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Le Motivazioni nel Cane

1 novembre 2013Articolo originale →

Spesso si sente dire che i levrieri hanno istinto predatorio, che amano correre, che sono pigri o ancora che adorano farsi massaggiare. E altro ancora. Ma che significa tutto ciò? Che significa “avere l’istinto per” o preferire alcune attività rispetto ad altre? Significa che il nostro levriero, come noi, non […]

Spesso si sente dire che i levrieri hanno istinto predatorio, che amano correre, che sono pigri o ancora che adorano farsi massaggiare. E altro ancora.

Ma che significa tutto ciò? Che significa “avere l’istinto per” o preferire alcune attività rispetto ad altre?
Significa che il nostro levriero, come noi, non ha un atteggiamento neutro rispetto al mondo ma è stimolato dal mondo e risponde ad esso tramite il filtro delle sue motivazioni.

Per comprendere, infatti, cosa desidera fare il nostro cane, cosa gli piaccia fare, quali attività è portato spontaneamente a fare e quali oggetti attraggono il suo interesse, è necessario parlare di motivazioni. La motivazione è la disposizione mentale a fare una certa attività e a scegliere particolari obiettivi. In poche parole, la motivazione ci dice che cosa il nostro cane ama fare: quali attività e con che oggetti.

Il mondo visto dal nostro cane è assai differente dal nostro, non solo perché diverse sono le finestre sensoriali, ovvero la struttura neurologica e sensoriale, di accesso alla realtà, ma anche perché abbiamo un diverso corredo di motivazioni e questa diversità fa emergere aspetti differenti.

Nei cani esiste, per esempio, la motivazione predatoria, che fa spiccare oggetti piccoli in movimento e predispone l’animale a rincorrerli e a catturarli. La motivazione territoriale porta, invece, il cane a considerare il suo ambiente sulla base della presenza di barriere e dell’ampiezza spaziale e a difenderlo dall’invasione di estranei.

Il corredo di motivazioni e il diverso peso di queste nell’orientamento di un soggetto specificano in maniera profonda il carattere dell’individuo, perché indicano quali attività sarà portato a svolgere, cosa andrà a scegliere, quali comportamenti esprimerà di preferenza.

Secondo l’approccio cognitivo-zooantropologico, sono riscontrabili nei cani 18 tipi diversi di motivazioni. Più precisamente:

  1. motivazione predatoria: volgersi verso gli oggetti piccoli in movimento e raggiungerli.
  2. m. sillegica = raccogliere degli oggetti e portarli nella tana o in un nascondiglio.
  3. m. territoriale = difendere un territorio o un ambiente circoscritto.
  4. m. protettiva = difendere un affiliato o un cucciolo.
  5. m. perlustrativa = esplorare un ambiente e mapparlo.
  6. m. esplorativa = analizzare un oggetto nei dettagli.
  7.  m. epimeletica = aiutare e accudire un compagno.
  8. m. competitiva = confrontarsi o gareggiare con un compagno.
  9. m. di ricerca = cercare degli oggetti nascosti.
  10. m. di corteggiamento = attirare un partner sessuale.
  11. m. cinestesica = fare movimento, correre, saltare.
  12. m. somestesica = esplorare il proprio corpo.
  13. m. collaborativa = fare un’attività con un partner, concertarsi in un’attività di gruppo.
  14. m. possessiva = mantenere il possesso di un oggetto.
  15. m. comunicativa = esprimere uno stato o indicare qualcosa.
  16. m. et-epimeletica = chiedere l’aiuto o lasciarsi curare da un altro soggetto;
  17. m. affiliativa = far parte di un gruppo ristretto.
  18. m. sociale = raggiungere un posizionamento all’interno del gruppo.

Parlando di cani, possiamo dunque discriminare le diverse razze anche rispetto al differente peso (volume, prevalenza) che assumono le varie motivazioni. In alcune razze sarà maggiormente presente la motivazione predatoria (per esempio, nei border collie e, in generale, nei conduttori di gregge, ma anche i nostri levrieri rescue) e in altre quella epimeletica (di accudimento e di protezione, come nel caso dei labrador e, in generale, dei retriever). In altre ancora quella competitiva (rottweiler e, in generale, i molossoidi) o quella protettiva (maremmano e, in generale, i custodi del gregge).

Nel caso ancora dei greyhound ex racer abbiamo una prevalenza delle motivazioni predatoria, cinetica e competitiva.

Il valore delle diverse motivazioni, ossia la prevalenza ad attivarsi di una motivazione rispetto a un’altra, dà un profilo vocazionale al soggetto, vale a dire indica le disposizioni ad agire in un modo piuttosto che in un altro.

Così, a seconda della motivazione prevalente, il cucciolo farà proposte ludiche conseguenti: per esempio nel labrador avremo il riporto di oggetti, nel border il gioco della pallina, nel rottweiler il tira molla.
Il gioco e l’attività ludica sono la cornice prioritaria per esprimere le motivazioni e possiamo affermare che non esiste gioco che non si basi su una o più motivazioni. Pertanto, è necessario conoscerle per poter giocare con il proprio cane.

Ma l’aspetto più importante riguarda il rapporto tra motivazioni e piacere, tenendo conto che uno scarso livello di motivazione (demotivazione), quale talvolta si può riscontrare nella vita monotona e oziosa delle nostre case, può compromettere gravemente il benessere del nostro cane. Occorre, dunque, offrire al nostro levriero un’ampia e specifica varietà di esperienze e di attività ludiche che gli permettano di esprimere in maniera armonica e prosociale il suo corredo motivazionale e di evitare sia stati di noia e di demotivazione, che continue frustrazioni delle sue motivazioni prevalenti.

Bibliografia

Pedagogia cinofila. Introduzione all’approccio cognitivo zooantropologico, Marchesini Roberto