Peter…tranquillo, non ti molliamo.
Nonostante sia un po’ preso, oggi due righe su di te Peter le voglio scrivere anche io. Da quando sei arrivato è stato subito un bel casino. Pensavamo di essere preparati, non lo eravamo. Quando mi sei scappato in mezzo al Tiergarten e sei sparito per ben due ore, […]

Nonostante sia un po’ preso, oggi due righe su di te Peter le voglio scrivere anche io. Da quando sei arrivato è stato subito un bel casino. Pensavamo di essere preparati, non lo eravamo. Quando mi sei scappato in mezzo al Tiergarten e sei sparito per ben due ore, oltre al terrore di averti perso per sempre, pensavo di avere perso anche tutto il resto. Invece ci siamo ritrovati. Devo avere perso 2 kg in 2 ore che manco i piloti della Motogp.
E poi abbiamo cominciato a conoscerci, a camminare come dei pazzi senza lasciarti mai, pensando che scappassi, fino a provare a lasciarti libero e vedere come poi alla fine torni sempre. Crocchino dopo crocchino. A guardare il tuo nasone grufolare per le zozze strade berlinesi così come per i profumati sentieri dei boschi. Hai trovato il modo di rifarci cominciare a ballare, spostandoti continuamente da destra a sinistra durante le passeggiate, allo stesso modo in cui sai stare vicino, come fossi sui binari, quando arriva tanta gente all’improvviso.
E poi siamo andati al mare, prima quello “brutto” il Baltico, che non profuma come il Mediterraneo ma che digrada piano piano come l’Adriatico e lì hai capito che il mondo era più grande dei parchi, delle strade della città. Poi ci hai stupito, stando di fianco a me mentre tagliavo una fiorentina da 1kg, impassibile, come se avessi capito che stando buono ne avresti avuta un po’. E l’hai avuta ovviamente, chiaro, del lato del filetto, quello tenero, mica quello fibroso…
Poi il mare caldo in Italia, a far salti nell’acqua come se fossi il messia dei levrieri, e a nuotare, che sì l’hai capito che col giubbino di salvataggio apposito nuoti come un labrador – soprattutto quando ci sono papere in giro. E poi i conigli che qui ce n’è a pacchi, che tu li insegui e non li pigli – menomale!
E ancora abbiamo provato tutte le pappe note e i consigli per poi capire che tu alla fine, come sempre, volevi la cosa più semplice, la carne cruda. Abbiamo cominciato a parlare delle tue cacche come se fosse niente. Allo stesso modo coi giochini, potremmo comprarti il giochino più bello del pianeta, il tuo preferito è quello che riesci a trovare, rubare a qualche altro cane o che ti regala qualcun altro.
E ancora, in macchina sei il compagno di viaggio perfetto. Per te 1000km sono uno scherzo, dormi dormi e quando devi fare pipì ti tiri in piedi e noi ci fermiamo. E ti bastano poche pause. Abbiamo scoperto tutti gli autogrill che in Germania hanno dei campi accessibili per farti correre, ché alla fine è sempre meglio che entrare in quei postacci.
Ti abbiamo preso un lettino da re, eh si, ovviamente, dormi sul divano. Per fortuna ogni tanto vai anche lì, specie da quando è così vicino al lettone che praticamente non c’è differenza. Abbiamo dormito anche insieme, spesso quando il lettino per te non è abbastanza comodo o quando non stai bene o quando pensi che forse potremmo andarcene. Chissà perché hai il terrore che possiamo andarcene. Peter tranquillo, non ti molliamo.
Fino a qualche settimana fa. Quando non ho capito che eri preoccupato. Avevi paura che Franci non tornasse e l’aspettavi tanto davanti alla porta di quella stupida farmacia, che quando invece di lei è uscita quella anziana signora, hai deciso di sfogarti sul suo debole braccio, anche solo per pinzare e per questo mi sono beccato pure una denuncia. Ma lo so, in questi casi sbaglio io – non avevo capito che eri preoccupato! E quella signora no, non piaceva neanche a me. Poverina non centrava niente, ma si sa, siamo designer e l’estetica conta.
Nonostante tutto, e grazie a tutto questo non saprei pensare alla nostra vita senza di te, mio adorabile generatore di puzze, laceratore di tessuti, ladro di ogni tipo di genere alimentare, corridore formidabile, salta-balle-di-fieno… anche quando ci infilzi nelle costole quelle stecche di legno che hai al posto delle zampe, perché è così che ci si fa spazio sul divano…
E in tutto questo, sono solo 11 mesi che siamo insieme, i primi 11….
E ti amiamo incondizionatamente.
Sorridi stupidone!
Alessandro e Francesca







