Perché la proibizione delle corse nel Nuovo Galles del Sud è una grande vittoria
Mike Baird, il premier dello Stato australiano del Nuovo Galles del Sud (NSW) ha dichiarato ufficialmente che l’anno prossimo l’industria delle corse sarà chiusa nel suo territorio, dopo le inchieste che hanno portato alla luce la condizione tragica dei greyhound. Anche se non si tratta della fine dell’industria in tutta […]
Mike Baird, il premier dello Stato australiano del Nuovo Galles del Sud (NSW) ha dichiarato ufficialmente che l’anno prossimo l’industria delle corse sarà chiusa nel suo territorio, dopo le inchieste che hanno portato alla luce la condizione tragica dei greyhound.
Anche se non si tratta della fine dell’industria in tutta l’Australia si tratta di un grandissimo passo in avanti, che avrà sicuramente importanti ripercussioni anche negli altri stati.
Il peso dell’industria del Nuovo Galles del Sud è infatti molto rilevante, perché conta il 41% delle cucciolate registrate nel 2015 in tutta l’Australia (1232 su 3006) e il 48% dei cuccioli registrati per le corse (5645 su 11732).
Il greyhound racing è sul viale del tramonto negli USA, nei giorni scorsi l’industria ha chiuso anche in Arizona, ora è l’inizio della fine in Australia; tra le industrie grandi produttrici di greyhound da corsa rimane in piedi solo quella irlandese, non per merito proprio, ma grazie alle sovvenzioni del governo irlandese.
Dunque un grande progresso, ma la strada verso la fine dell’industria in tutto il modo è ancora lunga. Tuttavia, grazie all’esempio degli attivisti australiani e americani, citiamo su tutti Animals Australia, Animal Liberation Queensland e Grey2k Usa Worldwide, è evidente che la fine dello sfruttamento dei greyhound da parte dell’industria arriverà.
Ora si avvicina il momento della chiusura dell’infame cinodromo di Macao.