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L’esportazione di greyhound australiani continua?

24 ottobre 2020Articolo originale →

L’esportazione di greyhound australiani continua? 24/10/2020 di Madeline Burton di Jeff White, reporter internazionale della Coalizione per la Protezione dei Greyhound Per molti anni l’Australia è stato il maggior esportatore di greyhound. Già nel 2015 le statistiche ufficiali sulle esportazioni parlavano di 200 cani inviati a Macau (minuscola regione semiautonoma […]

maccau greyhounds

L’esportazione di greyhound australiani continua?

24/10/2020 di Madeline Burton

di Jeff White, reporter internazionale della Coalizione per la Protezione dei Greyhound

Per molti anni l’Australia è stato il maggior esportatore di greyhound. Già nel 2015 le statistiche ufficiali sulle esportazioni parlavano di 200 cani inviati a Macau (minuscola regione semiautonoma situata nella costa meridionale della Cina), 9 negli Emirati Arabi, 30 ad Hong Kong, 48 nella Cina continentale, 15 a Taiwan, 6 in Corea, 4 in Pakistan e 275 in Nuova Zelanda.

Ma nei cinque anni successivi il quadro è cambiato drasticamente: 0 a Macau e in Pakistan, 1 in Corea (2016), 2 nella Cina continentale (nessuno dal 2018), 2 a Taiwan (nessuno dal 2018), 3 negli Emirati Arabi (nessuno dal 2016), e 12 ad Hong Kong (nessuno dal 2018). Alcuni greyhound hanno volato fino in Irlanda, nel Regno Unito e negli Stati Uniti, a scopo riproduttivo. E continua anche l’abituale esportazione in Nuova Zelanda per alimentare l’industria delle corse nazionale, anche se in calo negli ultimi anni. Dal 2009 nessun greyhound è più finito in Vietnam, quando cioè l’industria del racing nazionale, creata con il sostegno australiano, ha iniziato il suo programma personale di allevamenti. Prima di allora, il Vietnam era una delle destinazioni principali per l’esportazione di greyhound da corsa:

Ma allora cosa ha provocato il deciso calo delle esportazioni di greyhound dal 2015?

E’ la storia di un’industria obsoleta e inutile, che passa da un disastro mediatico ad un altro, di un governo indifferente e statico, e della conseguente presa di coscienza dell’opinione pubblica, della rabbia e delle pressioni fatte che hanno obbligato l’industria a cambiare.

Il medico veterinario John Newell, di Belmont, Nuovo Galles del Sud, che ha contribuito a diffondere il greyhound racing in Vietnam e a Macau, è infuriato dalle richieste di messa al bando delle esportazioni. Newell sostiene che gli oppositori avrebbero capito male. I cani ex racer esportati in questi paesi hanno un’aspettativa di vita più alta e spesso migliore rispetto all’Australia, con severi controlli sul loro benessere, afferma. “in Vietnam abbiamo una magnifica struttura vicino alla costa che gode della brezza marina pomeridiana e di piscine naturali per nuotare, e lì sono tutti accuditi al meglio”.

— “PERSEGUITATI FINO ALLA MORTE”, SYDNEY MORNING HERALD, 25 OTTOBRE 25 2004

dogs poisoned to death after racing in vietnam animals australia

a greyhound in the kennel complex grey2k usa

I governi federali che si sono alternati non hanno fatto niente

Non è cambiato nulla a causa di azioni o cambi di politica attuati dal Ministero dell’Agricoltura del Commonwealth, o per emendamenti alla legge del 2004 Export Control (Animals). I governi successivi sono rimasti fermamente indifferenti al dramma dei greyhound esportati. Tra le possibili ragioni di questo atteggiamento ce ne sono sicuramente due: 1) l’affetto dei governi di tutto il paese per l’industria del gioco d’azzardo in generale e per la sua industria del racing in particolare. 2) l’Australia è il più grande esportatore di bestiame da macello verso paesi esteri, per un valore di più di un miliardo di dollari all’anno. Una qualunque dimostrazione di preoccupazione da parte del governo per il destino dei greyhound esportati potrebbe indicare una piccola concessione alle lobby che lottano per il benessere animale che vogliono vedere vietato sia il greyhound racing che l’esportazione di bestiame. Le conseguenze politiche potrebbero far cadere politici e governi.

