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Archivio Legacy

“La vita dopo l’abbandono” a firma di Federica Sangaletti

Per un momento proviamo ad immaginare di essere nati in una famiglia nella quale abbiamo vissuto situazioni spiacevoli … una famiglia piena di difetti, una famiglia “sbagliata” inopportuna, scorretta, che in brevi momenti, ti concedeva di fare quello per cui eri portato e che ti appassionava. Ad un certo punto […]

Per un momento proviamo ad immaginare di essere nati in una famiglia nella quale abbiamo vissuto situazioni spiacevoli … una famiglia piena di difetti, una famiglia “sbagliata” inopportuna, scorretta, che in brevi momenti, ti concedeva di fare quello per cui eri portato e che ti appassionava.

Ad un certo punto la nostra famiglia senza alcuna spiegazione decide di abbandonarci lasciandoci in balia di un grosso shock. State pensando a come vi sentireste? Spezzati o terribilmente frustrati e tristi.

I levrieri come altri cani che subiscono questo trattamento inaspettato, con tutta probabilità sentono queste emozioni e lo stesso caos emotivo.

Sappiamo che i cani amano il loro gruppo sociale fatto di altri cani, animali o persone e che rappresenta un punto di riferimento, la loro certezza a volte l’unica.

Quando subiamo l’abbandono la sensazione è che venga minata la nostra sicurezza personale, e per un attimo la nostra identità viene messa a soqquadro.

Con tutta probabilità potremmo supporre che la sensazione dell’evento che travolge questi cani, potrebbe avvicinarsi a quella che nasce da una domanda che noi ci porremmo: ”cosa ho fatto perché la mia famiglia si sia voluta separare da me”?

Guardiamo ora l’abbandono da un’altra prospettiva … mentre noi possiamo fare delle elaborazioni consapevoli e mettere in discussione l’agito della nostra famiglia, il cane non lo può fare. Noi abbiamo l’opportunità di concederci un periodo di tempo per attraversare il lutto, il cane…NO.

L’unione con il suo gruppo sociale è semplicemente andato in frantumi, e con esso le proprie certezze.

Ed ecco che arriviamo noi adottanti, ci presentiamo e diventiamo la sua famiglia. Nella nostra casa non arriva “solo” un cane che portava i traumi di una vita difficile, di una vita di sfruttamento, ma arriva un essere che porta le ferite di un lutto.

Così questi cani sono disorientati e manifestano una tristezza che spesso non comprendiamo.

Penso che nessuno degli adottanti faccia mancare qualcosa a questi esseri preziosi e delicati, l’affetto espresso in mille modi e con mille attenzioni, il desiderio e la volontà nel soddisfare ogni loro bisogno, tutto come fossero quasi dei figli, ma… spesso ci troviamo disorientati di fronte ad un cane che nonostante tutto questo amore, per giorni, mesi…e a volte anni manifesta dei disagi e non ce ne capacitiamo.

“Il nostro cane è strano, non riesce a stare solo, non sembra essere interessato a noi, è arrabbiato con il mondo, non si lascia avvicinare…ha uno sguardo triste, ecc …”

Quanti di noi hanno vissuto un lutto importante…un distacco disperato, una sofferenza che nessuno poteva comprendere?

In questo periodo di elaborazione come ci siamo sentiti? E quanto tempo c’è voluto per elaborare questa ferita?

Ognuno ha tempi diversi e sicuramente i cani come sempre, hanno una marcia in più grazie alla loro innata capacità nel vivere nel qui e ora. Questa capacità è la loro forza è la spinta che possiedono per poter voltare pagina.

E’ normale essere vulnerabili dopo un abbandono, quindi è importante rispettare i loro tempi, avere tanta pazienza, poche pretese e offrire tante certezze.

Per il nostro nuovo amico, vuol dire ricomincia da capo subito, con i nostri tempi, noi siamo la sua famiglia …un’altra famiglia. Ecco cosa significa per il nostro cane arrivare da noi.

Salviamo un cane da un destino terribile e a volte dobbiamo curare le ferite sulla sua pelle… ma le ferite del cuore sono più profonde. Sappiamo curare le ferite del cuore?

Accompagniamoli nella nostra vita in punta di piedi, impegniamoci a capire il loro linguaggio perché dove c’è comprensione c’è amore, e la nostra comprensione li aiuterà a superare questi momenti, ed averli adottati diventerà l’occasione per diventare persone altruiste, compassionevoli, pazienti…per ritrovare tutte quelle qualità che ci lasciamo rapinare da questa società individualista .

Federica Sangaletti Fonte: http://4zampearcobaleno.com