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LO STERMINIO DEI LEVRIERI

Proponiamo l’articolo di Joe Gallesi “Lo sterminio dei levrieri”, pubblicato su “Natura e Società”, Numero 1 – Marzo 2014. Ringraziamo la redazione della rivista per la pubblicazione. “Non siamo nel medioevo, eppure tutto quello che succede ad alcune creature lascia presagire che la mentalità di molti non abbia fatto passi da […]

Proponiamo l’articolo di Joe Gallesi “Lo sterminio dei levrieri”, pubblicato su “Natura e Società”, Numero 1 – Marzo 2014. Ringraziamo la redazione della rivista per la pubblicazione.

“Non siamo nel medioevo, eppure tutto quello che succede ad alcune creature lascia presagire che la mentalità di molti non abbia fatto passi da gigante. In Gran Bretagna e Irlanda sono attivissimi i cinodromi, ovvero circuiti dove cani si sfidano in gare di velocità. Si parla in media di 25.000 cuccioli nati ogni anno, di cui solitamente 9.000 non vengono registrati, in quanto scartati perché non adatti o non motivati alla corsa. Si stima che vengano adottati all’incirca 4.800 greyhound ogni anno, per lo più a fine carriera, che vengono distribuiti anche in alcuni paesi europei: Pet levrieri è una delle associazioni che si occupa di questo, in collaborazione con alcuni rifugi irlandesi. I restanti 12.000, ovvero la differenza tra scartati e adottati, non si sa bene che fine facciano: a volte alcuni rimangono ai proprietari, altri – di cui non viene comunicata una cifra ufficiale – muoiono dopo una gara, in quanto riportano lesioni a volte troppo costose da curare e vengono quindi brutalmente soppressi. Molti vengono portati nei classici canili, dove non vivono più di un’ora, uccisi tramite un’iniezione; nel 2011 si parla all’incirca di 546 greyhound soppressi. Ma si tratta di dati sottostimati. L’industria delle corse irlandese promuove campagne nelle scuole per invogliare a frequentare i cinodromi, anche se questi non sono un ambiente sano per i giovani, dal momento che si beve e si scommette. Per fortuna, ci sono dati che mostrano segnali di flessione dell’industria, anche se c’è ancora moltissimo da fare per arrivare alla sua chiusura. In Spagna le cose non vanno di certo meglio. Il galgo, ovvero il levriero spagnolo, è un ottimo cacciatore a vista e un ottimo corridore. In questo caso avere dati ufficiali è molto più complicato, in quanto non esiste un database come in Irlanda e Inghilterra. Si parla di almeno 50.000 levrieri eliminati ogni anno, senza contare quelli abbandonati o mutilati. I maltrattamenti riservati sono sicuramente peggiori qui che in Irlanda: abbiamo sotto gli occhi le foto di galgo impiccati, bruciati vivi, altri con le zampe rotte o recuperati dai volontari in condizioni estreme, con visibili segni sul collo, o legati ai lati delle strade per evitarne la sopravvivenza. Gli allenamenti sono estremi fin dalla nascita del cucciolo: la pratica più conosciuta è quella della jeep ovvero più cani vengono legati a una jeep e fatti correre per chilometri. Della tragedia dei figli del vento si occupano tante associazioni in Europa, America e anche Australia, tra cui Pet levrieri Onlus, organismo nato da poco tempo ma che vuole inquadrare i levrieri come veri e propri animali da compagnia e nel frattempo denunciare attivamente la loro condizione, al fianco delle più grandi associazioni d’Europa. La presidente Stefania Traini ci parla dell’associazione: “L’Associazione Pet levrieri è nata dall’iniziativa di 22 soci fondatori allo scopo di tutelare l’ambiente e la natura, come valore in sé e condizione indispensabile per un corretto rapporto dell’uomo con gli animali. In particolare, ci occupiamo di informare circa la condizione di maltrattamento dei levrieri da corsa e da caccia, greyhound, lurcher e galgo, oggetto di un vero e proprio sterminio di massa in paesi come l’Irlanda, l’Inghilterra e la Spagna. L’esperienza ci mostra peraltro che i levrieri rescue sono cani eccezionali con i bambini e con gli adulti, compagni in grado di condividere ogni momento della vita di chi li adotta, purché compresi e rispettati nelle loro caratteristiche etologiche. Per questo intendiamo non solo promuoverne l’adozione, ma anche un pieno e corretto inserimento nelle nuove famiglie alla luce di una corretta ed evoluta cultura dell’interazione tra uomo e animale. Per realizzare questi obiettivi organizziamo seminari e attività formative, in collaborazione con professionisti ed esperti del mondo della cinofilia. La nostra associazione si basa principalmente sull’autofinanziamento e sulle donazioni”. Per conoscere meglio i dettagli dell’Associazione è possibile consultare il sito www.petlevrieri.it e la pagina facebook https://www.facebook.com/petlevrieri.”

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