Non siamo macchine da corsa, siamo soggetti senzienti, siamo vostri compagni di vita.
I greyhound vengono trattati come mere macchine da corsa, da sfruttare al massimo per trarne il massimo profitto possibile e poi da rottamare quando non sono più performanti come si vorrebbe. Non c’è via di scampo a questa logica, che è intrinseca al mondo delle corse, all’industria delle corse. La […]
I greyhound vengono trattati come mere macchine da corsa, da sfruttare al massimo per trarne il massimo profitto possibile e poi da rottamare quando non sono più performanti come si vorrebbe.
Non c’è via di scampo a questa logica, che è intrinseca al mondo delle corse, all’industria delle corse.
La logica del profitto alla fine prevale su ogni altra considerazione di sicurezza per i cani e di loro benessere. E non c’è politica di autoregolamentazione da parte del settore delle corse che tenga.
Non dimentichiamoci infine che i greyhound sono classificati per legge in Irlanda come beni agricoli, quindi non riconosciuti in alcun modo come soggetti viventi, soggetti che sentono e soffrono, soggetti che sono titolari di diritti che vanno riconosciuti e rispettati.
L’unica vera soluzione a questo sistema di sfruttamento, maltrattamento e uccisione sistematica dei greyhound da parte del settore delle corse è PORRE FINE AL GREYHOUND RACING.
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