine?
Evidentemente no, non si tratta di questo e infatti solo sette paesi al mondo ammettono il greyhound racing come attività legale.

La domanda cruciale è però un’altra: quale è il numero di greyhound racer morti, lesi o maltrattati che è accettabile per i vostri standard? Dieci, cento, duecento?
Quale è il numero magico che rende accettabile il greyhound racing sotto il profilo del welfare?

Non si tratta di rispondere genericamente “il meno possibile”, ma esattamente qual è la soglia che ritenete debba essere raggiunta per rendere accettabile sul piano etico.

Chiaramente, noi abbiamo una risposta, ed è zero, perché non ci sono ragioni per giustificare questo non sport se non di natura economica, dunque per un motivo del tutto estraneo a una dimensione etica.

L’arricchimento delle grandi società di bookmakers e di qualche trainer non ha niente a che vedere con l’etica.

Dunque quale è il numero di greyhound morti che ritenete eticamente accettabile e perché?

Massimo Greco 

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