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Archivio Legacy

Il foster di Mister Big: nuove consapevolezze

1 novembre 2014Articolo originale →

Big, il suo nome oggi, felicemente adottato, è stato il mio terzo foster, un foster un po’ particolare e diverso dagli altri. Big è un cane affetto la Leishmania, una malattia trasmessa da un pappatacio che colpisce i cani che vivono all’aperto nelle ore notturne. Big è arrivato magro, provato […]

Big, il suo nome oggi, felicemente adottato, è stato il mio terzo foster, un foster un po’ particolare e diverso dagli altri. Big è un cane affetto la Leishmania, una malattia trasmessa da un pappatacio che colpisce i cani che vivono all’aperto nelle ore notturne. Big è arrivato magro, provato da questa patologia che abbassa le difese immunitarie e per di più con la rogna sarcoptica in corpo. Uno scarto degli scarti, insomma…

La prima riflessione che mi ha generato il suo arrivo in casa è stata che non c’è dubbio che adottare un cane malato deve essere frutto non di una spinta emozionale ma di una riflessione molto ben ponderata: ci sono da affrontare le spese per i farmaci, per gli esami medici periodici, per il cibo “medicato” ecc. e gli adottanti vanno seguiti e supportati anche e soprattutto psicologicamente perché la Leish è una malattia bastardissima, un giorno il cane pare stare meglio e il giorno dopo invece sta peggio di quanto potevamo aspettarci…

In rifugio il tempo materiale per curare questi cani non c’è, devono essere rapidamente portati via per dare loro l’opportunità di essere curati a dovere e alimentati con cibi ad hoc, che non danneggino i reni che sono sempre compromessi in un cane con Leish. Si può morire di Leish non curata e se Big fosse rimasto in Spagna si sarebbe “spento” là privando la sua famiglia foster e la sua famiglia adottiva di un cane con un carattere meraviglioso, tranquillo, a suo agio con cani di tutte le taglie, molto affettuoso con gli umani e, soprattutto riconoscente e consapevole delle attenzioni che gli vengono dedicate. Non ultimo è un cane bellissimo esteticamente…

La seconda riflessione è che mi piacerebbe che in futuro la bellezza estetica e la buona salute non fossero i parametri principe per scegliere un levriero da adottare, certo ci saranno anche quelli, ma una possibilità di trovare casa dovrebbero averla, a mio parere, anche e soprattutto i cani malati che hanno diritto come gli altri a una vita dignitosa perché i levrieri non sono “cani firmati” da esibire come si farebbe con un oggetto fashion, sono delle vite senzienti, non dobbiamo mai dimenticarlo.

La terza riflessione è che non è giusto abbandonare al loro destino i cani più sfortunati: nel secolo scorso qualcuno cercava la razza umana perfetta ed è stato processato a Norimberga… Questo non vorrebbe assolutamente dire che noi diamo in adozione cani malati ma quello che dovrebbe essere chiaro per tutti è che noi “salviamo” per davvero tutti i cani che il rifugio ci propone, e ci occupiamo anche dei casi che appaiono più disperati, come lo era Big.

Quando si ha in casa un cane malato di Leish bisogna avere pazienza, le cure ci sono ma non tutti i cani rispondono allo stesso modo… Greta, la mia galga, è anche lei affetta da Leish, esplosa a giugno ma mi è stato detto che quasi sicuramente l’aveva in corpo già quando è arrivata tre anni fa poiché i tempi di incubazione variano da 30 giorni a 7 anni. E poi i sintomi esteriori sono differenti per ogni cane, e ogni cane risponde in modo diverso alle cure…

Avere Big in casa mi ha arricchito di una nuova esperienza e ha aperto il mio cuore e la mia mente ai cani sfortunati come lui ai quali dare una seconda chance vuole dire salvare davvero la vita!

Oggi Big sta meglio, grazie alle cure e all’amore della sua mamma adottiva, è un cane dal carattere equilibrato, quindi un cane facile da gestire: dopo un solo giorno che era in casa mia è rimasto da solo in casa con Rodrigo quattro ore, io sono uscita con Greta per una visita preaffido. Tornata l’ho trovato con gli occhi a fessura sul suo cuscinone e un Rodrigo assonnato mi è corso incontro… praticamente cani perfetti!

Inoltre Big è aiuto maggiordomo al mattino quando ci si veste, aiuto colf nelle pulizie di casa, aiuto chef quando si cucina, anche se lui preferirebbe di gran lunga essere assaggiatore ufficiale di casa. È ladro quel tanto che basta a renderlo ancora più simpatico… E dovevamo lasciare in Spagna un galgo con queste caratteristiche?

Benvenuto in Italia, grande, meraviglioso, splendido Big!

Ti auguro con tanto affetto una vita lunga e felice con la tua mamy che adori!

Macia Luparia

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