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Nuova Zelanda, 37 greyhound salvati durante l’inondazione. Ora sono salvi, ma per quanto?

22 giugno, Nuova Zelanda. È una professione pericolosa nascere greyhound in Nuova Zelanda. Durante il fine settimana, un nubifragio si è abbattuto sulle parte meridionale dell’Isola del Nord, dove intere aree sono state inondate e case e negozi sono stati travolti da un torrente di pioggia a Rangitikei, Taranaki, Whanganui e […]

22 giugno, Nuova Zelanda.

È una professione pericolosa nascere greyhound in Nuova Zelanda.

Durante il fine settimana, un nubifragio si è abbattuto sulle parte meridionale dell’Isola del Nord, dove intere aree sono state inondate e case e negozi sono stati travolti da un torrente di pioggia a Rangitikei, Taranaki, Whanganui e Manawatu.

E’ stato dichiarato lo stato di emergenza.

A Cawbourne Park, situata in una zona del paese dove le corse dei levrieri sono molto popolari, la pista è sott’acqua e i kennel (veri e propri capannoni per polli) vengono invasi dell’acqua.

I 37 greyhound, abbandonati a se stessi e imprigionati lì, rischiano di morire. I proprietari e i trainer non intervengono.


E’ un gruppo di persone, gente comune, che si mobilita per salvarli. Tutto parte da una telefonata.


Chris Rayner sta guardando il rugby, quando riceve una richiesta di aiuto al telefono da parte dei vicini dei suoi genitori.

I kennel di Cawbourne Park sono sommersi di acqua e i 37 greyhound che vi sono custoditi rischiavano l’annegamento.

Chris e il fratello Dominic, con alcuni amici, rispondono alla chiamata e si precipitano sulla pista per trarre in salvo i cani. E’ sabato mattina.

Abbiamo dovuto metterli su delle barche, abbiamo impiegato circa un’ora e mezza. Sono stati molto bravi sulle barche, tremavano un po’ ” racconta poi  Chris e aggiunge che hanno guidato fino alla proprietà trainando un rimorchio per trasportare i cani, trascinandolo in mezzo a vere e proprie piscine d’acqua, tanto che galleggiava. Li hanno consegnati ai proprietari a Bark Royale per la notte.

Questi poveri cani sono fortunati ad essere vivi. Per ora.

Naturalmente, una volta che torneranno a correre, le loro vite torneranno ad essere appese ad un filo…


Riportiamo sotto un riassunto dell’articolo che racconta quanto accaduto.

Le comunità della zona sono confluite oggi, quando un torrente di pioggia ha travolto case e negozi a Rangitikei, Taranaki, Whanganui e Manawatu.

E’ stato dichiarato lo stato di emergenza a Whanganui, Taranaki e Rangitikei e molti dei residenti hanno fatto del loro meglio per aiutare dove potevano durante e dopo il week end dell’allagamento.

Circa 320 persone sono state evacuate dall’area di Manawatu-Whanganui, incluse 166 da Whanganui dopo che il fiume Whanganui ha raggiunto il livello record di 9.1 metri al Tower Bridge alle 3 del mattino, Domenica.

Molte persone hanno spontaneamente abbandonato le proprie case.

La città di Rangitikei è stata duramente colpita dalle condizioni meteorologiche avverse, con acqua che continua a scorrere tra le case e i negozi; qui i fratelli Rayner e i loro amici hanno fatto del loro meglio per aiutare.

Chris Rayner stava guardando il rugby, quando ha ricevuto una richiesta di aiuto al telefono da parte dei vicini dei suoi genitori.

I kennel di Cawbourne Park erano sommersi di acqua e i 37 greyhound che vi erano custoditi rischiavano l’annegamento.

Chris e il fratello Dominic, con alcuni amici, hanno risposto alla chiamata, salvando i greyhound dai loro kennel circa mezzora dopo la mobilitazione generale, sabato mattina.

Abbiamo dovuto metterli su delle barche, abbiamo impiegato circa un’ora e mezza. Sono stati molto bravi sulle barche, tremavano un po’ ”

Chris racconta che hanno guidato fino alla proprietà trainando un rimorchio per trasportare i cani e che hanno dovuto trascinarlo in mezzo a vere e proprie piscine d’acqua, tanto che galleggiava.

I cani sono stati portati dai proprietari a Bark Royale per la notte e sono stati riportati indietro Domenica.

Quando la pioggia ha cominciato a diminuire, il gruppo è andato a controllare il campo da cricket, che però aveva già subito dei danneggiamenti.

I due fratelli e i loro sei amici hanno poi aiutato in città, disponendo sacchi di sabbia all’entrata dei negozi che stavano per essere inondati. I ragazzi hanno fatto del loro meglio con quello che avevano per sigillare i negozi del paese. “Non c’era nessuno del consiglio, qualcuno doveva pur farlo”, dice Chris. […]

Articolo originale: central-north-island-swamped-in-weekends-deluge

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