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Archivio Legacy

Le tre vite dei nostri galgo

5 febbraio 2016Articolo originale →

Ogni tanto qualcuno si scandalizza che i galgo che arrivano da Scooby abbiano il segno di un morso recente, che zoppichino, che abbiano qualche problema di articolazioni, per fare qualche esempio. L’idea che hanno è che il cane deve arrivare in perfette condizioni, che si sappia tutto di lui, che […]

Ogni tanto qualcuno si scandalizza che i galgo che arrivano da Scooby abbiano il segno di un morso recente, che zoppichino, che abbiano qualche problema di articolazioni, per fare qualche esempio.

L’idea che hanno è che il cane deve arrivare in perfette condizioni, che si sappia tutto di lui, che il rifugio dovrebbe fare esami medici degni della miglior clinica nostrana.

L’idea che hanno è irrealistica e sbagliata, forse immaginano che il rifugio sia un’oasi di benessere in cui ogni cane ha a disposizione un volontario tutto per lui.

Ma il rifugio non è nulla di tutto questo, non assomiglia per nulla a un porto sicuro, ma è più simile a un riparo temporaneo dalla tempesta, un riparo che è già qualcosa, ma non è ancora il luogo del benessere.

Il rifugio è una seconda vita, per quelli che hanno avuto la fortuna di passare indenni la prima: per loro è un punto di partenza, ma non il punto di arrivo.

Il rifugio accoglie centinaia di cani, non qualche decina, in spazi non certo sontuosi, ma comunque migliori di quelli schifosi da cui vengono. Il rifugio dà loro cibo, prime cure e una possibilità di essere portati via da un furgone verso la loro terza vita, quella nelle nostre comode case, dove troveranno caldo, sicurezza e belle cliniche veterinarie.

Il rifugio è un luogo in cui pochi volontari si fanno un grande mazzo dalla mattina alla sera, e non è un modo di dire, per dare qualcosina a ciascuno, magari dopo essere stati in perrera a tirare fuori dei cani prima che siano fatti fuori.

Insomma, questa è la realtà di un luogo come Scooby, un posto dove si salvano centinaia di cani ogni anno, situato in un luogo dove ne vengono buttati via a decine di migliaia e dove i soldi non bastano mai, perché c’è sempre un problema nuovo e si vive di donazioni.

Questa è la realtà dei nostri galgo, una realtà che noi cerchiamo sempre di migliorare, nel rispetto del lavoro di chi sta nella merda dei cani tutto il giorno, tutto i giorni.

Se a qualcuno non va bene e vuole un bel cane perfetto a prezzo di outlet, non ci sono problemi, si accomodi pure altrove.