L’indagine sull’uso di esche vive svela gli orrori radicati nell’industria delle corse
Trainer di greyhound tenevano opossum chiusi in crudeli gabbie e permettevano ai cani di terrorizzarli per mesi. Utilizzavano esche vive (opossum, conigli e suini) legate ad un braccio meccanico per esser inseguite e sbranate dai greyhound durante gli allenamenti. Questa pratica scioccante è solo uno dei capi di indagine da […]
Trainer di greyhound tenevano opossum chiusi in crudeli gabbie e permettevano ai cani di terrorizzarli per mesi.
Utilizzavano esche vive (opossum, conigli e suini) legate ad un braccio meccanico per esser inseguite e sbranate dai greyhound durante gli allenamenti.
Uno dei levrieri rimossi da una proprietà del Queensland dove si sospettava l’uso di esche vive per allenare i grey. Fotografia di Marc Robertson
Questa pratica scioccante è solo uno dei capi di indagine da parte di una task force mista, formata dalla Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals (RSPCA) e dalla polizia, istituita dopo lo scandalo dell’uso di esche vive per addestrare i greyhound da corsa.
Sulla base di quanto già reso pubblico dell’inchiesta, la task force ha trovato:
– bambini di 11 anni coinvolti insieme ai genitori nell’uso di esche vive per addestrare i grey;
– la prova di decenni di illegalità, con addirittura un uomo di 90 anni tra quelli sotto inchiesta.
RSPCA Senior Inspector Jane Barr, ispettore senior della RSPCA con il detective della polizia Tracey Pelling. Fotografia di Annette Dew
I trainer hanno costruito la loro fortuna sull’addestramento dei grey utilizzando esche vive e sulle scommesse.
Un gran numero di levrieri vengono uccisi ogni anno e sepolti in fosse comuni.
La task force del Queensland è stato creata pochi giorni dopo che la rete televisiva australiana ABC ha mandato in onda filmati di levrieri che rincorrono e sbranano esche vive (suinetti, opossum, conigli e polli) legate ai bracchi metallici sulle piste di allenamento.
Sette investigatori della polizia stanno portando avanti l’indagine con l’aiuto di due ispettori della RSPCA.
Finora 17 persone sono stati accusate di 59 reati, tra cui grave crudeltà verso gli animali e uso illegale d’armi da fuoco. Altri 14 trainer del Queensland sono stati squalificati a vita questa settimana, facendo salire a 20 il numero complessivo dei trainer colpiti da questo provvedimento.
Il sergente Tracey Pelling, a capo della task force, ieri ha detto che è evidente che l’uso delle esche vive sia una pratica radicata nel greyhound racing.
“Un trainer ha detto a me: ‘Metti 10 trainer di grey in una stanza e dì loro “mettete la vostra mano sul fuoco” che non avete mai utilizzato esche vive’. Questo trainer ha detto che se uno di questi metterà la sua mano sul fuoco è un bugiardo. Questo accade nel settore delle corse.” ha raccontato il sergente Peeling.
“Alcuni degli 800 trainer dello Stato credono di non poter allenare i grey senza utilizzare esche vive“, ha aggiunto il sergente Pelling.
L’uso di esche vive per l’addestramento dei grey era una prassi così ordinaria e naturale per alcuni trainer da conversare naturalmente sulla situazione degli Origin e Broncos, mentre un maialino sanguinava appeso all’esca artificiale accanto a loro.
Incredibilmente, alcuni di loro credevano che l’utilizzo di gabbie roteanti, in cui mettere le esche vive, fosse uno strumento alternativo più umano per addestrare i grey.
“Avevano messo un opossum in queste gabbie roteanti e poi avevano lasciato che i cani attaccassero la gabbia roteante con dentro l’opossum” ha riferito il sergente Pelling.
Alcuni dei greyhound sequestrati da una proprietà del Queensland dove si sospetta venisse praticato l’addestramento dei grey con esche vive.
“I trainer hanno visto questo espediente, l’uso della gabbia roteante, come un modo più umano, perché alla fine dell’addestramento rimettono l’opossum nella sua gabbia e gli danno cibo e acqua e poi il giorno dopo lo rimettono nella gabbia roteante per la nuova sessione di addestramento“
“E ‘così radicata in loro questa idea da fargli dire, quasi a titolo di vanto: ‘Noi non li uccidiamo’.”
Dei trainer hanno detto alla polizia che gli opossum sono stati utilizzati in questo modo per “tre o quattro mesi a volte“. “Ci sono persone che sono diventati milionari grazie al racing. Non pensate che il greyhound racing sia uno sport da poveri” ha riferito il sergente Pelling.
“Disponiamo ora di prove di quanto accade. Un trainer porta fuori i suoi cani dalle gabbie. Una persona li tiene fermi per poi lanciarli nella rincorsa delle esche vive, legate al braccio metallico, che corre lungo tutta la pista. Un’altra persona va all’estremità opposta a tirare via i grey dai suinetti, rincorsi e poi afferrati nel tentativo di sbranarli. Tra le persone coinvolte un ragazzino di 11 anni “
E alla polizia è stato detto che è comune per i cani che siano uccisi e gettati via come immondizia all’interno delle proprietà piuttosto che essere portati da un veterinario per essere sottoposti a eutanasia.
Fonte: greyhound-live-baiting-investigation-uncovers-horrors-ingrained-in-industry