Il sistema del “passaporto” per i greyhound

L’industria del racing in sé, rappresentata dall’organizzazione ombrello Greyhounds Australasia (GA), ha istituito dal luglio 2004 un sistema di “passaporti” per le esportazioni. Il regolamento interno dell’industria richiede ai partecipanti di ottenere un passaporto, una sorta di permesso, ed un “pedigree certificato” dal GA per ogni greyhound che si intende esportare all’estero. Lo scopo iniziale di questo sistema era quello di fornire all’industria dati statistici di controllo e di tracciare le esportazioni di greyhound, oltre alla conoscenza delle ragioni del trasferimento all’estero fornite dal richiedente. Il benessere futuro del cane non era una priorità.

Nel settembre 2005 il GA ha sviluppato la Politica di Benessere Animale Nazionale per l’industria delle corse australiana, ma fino al 2012 il GA non ha stabilito i suoi Standard Necessari richiesti ai paesi che volevano importare greyhound australiani. Queste norme per la prima volta fissavano dei criteri minimi per garantire il benessere dei greyhound da corsa esportati verso le loro destinazioni finali. Questi standard hanno formato le basi di una revisione da parte del GA dei criteri di benessere in diversi altri paesi in cui il dog racing è legale. L’idea era quella di sviluppare una serie di requisiti basati sul benessere animale per il rilascio dei passaporti. 

Questa revisione è stata fatta soprattutto attraverso questionari di autodenuncia agli organi di controllo in sette “normative chiave sull’esportazione” laddove il greyhound racing “regolamentato” (cioè commerciale) era legale (Regno Unito, Irlanda, Stati Uniti, Repubblica Ceca, Vietnam, Macau e Nuova Zelanda). Non si è tenuto conto di altri paesi oggetto di esportazione in cui il greyhound racing avviene in modo “non regolamentato” (come Cina, Giappone, Emirati Arabi, Sud Africa). Successivamente il GA ha deciso che i passaporti sarebbero stati emessi analizzando caso per caso i paesi di destinazione, lasciando all’esportatore tutta la responsabilità di garantire il benessere del cane nel paese di destinazione. Questo di fatto ha interrotto l’emissione dei passaporti da parte del GA verso alcuni paesi (quelli in cui il racing non è regolamentato e di conseguenza dove non vengono garantiti gli standard minimi di benessere animale), fatta eccezione per i greyhound destinati a diventare animali da affezione.

Tra i paesi dove il dog racing è regolamentato, il GA ha individuato Macau e il Vietnam come non a norma con gli Standard Necessari. Il Vietnam era essenzialmente irrilevante in quanto non c’erano più state richieste di importazione di greyhound australiani dal 2009, come già detto. Per quanto riguarda Macau, stava subendo critiche sempre maggiori a livello internazionale per il brutale trattamento riservato ai greyhound, al punto che nel 2013 il GA ha inviato alcuni ispettori ad indagare personalmente.

Scoprirono che ogni anno quasi il 50% dei cani da corsa di Macau moriva a causa di infortuni, incidenti e malattie. I greyhound vivevano in gabbie minuscole e non facevano adeguato esercizio fisico all’aperto.

Un reportage del South China Morning Post del 2011 rivelò che l’anno precedente erano stati uccisi 383 greyhound al Canidrome di Macau. Dal 6 marzo 2013 Il GA non ha più emesso alcun passaporto per l’esportazione a Macau. Come sappiamo il Canidrome venne chiuso per ordine del governo nel giugno 2018, mettendo la parola fine all’industria del racing di Macau.

