La poesia di Marta Navarro García contro le crudeltà a danno dei galgo in Spagna
La straziante voce e richiesta di aiuto del galgo, raccolta in una poesia

Nonostante all’art. 3 della DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’ANIMALE (Unesco, Parigi, 15 ottobre 1978) si proclami che “Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli” in Spagna si continuano a perpetrare inimmaginabili crudeltà nei confronti dei galgo.


La straziante voce e richiesta di aiuto, raccolta in una poesia :
DENTRO LA CANTINA
Di: Marta Navarro García
Dentro la cantina l’aria si rompe, urla, geme, scompare.
Proprio come noi, che a fine stagione
diventiamo ossa in gabbia,
rumore di corde,
fame e freddo della Spagna.
Scusate, non mi sono ancora presentato.
Sono uno delle migliaia di cani da caccia
che ogni febbraio diventano
una statistica di abbandono,
oblio e infamia.
Dentro la cella non esistiamo,
chi ci abbandona lo sa bene.
Dalla nascita alla morte
apparteniamo a quei cimiteri itineranti
chiamati cacciatori.
Apparteniamo a coloro che si sbarazzano di noi
quando non hanno più bisogno di noi.
Nella prigione, nella corda, nella fame e nel freddo,
siamo invisibili.
Ma, amici, amici, non esistiamo nemmeno fuori dal canile,
lo sa bene chi legifera discriminandoci
da quegli altri cani che vivono in casa.
Quel filo crudele che unisce cacciatori e legislatori
ci condanna ancora una volta all’abuso, alla morte.
Ci abbandonano nella prigione
e ci abbandonano in trattative infruttuose
dove siamo un pezzo degli scacchi sacrificato.
Una legge che discrimina tra alcuni cani e altri
è una legge crudele e ingiusta.
E una legge ingiusta non è una legge.
Smettiamola di chiamare legge di protezione ciò che non ci tutela.
Chiamatelo un trofeo politico,
una trappola per vendere fumo,
un fallimento addolcito con sciroppo di abusi.
Ci abbandonano in cantina,
ci abbandonano in Parlamento,
nel XXI secolo continuano ad abbandonarci.
Ma resisteremo,
perché un giorno questo Paese sarà degno
di tutti i cani del mondo,
senza distinzione.
Stessi cani, stessa legge!