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Archivio Legacy

L’ansia da Separazione

1 novembre 2013Articolo originale →

A cura della d.ssa Federica Manunta, medico veterinario comportamentalista, educatore e istruttore cinofilo SIUA. Uno dei problemi maggiormente lamentati da chi adotta un cane, cucciolo o adulto che sia, è l’impossibilità di lasciarlo da solo. Tale incapacità del cane si può manifestare con una sintomatologia molto varia che và da uggiolii, […]

A cura della d.ssa Federica Manunta, medico veterinario comportamentalista, educatore e istruttore cinofilo SIUA.

Uno dei problemi maggiormente lamentati da chi adotta un cane, cucciolo o adulto che sia, è l’impossibilità di lasciarlo da solo. Tale incapacità del cane si può manifestare con una sintomatologia molto varia che và da uggiolii, ululati fino a latrati, gravi distruzioni in casa, eliminazioni inappropriate di feci e/o urine, autotraumatismi.

Tali problematiche vengono spesso incasellate, anche in modo superficiale, nell’ansia da separazione, ma la pratica quotidiana ci insegna che pochi sono i soggetti veramente ascrivibili a questa patologia. Molti sono cani sani che hanno difficoltà nello stare da soli perchè non hanno o non hanno ancora acquisito questa competenza.

La cosa pi opportuna da fare sarà di rivolgersi ad uno specialista che sappia dirci se il nostro cane sia affetto o meno da una patologia comportamentale ed in entrambi i casi ci dia gli strumenti per affrontare un problema che comunque è presente. Spesso si è portati a sottovalutare la questione pensando che si risolverà con il tempo, magari mettendo in pratica consigli di amici/parenti che non hanno alcun riscontro scientifico.

Il rischio in questi casi è di aggravare le difficoltà del nostro cane rendendo più difficoltoso un ipotetico recupero successivo.

Ma che cosa fare e non fare in attesa di una visita coportamentale?

1) EVITARE DI LASCIARE IL CANE DA SOLO; se abbiamo un lavoro che ci permette di portarlo con noi proveremo a farlo, se questa soluzione non è attuabile chiederemo aiuto al resto della famiglia e ad amici/parenti/dog-sitter, in modo da evitare al minimo i momenti di solitudine.

2) EVITARE QUALSIASI TIPO DI PUNIZIONE A POSTERIORI; non ottengono il risultato sperato anzi hanno il potere di aggravare lo stato del nostro cane. Sarà indispensabile, a tal riguardo, uscire dalla concezione per cui il cane si comporta “male” per farci un dispetto per averlo lasciato solo.

I comportamenti messi in atto sono frutto di un grave malessere nel quale il soggetto perde qualsiasi autocontrollo come se vivesse una crisi di panico e quindi non è responsabile degli atti che compie ma vittima lui stesso.

Potremmo invece pensare di filmare il cane in nostra assenza, questo aiuterà noi, rivedendo i filmati, a comprendere il suo malessere e aiuterà il comportamentalista ad avere un quadro più completo dei sintomi.

3) EVITARE DI SOSTARE FUORI DALLA PORTA DI CASA. Loro sanno benissimo che siamo lì, hanno un olfatto che funziona benissimo e quindi non riusciremo ad imbrogliarli. In generale evitate di imbrogliare i vostri cani, ci riuscirete forse la prima volta ma potreste minare la fiducia che ripongono in voi, e se veramente siete per loro la figura di riferimento potreste farlo precipitare in un importante aggravamento della sua condizione psicologica.