La vita dopo le corse non è poi così male. Bah chiedetelo ai 20 mila greyhound che muoiono ogni anno
Quando parliamo di propaganda ad opera dell’Irish Greyhound Board (IGB), l’ente che gestisce il business delle corse in Irlanda, intendiamo proprio questo, ovvero IGB investe dei soldi nelle adozioni esclusivamente perchè si parli bene del loro programma e del loro sistema. Le poche adozioni coprono le migliaia di orrori solo […]
Quando parliamo di propaganda ad opera dell’Irish Greyhound Board (IGB), l’ente che gestisce il business delle corse in Irlanda, intendiamo proprio questo, ovvero IGB investe dei soldi nelle adozioni esclusivamente perchè si parli bene del loro programma e del loro sistema.
Le poche adozioni coprono le migliaia di orrori solo se vengono ben sponsorizzate, in sostanza se si pubblicano e pubblicizzano le foto dei cani felici nelle loro nuove famiglie e si omette di denunciare sui propri siti web e pagine Facebook i crimini, i maltrattamenti e le decine di migliaia di greyhound che vengono uccisi ogni anno dall’industria delle corse. Le foto dei pochi fortunati adottati coprono e omettono le foto delle fosse comuni, dei cani maltrattati e uccisi.
Riportiamo la traduzione ad opera di Francesca Ianniello dell’articolo di Independent.ie Digital Edition,
LA VITA DOPO LE CORSE NON E’ POI COSI’ MALE
I greyhound che lasciano alle loro spalle la carriera in pista, trovano una nuova collocazione come animali da compagnia, in famiglie ben lontane dalle piste nelle quali si erano fatti un nome.
Seguendo le procedure del programma di Irish Greyhound Board (IGB) di adozione dei greyhound ritirati, ieri 30 cani hanno lasciato le loro “famiglie” irlandesi per andare nelle loro case in Italia dove saranno tenuti come pets, animali d’affezione.
L’ente corse desidera si sappia in Irlanda e altrove che i greyhound – una volta finita la loro carriera, dopo essere stati sterilizzati ed opportunamente nutriti con cibi diversi da quelli di quando sono in attività – sono animali fantastici, amorevoli e sereni, perfetti per stare in famiglia.
Alcuni trovano casa qui (in Irlanda), ma altri vengono mandati in altri paesi europei dove trascorreranno le loro vite tranquilli. “Odio lasciarli andare via” ha detto ieri Justine Stanton di Ballingarry, Co Tipperary, mentre salutava Lily’s Quest e Prince of Passion.
“La sola ragione per la quale accettiamo di lasciarli andare è che sappiamo che andranno in case fantastiche, nelle quali avranno attente cure 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Anche noi abbiamo a casa due greyhound in pensione ma non possiamo tenerli tutti.”
Entro pochi giorni Justine e suo marito Ger avranno notizie dei loro cani via internet e potranno rendersi conto di come vengono ben trattati. Costa circa 200 euro far arrivare in Italia un cane, circa la metà del trasporto è pagata dal Greyhound Adoption Program of Italy (GACI), l’agenzia incaricata di trovare nuove case ai greyhound a fine carriera.
Il resto del viaggio è pagato dal Retired Greyhound Trust (RGT), un fondo benefico finanziato da trattenute effettuate sulle vincite in denaro dei greyhound che ancora corrono in Irlanda.
L’addetto al welfare di IGB, il Sig. Barry Coleman ci informa che quello di questa settimana è il 6° carico di circa 30 greyhound che ha lasciato l’Irlanda quest’anno e il programma è in atto dalla metà degli anni ’90.
“Sono cani fantastici come compagni, proveremo a far cambiare la mentalità e la percezione che invece ha di loro la gente qui. Chiunque abbia un greyhound come cane di famiglia, può garantire”.
Link all’articolo originale: life-after-the-greyhound-track-not-so-ruff Fonte di questo articolo: Greyhound: la verità dietro le piste © Riproduzione riservata