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Gli altri cinque paesi (Regno Unito, Irlanda, Stati Uniti, Repubblica Ceca, Nuova Zelanda) furono giudicati conformi agli Standard Necessari del GA, ma nonostante un lungo (e mai abbandonato) processo di negoziazione tra il GA e i funzionari del Ministero Federale dell’Agricoltura, i passaporti non hanno mai ottenuto valore legale o ufficiale da parte del Governo del Commonwealth, e non sono richiesti tra i requisiti necessari per il processo di approvazione all’esportazione di greyhound.

L’unico strumento di attuazione a sostegno del sistema di passaporti del GA è una norma interna prevista da ogni ente corse statale secondo cui esportare un greyhound senza un passaporto GA rappresenta una violazione del regolamento punibile con multe e/o periodi di squalifica. Ma chi non è iscritto come partecipante all’industria è immune da queste regole, e fino agli ultimi cinque anni, l’attuazione della regola del passaporto da parte delle autorità di regolamentazione dell’industria è rimasta virtualmente inesistente.

Greyhounds Australasia finalmente rende pubblici i suoi dati

Nonostante la revisione degli standard di benessere animale da parte del GA sia stato completato nel 2012, non è stato reso pubblico fino a giugno 2014, dopo le ripetute richieste di John Kaye, parlamentare dei Verdi del Nuovo Galles del Sud. Kaye è stato vicepresidente della Commissione del Consiglio Legislativo sul greyhound racing nel Nuovo Galles del Sud, paese maggior esportatore di greyhound da corsa dell’Australia. Kaye comprese, come pochi altri all’epoca, le ragioni per cui le autorità di regolamentazione tolleravano le esportazioni e non applicavano le regole sull’obbligo del passaporto.

“un mercato in cui si possono gettar via i cani che non vincono le gare, ma la percentuale di scarti australiani viene ridotta artificialmente esternalizzando a Macau la morte di più di 280 cani all’anno”

Come ha raccontato il Sydney Morning Herald nel dicembre 2013, le esportazioni di greyhound riforniscono l’industria di “un mercato in cui si possono gettar via i cani che non vincono le gare, ma la percentuale di scarti australiani viene ridotta artificialmente esternalizzando a Macau la morte di più di 280 cani all’anno”. Nella sua relazione iniziale datata marzo 2014 la Commissione scrive, a pag. 110:

I greyhound vengono esportati e venduti ad industrie del racing straniere, in particolare in Cina, Vietnam e Corea del Sud. Nel 2010 sono stati esportati dall’Australia 797 greyhound, 280 dei quali destinati a Macau.

La Protezione Animali (RSPCA) ha sostenuto che molti dei paesi che importano greyhound dall’Australia non hanno leggi interne a tutela del benessere animale, oppure queste non vengono applicate. Una volta che i cani lasciano l’Australia non c’è garanzia del loro benessere e manca una regolamentazione apposita. Il Governo australiano non si assume alcuna responsabilità una volta che gli animali sono stati esportati.

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La pubblicazione tardiva della relazione del GA sulla revisione dei passaporti, la pubblicazione online delle domande fatte dalla Commissione e la successiva relazione finale nell’ottobre 2014 sono stati i primi passi verso una presa di coscienza più ampia da parte dell’opinione pubblica verso la crudeltà dell’industria.

Ovviamente in seguito sono arrivate altre notizie bomba.

Lo scandalo sull’uso di prede vive sconvolge l’opinione pubblica

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Il 16 febbraio 2015 il programma televisivo dell’Australian Broadcasting Corporation Four Corners trasmette una puntata intitolata “Come fare un sacco di soldi” in cui si rendono pubblici gli esiti di un’indagine sotto copertura, corredata da un video di sorveglianza registrato di nascosto, che rivela l’abitudine diffusa di usare prede vive per addestrare i greyhound da corsa. L’esistenza di questa pratica era sempre stata negata dagli addetti ai lavori dell’industria e dagli stessi enti di regolamentazione, ma da quel momento era chiaro che gli imbrogli e le crudeltà descritti nel programma erano diffusi in tutta l’industria, fino all’apice degli addestratori veterani conosciuti e rispettati, alcuni dei quali vincitori di premi e riconoscimenti importanti.

