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Archivio Legacy

Lettera a Valeria Rossi – Ti presento il cane

23 gennaio 2015Articolo originale →

Gentilissima Valeria Rossi, ho letto il suo interessante articolo “ Al guinzaglio o liberi?” sul manifesto del Gaci e vorrei esprimerle le mie considerazioni in merito. Lo faccio in qualità di adottante di cinque levrieri rescue ma anche di presidente di un’associazione, Pet Levrieri, che si occupa di combattere il […]

Gentilissima Valeria Rossi,

ho letto il suo interessante articolo “ Al guinzaglio o liberi?” sul manifesto del Gaci e vorrei esprimerle le mie considerazioni in merito.

Lo faccio in qualità di adottante di cinque levrieri rescue ma anche di presidente di un’associazione, Pet Levrieri, che si occupa di combattere il greyhound racing e la caccia a vista, sostenendo attivamente le associazioni che fanno questo in Irlanda, Spagna e Regno Unito.

Noi, peraltro, non solo diamo in adozioni i cani, ma lavoriamo attivamente per migliorare il loro inserimento, favorendo l’intervento di educatori, istruttori e veterinari qualificati e organizzando corsi sul prendersi cura di un levriero rescue, sul suo inserimento, sulla comunicazione tra cane e umano, e altri ancora. Facciamo questo in sinergia con scuole come SIUA e ThinkDog e non solo.

La prima cosa che le segnalo è che lei rimanda al sito del GACI, ma forse non sa che il GACI collabora con l’IGB, come può vedere per esempio dalla homepage del sito e non solo da lì.

Sito GACI

L’IGB è ente corse irlandese, che gestisce l’industria delle corse in Irlanda, responsabile dello sfruttamento, maltrattamento e uccisione di migliaia e migliaia di greyhound ogni anno.

In una recente intervista su Vanity Fair la presidente del GACI ha dichiarato quanto segue: «In Irlanda il greyhoud, il levriero inglese, è un cane da corsa, le famiglie vanno allo stadio a vederli gareggiare. Ne allevano circa 30 mila all’anno, sono animali da reddito e quindi sono tenuti bene.” In Spagna, invece, non va così bene. «Non c’è un’industria che li tutela. Mentre in Irlanda il greyhound è considerato un atleta e viene tenuto bene (…)”

Queste dichiarazioni mostrano cosa pensa veramente il GACI dell’industria ma anche dei greyhound. Si stima infatti che almeno 10.000 se non 13.000 greyhound svaniscano nel nulla in Irlanda. Peraltro non è chiaro come cani deprivati e gestiti come beni agricoli, questo sono per legge i greyhound in Irlanda, possano essere tenuti bene.

Inoltre, noi che siamo i destinatari degli insulti dei signori del GACI, non abbiamo mai sostenuto che i levrieri si possono sguinzagliare allegramente, e gli articoli del nostro sito, nonché le iniziative formative che organizziamo o promuoviamo, lo mostrano chiaramente.

Ben altro è il messaggio che promuoviamo e che ci sta profondamente a cuore.

Innanzitutto, a differenza del Gaci, per noi i greyhound e i galgo sono  cani e per noi dire cani significa dire soggetti viventi, eterospecifici rispetto a noi e dotati di una mente complessa.

Sono poi cani che appartengono a due specifiche razze e che hanno dunque caratteristiche specie-specifiche, tipiche della razza cui appartengono, e caratteristiche che risentono del tipo di allevamento, educazione e sfruttamento cui sono sottoposti, nonché della loro storia individuale.

Il loro essere cani e tutte queste caratteristiche vanno conosciute, rispettate e valorizzate a fini del loro benessere psicofisico.

Noi crediamo che il messaggio da promuovere non è “metto o non metto il guinzaglio?” che peraltro, così impostato, rischia di essere un messaggio demenziale.

Il messaggio, che ci sta profondamente a cuore a noi di Pet levrieri, è un altro e precisamente.

I levrieri rescue, cioè greyhound, galgo e lurcher recuperati dalle corse e dalla caccia a vista, come tutti i cani, sono soggetti viventi, che hanno una mente, una mente fatta di percezioni, pensieri, emozioni, motivazioni, bisogni psicofisici specie-specifici e individuali.

Per rispettare i nostri levrieri rescue, non basta amare i cani, non basta averli da quando siamo nati, non basta metterci amore, non basta occuparsi di adozioni da anni.

Occorre mettersi in gioco, occorre studiare, apprendere, fare lo sforzo quotidiano di mettersi nei loro panni, di cercare di guardare al mondo con la loro mente e non con la nostra.

Occorre imparare a comunicare e relazionarsi con loro.

Occorre imparare a leggere il loro modo di percepire e pensare al mondo, le loro emozioni e motivazioni.

Occorre offrire esperienze di vita e di condivisione che permettano loro di esprimere in maniera integrata, appagante e armoniosa le loro motivazioni, in modo che possano da stare bene con loro stessi, con noi, e con gli altri animali e persone, occorre offrire loro esperienze che consentano di tenere viva e nutrita la loro mente.

Occorre infine capire che la libertà è un’esperienza importante per qualsiasi cane, ma che va costruita, che è una conquista per ogni specifico binomio, cane-proprietario, che è il risultato di una relazione profonda di fiducia e intesa e di competenze acquisite da parte dell’umano e del cane.

La libertà non è dunque scontata per ogni binomio, ci sono binomi che non la raggiungeranno mai.  Non può essere improvvisata. Non basta che il cane, una volta sganciato, rimanga vicino al proprietario, ma richiede che il binomio proprietario-cane abbia raggiunto una buona intesa.

Raggiungere questa fiducia reciproca e intesa, questo livello di competenze, richiede impegno, fatica, tempo e anche studio e apprendimento.

Ma lavorare su tutto ciò, per costruire la fiducia e l’intesa, per imparare a comunicare e relazionarci correttamente ai nostri cani, per offrire loro adeguate esperienze di vita e di condivisione, è uno dei primi atti di rispetto e amore che compiamo nei loro confronti.

Facendoci aiutare, sia come associazione, sia come proprietari, sia come adottanti, quando utile e fecondo, da professionisti cinofili.

Non dimentichiamo, tra l’altro, che gli adottanti devono essere preparati a gestire situazioni impreviste in cui il cane si trova libero per ragioni imprevedibili: un collare che si sfila, un guinzaglio che si rompe, un buco nella rete. In tutti questi casi, sapere cosa fare e farlo fa spesso una grande differenza ai fini del recupero del cane e dunque della sua sicurezza.

Qual è la visione del cane e del levriero rescue che propone il Gaci?

La presidente del GACI nello stesso articolo su Vanity Fair dichiara quanto segue a proposito del greyhound: “A dispetto di quel che si pensa, dormirebbe tutto il giorno, ha il divano nel Dna, corre quando è istigato.”

Noi siamo contrari a questo concetto, che riteniamo sbagliato e che mortifica i cani trasformandoli in soprammobili.

Infine, se lei guarda il sito del GACI non troverà nulla in fatto di educazione cinofila, sul nostro sito troverà una sezione dedicata, nonché video e condivisione di eventi di qualità come il seminario di Bekoff.

Noi crediamo che tra i doveri fondamentali di un’associazione che si occupa di adozione di levrieri rescue ci sia quello di promuovere cultura cinofila e una visione evoluta del cane, facendosi ovviamente aiutare da professionisti competenti.

La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicare a questa mia risposta e le auguro buon lavoro. Stefania Traini

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