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Lettera del Parlamento Europeo: la caccia con i cani in Spagna viola i valori europei.

🔴 La devastante lettera del Parlamento Europeo evidenzia che il trattamento dei cani da caccia in Spagna viola i valori europei. È stata inviata alle 17 comunità autonome spagnole e al governo. Questa lettera esprime la profonda preoccupazione che l’Europa prova per questa situazione. Il Parlamento Europeo ricorda che nel resto […]

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🔴 La devastante lettera del Parlamento Europeo evidenzia che il trattamento dei cani da caccia in Spagna viola i valori europei.

È stata inviata alle 17 comunità autonome spagnole e al governo. Questa lettera esprime la profonda preoccupazione che l’Europa prova per questa situazione.

Il Parlamento Europeo ricorda che nel resto dell’Unione Europea la caccia con i cani è vietata per legge a causa della crudeltà che comporta.

Il Parlamento chiede che le “Rehalas” (mute composte da 10 – 15 o più cani, tipica della caccia nel sud della Spagna) in Andalusia (e ora anche in Estremadura) non siano più considerate Patrimonio Culturale.

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👉 Di seguito la lettera inviata dal Parlamento Europeo: 

BRUXELLES, 11 marzo 2021

Lettera aperta sul benessere dei cani da caccia in Spagna

A nome del Gruppo Interparlamentare del Parlamento Europeo per il Benessere e la Conservazione degli Animali, scriviamo per esprimere la nostra preoccupazione per il trattamento riservato in Spagna ai cani da caccia.

L’articolo 13 del Trattato di Lisbona richiede che gli Stati membri dell’Unione Europea adattino le loro legislazioni nazionali in modo da rispettare il principio dell’animale come essere senziente, e che tale considerazione venga presa in considerazione nelle future iniziative politiche.

Ci preoccupa in particolare il lento progresso nell’introduzione e nell’attuazione delle leggi sul benessere degli animali in Spagna, in particolare per quanto riguarda i galgos e gli altri cani da caccia.

Sebbene la consapevolezza della necessità di una protezione efficace dell’ambiente e del benessere degli animali stia crescendo nella società spagnola, lo sviluppo delle leggi e delle politiche sul benessere degli animali non ha seguito questo trend.

Il trattamento riservato ai galgo e ad altri cani da caccia in Spagna è un esempio particolarmente grave. La responsabilità di legiferare e far rispettare la legge in materia di protezione degli animali ricade sulle 17 comunità autonome, il che ha portato a un insieme di normative difficili da integrare e applicare.

Come diretta conseguenza di questa mancanza di integrazione, la Spagna ha la più alta incidenza di cani abbandonati nell’Unione Europea, con più di 180.000 cani salvati solo nel 2019 (dati della Fondazione Affinity nel loro studio sulle strutture di accoglienza e i centri di soccorso spagnoli pubblicato nel 2020). Tuttavia, i dati ufficiali sono in netto contrasto con questi numeri, che contemplano solo otto levrieri abbandonati nel 2019.

Riteniamo che il trattamento riservato ai cani da caccia in Spagna sia in contrasto con i valori europei e non troviamo giustificazione alcuna nella differenza di protezione tra gli animali da compagnia e i galgo e gli altri cani da caccia, considerati animali da lavoro. Tale distinzione sta chiaramente riducendo notevolmente il loro livello di protezione, negando loro lo status di esseri senzienti riconosciuto dall’Articolo 13, che tra le altre cose richiede che siano mantenuti in condizioni ragionevoli di abitabilità e liberi da ogni sofferenza ingiustificata, inclusi abbandono e maltrattamenti da parte dei proprietari.

È importante notare in questo contesto che, nel resto dell’Unione Europea, la caccia con i cani in campo aperto, modalità nella quale non c’è l’ intervento dell’uomo, è vietata per legge a causa della crudeltà che comporta.

Ciò è in netto contrasto con le leggi e le pratiche promosse in Spagna a livello pubblico, compresa la concessione di sovvenzioni a organizzazioni coinvolte nella promozione della caccia con galgo e altri cani.

Pertanto, raccomandiamo urgentemente di considerare la necessità di una legge unificata sulla protezione degli animali che copra l’intero territorio spagnolo. Sono necessarie misure legali rinnovate in aree come l’allevamento, l’identificazione e il tracciamento dei cani, insieme all’applicazione efficace di multe esemplari e pene detentive in casi estremi di crudeltà verso gli animali, oltre alla creazione di controlli di polizia sistematici con la fornitura delle risorse adeguate.

Inoltre, la legislazione spagnola attuale permette che l’85,6% del territorio nazionale sia destinato alla caccia, privilegiando l’1,6% della popolazione che ha una licenza di caccia. Durante il lockdown a causa del COVID-19 nel 2020, i cacciatori sono stati esentati dalle restrizioni applicate al resto della popolazione e alle attività all’aperto. La caccia ha causato 52 incidenti mortali, mentre circa 600 persone sono rimaste ferite.

Pertanto, chiediamo con rispetto al governo spagnolo e alle sue autorità competenti di riconoscere e rispettare il diritto dei cittadini spagnoli non cacciatori, ovvero il 98,4% della popolazione, di godere della natura e interagire con l’ambiente in modo pacifico, senza le restrizioni imposte dalla caccia e dall’assegnazione sproporzionata di terre esclusive per scopi venatori. Inoltre, invitiamo  a rafforzare, a supportare e a riconoscere il  lavoro delle associazioni per la protezione del benessere degli animali e del loro personale, nonché degli agenti forestali, che in numerose occasioni hanno dichiarato di sentirsi in pericolo rispetto ai cacciatori. Il loro numero insufficiente si traduce nel fatto che i cacciatori possono svolgere le loro attività in gran parte senza alcun requisito legale mirato a prevenire la crudeltà verso gli animali.

Nell’allegato elenchiamo una serie di misure specifiche che riteniamo di grande importanza che siano incluse in una legge unificata sulla protezione degli animali e confidiamo che il governo spagnolo terrà debitamente conto di questa lettera.

Cordiali saluti,

Anja Hazekamp MEP

Presidente del Gruppo Interparlamentare

Petras Auštrevičius MEP

Vice-Presidente del Gruppo Interparlamentare

 

Tradotta da @PetLevrieri

Link Articolo originale Plataforma NAC