Erano ormai chiare a tutti anche le torture e i maltrattamenti subiti per anni da conigli, opossum, maialini ed altri piccoli mammiferi usati come “esche” vive per addestrare i greyhound da corsa, mentre centinaia di persone all’interno o vicine all’industria ne erano al corrente, contribuendo a mantenere il segreto. Questo è stato l’inizio di un anno che avrebbe fatto da spartiacque nel processo di sviluppo di una coscienza collettiva preoccupata per il benessere dei greyhound da corsa.

Tre sono gli stati australiani coinvolti nel reportage di Four Corners: Queensland, Vittoria e Nuovo Galles del Sud e che, in seguito al clamore riscosso, hanno lanciato delle indagini interne sulle rispettive industrie del racing. Nel frattempo, vicino a Bundaberg (Queensland) e Cessnock (Nuovo Galles del Sud) viene scoperta una fossa comune piena di resti di greyhound.

Nel mese di maggio John Kaye presenta una proposta di legge da parte dei Verdi per vietare le esportazioni di greyhound e porre fine all’industria del racing. La Relazione MacSporran sul greyhound racing nel Queensland viene pubblicata a giugno, e anche se non tiene conto del problema delle esportazioni, critica fortemente la regolamentazione dell’industria, facendo serie raccomandazioni di riforma e ristrutturazione.

Nel mese di giugno la Commissione Speciale d’Inchiesta sull’industria del Greyhound Racing nel Nuovo Galles del Sud, guidata da Michael McHugh, inizia a tenere dibattiti pubblici da cui emergono testimonianze sensazionali su tutti gli aspetti dell’industria, comprese le esportazioni di greyhound. I giornali iniziano a chiedere a gran voce la messa al bando del racing, e i sondaggi pubblici seguono la stessa scia. Vengono imputate accuse contro dozzine di persone per l’uso di prede vive nell’addestramento. Tutti questi eventi contribuiscono a mantenere la crudeltà dell’industria al centro delle notizie e nella mente dei cittadini, minacciando l’esistenza stessa dell’industria, caduta ormai in disgrazia.

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Denunciata la mancata sorveglianza regolamentare, e i trasgressori vengono puniti

Il 9 dicembre 2015 l’emittente televisiva ABC sferra un altro colpo, pubblicando i risultati di un’indagine durata sei mesi sulle esportazioni di greyhound nel corso di un programma intitolato “Commercio di Morte”, incentrato soprattutto sui fratelli Stephen e Mark Farrugia, che avevano esportato per anni greyhound australiani a Macau e in Cina, tutti senza il passaporto GA, ma nel rispetto delle leggi federali sulle esportazioni di animali. Poche ore prima della messa in onda, l’ente corse Greyhound Racing del Nuovo Galles del Sud annuncia la partenza nel mese di gennaio 2016 di un’inchiesta sulle esportazioni non autorizzate, con udienze semi-giudiziarie e testimonianze sotto giuramento. L’inchiesta porterà alla denuncia di 197 membri dell’industria per complicità nell’esportazione tra il 2013 e il 2015 di greyhound privi del passaporto GA.

Tuttavia, per la maggior parte di questi membri dell’industria accusati, le imputazioni sono cadute in seguito alla cooperazioni con le autorità nelle indagini. Avevano venduto greyhound a persone come i fratelli Farrugia, che compravano cani per 500 $ l’uno, da mandare a correre e morire a Shanghai e Macau, ricavando un profitto di 300 $ da ogni vendita.

