L’approccio, l’incrocio e l’interazione con altri cani
Ogni giorno, insieme al nostro compagno a quattro zampe facciamo esperienza di molteplici incontri con altre coppie uomo-cane. Affinché queste esperienze socio-relazionali possano essere positive e accrescitive, dobbiamo impegnarci a viverle assumendo il ruolo di proprietari-mediatori dei tempi e delle modalità di approccio e garanti di corrette e complete espressioni […]
Ogni giorno, insieme al nostro compagno a quattro zampe facciamo esperienza di molteplici incontri con altre coppie uomo-cane. Affinché queste esperienze socio-relazionali possano essere positive e accrescitive, dobbiamo impegnarci a viverle assumendo il ruolo di proprietari-mediatori dei tempi e delle modalità di approccio e garanti di corrette e complete espressioni dei rituali di presentazione.
Soprattutto per coloro che abitano in città, le interazioni intraspecifiche avvengono in spazi molto ristretti e spesso affollati: ciò potrebbe minare il benessere psico-fisico del nostro cane, che vede continuamente violato sia da umani che da conspecifici il suo “spazio di sicurezza”.
L’ampiezza della “bolla” di sicurezza all’interno della quale il nostro cane si sente a suo agio è soggettiva e le invasioni di quest’area provocano l’espressione di differenti comportamenti: curiosità, paura, allerta, gioia, predatorietà, assertività…
Per questo motivo dobbiamo imparare a leggere i segnali del nostro cane e porci come mediatori e garanti del rispetto delle distanze e della corretta e adeguata espressione dei rituali socio-relazionali, nonché, talvolta, anticipare e conseguentemente evitare l’espressione di comportamenti eccessivi, sgradevoli o problematici, quali per esempio la predatorietà verso soggetti di piccole dimensioni o l’assertività verso soggetti dello stesso sesso o l’alterazione impropria del livello di attivazione emozionale del nostro cane provocato dal sovraffollamento.
Per essere mediatori accreditati, dovremo affrontare la quotidianità nella piena consapevolezza dei diversi significati attribuibili agli spazi a seconda del contesto:
- accorciare lo spazio tra noi e il nostro cane può assumere un valore interattivo di collaborazione e alleanza;
- allontanarsi e lasciare spazio a due cani che si stanno confrontando ha il valore di distendere o decomprimere la situazione dalle tensioni e spesso evita gli scontri che si scatenano in conseguenza all’interruzione del rituale in corso causata dall’intervento umano improprio;
- prendere spazio dal nostro cane che si sta relazionando positivamente, gli consente di implementare le sue conoscenze e le sue competenze relazionali.
Alla luce di quanto sopra specificato, potremo accompagnare il nostro cane negli incroci al guinzaglio con altri cani, suggerendogli di percorrere una curva sufficientemente ampia da essere percepita come un vero e proprio segnale calmante da inviare all’altro cane, con il quale potrà così compiersi una interazione adeguata ed equilibrata che si esprimerà probabilmente con l’annusarsi reciproco dei posteriori, per poi riprendere il proprio cammino.
Per completarci quali proprietari attenti e responsabili, dobbiamo dare al nostro cane la possibilità di esprimersi in modo chiaro e adeguato sia nelle posture che nelle prossemiche: ciò è possibile avvalendoci dell’ausilio di adeguati strumenti per la passeggiata, quali una pettorina ad ‘H’, che consente al nostro cane di assumere le posture corrette e un guinzaglio fisso di almeno 2 metri, che consente al nostro cane di muoversi adeguatamente negli spazi e assumere le prossemiche adeguate.
Per sintetizzare, possiamo affermare che, per coordinare un incrocio, un approccio e un’interazione con altri cani, è indispensabile:
- in base a quanto ci comunica il nostro cane, valutare sempre se opportuno, necessario e gradito al nostro cane l’incontro con l’altro soggetto che ci si propone;
- favorire un’adeguata comunicazione intraspecifica, grazie all’utilizzo di adeguati strumenti quali la pettorina ad ‘H’, che permette al nostro cane di assumere posture chiare e adeguate, e il guinzaglio di almeno 2 metri, che permette al nostro cane e a noi di effettuare liberamente degli spostamenti nello spazio a disposizione al fine di assumere prossemiche adeguate senza causare impropri e sgradevoli strattonamenti;
- gestire adeguatamente le traiettorie, rispettare le distanze e gli spazi in modo da assegnare a questi ultimi il corretto significato;
- rispettare i tempi di interazione, affinché tutti i rituali possano essere espressi in modo adeguato e completo, soprattutto se in libertà;
- scandire i tempi di interazione e riposo al fine di evitare potenziali comportamenti eccessivi.
Una gestione adeguata del nostro levriero nell’incrocio, nell’approccio e nell’interazione con gli altri cani ci permetterà di garantirgli benessere psicofisico e profonda integrazione.
Sabrina Stradiotti, educatore e istruttore cinofilo – operatore di Pet-Therapy e didattica con Approccio Cognitivo Zooantropologico