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Levrieri in Spagna – Servizio di Edoardo Stoppa – Striscia La Notizia – 30 marzo 2015

Nella puntata di Striscia La Notizia di ieri sera, 30 marzo, è andato in onda un Servizio inchiesta, girato in Spagna da Edoardo Stoppa e il suo team, che getta luce sulla tragedia dei galgo in Spagna, sullo sfruttamento, maltrattamento e sterminio di cui sono vittime ogni giorno e ogni […]

Nella puntata di Striscia La Notizia di ieri sera, 30 marzo, è andato in onda un Servizio inchiesta, girato in Spagna da Edoardo Stoppa e il suo team, che getta luce sulla tragedia dei galgo in Spagna, sullo sfruttamento, maltrattamento e sterminio di cui sono vittime ogni giorno e ogni anno.

Ottimo lavoro!

Questi servizi inchiesta sono molto utili. Aiutano i gruppi e le associazioni, come noi, che lavorano ogni giorno e si battono in primis nei paesi di origine e in Europa per far sapere cosa accade all’opinione pubblica, per creare un movimento locale e internazionale di condanna civile, che porti a cambiare le leggi e la mentalità dominante, a ottenere il riconoscimento e la tutela dei galgo come animali d’affezione e il perseguimento dei crimini ai loro danni.

In Spagna il processo sarà lungo, difficile e duro, ma i segnali di cambiamento ci sono.


Servizio LEVRIERI IN SPAGNA – Striscia La Notizia. Clicca sull’immagine per vedere il servizio.

video.mediaset.it/video/striscialanotizia/servizio/levrieri-in-spagna

Nascere galgo in Spagna è una disgrazia sempre, ma se vieni al mondo nelle province più arretrate, Estremadura, Andalusia, Castilla-La Mancha, Castilla-Leon, Madrid, sei condannato a una breve vita di stenti e a una morte spesso atroce.

In Spagna tutti possono allevare galgo, basta possedere un maschio e una femmina e la riproduzione avviene senza limiti o controlli.

Le femmine destinate alla riproduzione, dopo aver cacciato per qualche anno, sono costrette a sfornare una cucciolata dopo l’altra, come macchine. Quando si ammalano o sono sfinite dai continui parti, sono eliminate.

Alcuni galgueros tengono i loro cani come richiesto dalla legge, ma la maggior parte di loro non li considera come esseri viventi, solo come oggetti utili per cacciare.

Di conseguenza, i cani sono tenuti in condizioni misere, stipati in baracche, chiusi in recinti polverosi o fangosi all’addiaccio o in buche scavate sotto terra, al buio. Sono deprivati di qualsiasi contatto umano e brutalmente picchiati e maltrattati. I galgos sono nutriti e abbeverati solo lo stretto indispensabile per sopravvivere. Ogni tanto viene loro gettato del pane secco e possono bere acqua stagnante da contenitori sporchi.

E’ facile immaginare che non siano fatte terapie per i parassiti o vaccini. Anzi, i cani vivono spesso in condizioni igieniche precarie in mezzo ai loro escrementi. Sono scheletrici e solcati da piaghe, perché costretti a sdraiarsi direttamente sul terreno duro e le ossa sporgenti bucano la loro pelle sottile.

Un unico galguero può possedere anche dozzine di cani. La maggior parte, senza tatuaggio o microchip. Unici segni d’identificazione sono tagli praticati nelle orecchie, mediante forbici e senza anestesia. Alla maggior parte dei galgos viene anche amputato il quinto dito, per evitare che si feriscano correndo. Il dito è spesso mozzato brutalmente per mano dello stesso galguero.

A parte la caccia, la loro vita scorre senza stimoli. In sostanza, vivono privi di ogni contatto umano, non ricevono nessuna manifestazione di affetto. Nella maggior parte dei casi vivono fino a due o tre anni, poi sono rimpiazzati. Solo le fattrici sono tenute in vita più a lungo.

I governi di queste autonomie fanno pochissimo per cambiare la situazione dei galgos. Questo perché molti dei loro membri, sono essi stessi cacciatori.

S’ipotizza che siano 50/60.000 i galgos scartati ogni anno. Sono cifre stimate per difetto, il numero esatto dei galgos eliminati alla fine di gennaio, quando la stagione della caccia termina, non può essere conosciuto. Per leggere tutto l’articolo: condizioni-dei-galgo-in-spagna