Leggende metropolitane sui greyhound, e i levrieri, rescue
Esistono alcune leggende sui greyhound, e sui levrieri rescue, che come tutte le leggende si tramandano senza che nessuno provi a metterle in discussione: sono leggende comode che forniscono spiegazioni semplici e che possono essere usate senza porsi il problema di osservare questi cani con un minimo di attenzione. Anzi, […]
Esistono alcune leggende sui greyhound, e sui levrieri rescue, che come tutte le leggende si tramandano senza che nessuno provi a metterle in discussione: sono leggende comode che forniscono spiegazioni semplici e che possono essere usate senza porsi il problema di osservare questi cani con un minimo di attenzione. Anzi, chiunque le mette in discussione viene messo all’angolo in base all’autorità della tradizione, come accadeva prima di Galileo quando in base al principio di autorità si riteneva che le vene partissero dal fegato.
La diffusione di queste leggende è funzionale all’autoproclamazione di alcuni come autorità di riferimento. La loro autorità peraltro si basa sul fatto di essere i depositari della visione leggendaria, e dunque più la leggenda circola più gli esperti autoproclamati si accreditano come tali. È una vera e propria profezia che si autoavvera.
La principale leggenda è che il greyhound rescue sia un cane stupido o semi stupido, un cane che è capace di un solo comportamento, cioè scattare in maniera irriflessiva alla vista di qualunque cosa si muova. Si tratta di una visione mutuata dalla visione che ha l’industria di questi cani come macchine da corsa.
La visione più raffinata di questa leggenda è che poiché cacciano a vista e sono veloci i levrieri sono diversi dagli altri cani da caccia. Questa è una ovvietà che non tiene conto di un fatto molto semplice, e cioè che la motivazione predatoria è presente in tutti i cani da caccia, indipendentemente da come si esprime. La motivazione predatoria porta a inseguire oggetti in movimento. La struttura del comportamento predatorio è stata studiata da Coppinger in maniera molto accurata ed è la seguente: individuare-fissare/avvicinarsi furtivamente-inseguire-mordere per afferrare-mordere per uccidere-sezionare-consumare.
Questa struttura si esprime allo stesso modo per qualunque tipo di cane, quel che cambia nei levrieri è la velocità dell’inseguimento, ma questo non influisce sul fatto che il comportamento sia più o meno automatico. La tenacia conta tanto quanto la velocità, per esempio. Il comportamento è irriflessivo quando il cane non è in grado di fermarsi prima di partire, ma anche quando non si arresta di fronte a un ostacolo evidente.
Quindi torniamo al punto di partenza, comunque: il levriero è una macchina o è in grado a certe condizioni di pensare e scegliere di fermarsi?
E il levriero rescue è irrimediabilmente trasformato in un automa, oppure è un cane intelligente che ha grandi margini di cambiamento se ben supportato? Peraltro, se fosse un automa come potrebbe adattarsi così rapidamente a condizioni di vita così differenti come quelle che incontra quando viene adottato? E come potrebbe sopravvivere quando fugge?
Qui entra in gioco una seconda leggenda, cioè che i greyhound e i loro adottanti non avrebbero bisogno di percorsi di educazione e di attività per rafforzare le relazione, l’autocontrollo e la riflessività.
Questa leggenda si basa su quella che ritiene questi cani macchine stupide, perché una macchina stupida non può cambiare i suoi comportamenti e non può imparare dall’esperienza. Quindi perché spendere soldi? Poi, se gli educatori fossero utili che fine farebbe l’autoproclamazione di alcuni come sedicenti esperti. Dove l’expertise si basa essenzialmente sul fatto di avere avuto i cani. Ora, se avere i cani rende esperti di cani, basterebbe avere i denti per essere dentisti. Sarebbe bello, e si potrebbero risparmiare un sacco di soldi. Ma non è così.
La terza leggenda, collegata alla prima, è che un greyhound che si trova di fronte a una situazione imprevista, come accade in una fuga, sarebbe del tutto incapace di trovare strategie adeguate a sopravvivere, a differenza dei galgo, che invece avrebbero strategie collaudate di sopravvivenza. Dunque i galgo sarebbero intelligenti e i greyhounds stupidi.
Una semplice analisi e osservazione della realtà mostra che non è affatto così semplice: molti galgo non hanno comportamenti adattivi nella fuga, per esempio usano le strade come via di spostamento, e ci sono greyhound che campano benissimo, per esempio facendo quel che i cani fanno da sempre, cioè rovistando nella spazzatura.
Osserviamo che il luogo ideale per la diffusione di queste visioni leggendarie del greyhound, e dei levrieri in generale, è naturalmente Internet, dove i cani in carne e ossa diventano cani virtuali e dove una bufala diventa virale nel giro di un attimo.
Invece bisognerebbe prendersi la briga di imparare a osservare con attenzione e in maniera intelligente i singoli cani, avendo anche l’umiltà di mettersi nei loro panni, invece di continuare a ripetere le stesse tiritere basate su un’autorevolezza autoproclamata. E anche un po’ di studio aiuterebbe, ma si sa, a cosa serve studiare per diventare dentisti se si hanno i denti?
Meglio affidarsi alla sapienza antica degli slogan e dei proverbi, si sa “l’unione fa la forza”, però a volte “chi fa da sé fa per tre”, insomma ognuno può dire quel che vuole e avanti così, nel mondo del fai da te in cui chi ripete concetti ritriti ha sempre ragione.