Alla fine di un lungo periodo di udienze ed un ricorso al Tribunale d’Appello del Racing, la sanzione finale comminata ai fratelli Farrugia nel settembre 2018 per l’esportazione di 98 greyhound privi di passaporto GA è stata di un solo anno di squalifica ed una multa pecuniaria di 14.700 $.

Il 31 maggio 2018 altri due auto-dichiaratisi broker/esportatori, Sam e Patricia Cauchi, vengono multati per 22.000 $ ciascuno e squalificati per tre anni e mezzo per l’esportazione di 212 greyhound a Macau tra il 2013 e il 2015, senza il consenso del GA. I Cauchi erano coinvolti nella regolare esportazione di greyhound a Macau già dal 1994, e si era fermati solo nel dicembre 2015, quando le compagnie aeree Qantas e Cathay Pacific hanno sospeso il trasporto di greyhound da corsa verso Hong Kong, in seguito alla crescente pressione internazionale da parte delle associazioni animaliste. Tutte le importazioni via aerea di greyhound per Macau dovevano passare da Hong Kong.

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L’inchiesta McHugh rivela l’orribile verità sulle esportazioni

Nel frattempo, nel giugno 2016, esce l’inchiesta McHugh e il primo consiglio dato è quello di porre fine all’industria del racing nel Nuovo Galles del Sud. L’accettazione da parte del governo di questa raccomandazione, e la successiva smentita, fanno tremare seriamente l’industria. La relazione dedica anche un intero capitolo di 19 pagine all’esportazione di greyhound, ed include queste parole:

19.110 – La Commissione raccomanda che il Greyhound Racing del Nuovo Galles del Sud, in accordo con il GA, continui ad adoperarsi con il Governo Federale per un intervento più sostenuto, da parte del Governo Federale stesso, nella regolamentazione delle esportazioni di greyhound. Dato che una considerevole percentuale di cani esportati dall’Australia proviene dal Nuovo Galles del Sud, la Commissione raccomanda anche che, con mezzi adeguati, il governo del Nuovo Galles del Sud presenti le proprie osservazioni al Governo Federale per migliorare le raccomandazioni del GA in merito alle esportazione di greyhound.

Ad oggi il Governo Federale non si è mosso.

Così dopo decenni di indifferenza verso il destino dei greyhound esportati l’industria australiana del racing è stata umiliata dai mass media e costretta dalla pressione dell’opinione pubblica a creare e far rispettare le norme sull’esportazione dei greyhound nel rispetto del loro benessere. Inoltre le esportazioni sono destinate a diminuire ulteriormente in quanto il numero di cani allevati in Australia è stato ridotto, e l’industria del racing nel resto del mondo è in crisi (la domanda è calata). Ma come ha sottolineato il Commissario McHugh il problema non verrà completamente risolto finché il governo federale australiano non inizierà a mostrare interesse verso il benessere dei greyhound.

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Link alle fonti di informazione consigliate

McHugh Inquiry report, Vol. 2, Ch. 19: https://apo.org.au/node/65365

Official exports statistics, 2015-2020: https:// www.agriculture.gov.au/export/controlled-goods/ live-animals/live-animal-export-statistics/ greyhound-exports

Greyhounds Australasia Review of Australian Greyhound Export Welfare Standards: http:// www.galtd.org.au/sites/default/files/forms-and-documents/Final Export Standards Report June 14.pdf

NSW Select Committee on Greyhound Racing First Report, March 2014 https:// www.parliament.nsw.gov.au/lcdocs/inquiries/2136/Greyhound Racing in New South Wales – First Report.pdf

NSW Select Committee on Greyhound Racing Second Report, October 2014 https://www.parliament.nsw.gov.au/lcdocs/inquiries/2136/Second Report.pdf

ABC 7:30 program “Death Trade”, December 9, 2015: https://www.youtube.com/watch?v=rP-1bb8cFPs