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La conferenza mondiale dell’antiracing Greyhounds Around the Globe, cui abbiamo partecipato.

20 ottobre 2016Articolo originale →

Riportiamo la traduzione in italiano del comunicato ufficiale sulla Conferenza mondiale del movimento antiracing, che si è tenuta il week end scorso in Florida, organizzata da Grey2K USA Worldwide, cui ha partecipato anche la nostra associazione, nella figura del suo presidente Stefania Traini, che era uno dei relatori. Cari Amici, […]

Riportiamo la traduzione in italiano del comunicato ufficiale sulla Conferenza mondiale del movimento antiracing, che si è tenuta il week end scorso in Florida, organizzata da Grey2K USA Worldwide, cui ha partecipato anche la nostra associazione, nella figura del suo presidente Stefania Traini, che era uno dei relatori.

Cari Amici,

questo weekend la Contea di Palm Beach diventerà il centro dell’impegno globale per porre fine al greyhound racing. Due dozzine dei più importanti esperti di tutela animale provenienti da tutto il mondo si riuniranno a Delray Beach per partecipare alla prima conferenza internazionale dei sostenitori dei greyhound, Greyhounds Around the Globe.

Attualmente il dog racing commerciale si svolge in 146 cinodromi situati in otto nazioni. In queste strutture i greyhound subiscono abitualmente infortuni gravi come fratture delle ossa, del collo, lussazioni, strappi muscolari e paralisi. Alcuni cani muoiono durante le corse, mentre altri vengono soppressi a causa della gravità delle loro ferite, o semplicemente perché non vincendo il loro valore di racer diminuisce. Dal 2008 negli Stati Uniti sono stati documentati più di 12.000 incidenti, e in Florida un greyhound da corsa muore in media ogni tre giorni.

Nel Nuovo Galles del Sud, in Australia, in una recente relazione del governo si parla di 39 cani uccisi durante le corse in soli due mesi, e che negli ultimi 12 anni sarebbero stati uccisi il 70% di tutti i greyhound da corsa allevati, tra cuccioli e racer mancati. Al Canidrome di Macau, l’unico cinodromo legale in Cina, i greyhound non hanno quasi assistenza veterinaria e vengono uccisi sistematicamente ad una media di 30 al mese. Poiché non esiste alcun programma di adozione nessun cane ne esce vivo. Negli altri paesi quali Gran Bretagna, Messico, Irlanda, Vietnam e Nuova Zelanda, i dati statistici non vengono ancora divulgati pubblicamente, per cui il numero degli incidenti e delle soppressioni resta un segreto dell’industria. 

Per combattere quest’industria così cruenta è nato un movimento mondiale che sta gradualmente vincendo. Singoli sostenitori dei diritti dei greyhound hanno unito le forze con associazioni di tutela animale come  The Humane Society of the United States, RSPCA Australia, Animals Australia, Animals Asia, Anima Macau, l’inglese RSPCA (ente protezione animale) e l’ASPCA. Questa coalizione sta lottando per l’eliminazione progressiva del dog racing commerciale, sostenendo contemporaneamente proposte chiave di riforma dell’industria.

Proprio l’anno scorso abbiamo ottenuto delle vittorie fantastiche. Nel mese di maggio l’Arizona è diventato il 40° stato americano a vietare il greyhound racing. In agosto il più grande stato australiano, il Nuovo Galles del Sud, ha votato per proibire il dog racing. Nonostante il governo abbia poi deciso di concedere ad un piccolo retaggio dell’industria di sopravvivere temporaneamente, dozzine di cinodromi risultano ancora destinati a chiudere. Sempre nel mese di agosto è stato annunciato che l’ultimo cinodromo di Londra, lo storico Wimbledon Stadium, verrà chiuso definitivamente. Nel frattempo il Canidrome di Macau è in procinto di chiudere, dopo che il governo ha rifiutato di estendere ulteriormente l’affitto del terreno su cui sorge. 

La Florida è diventato l’epicentro di questa battaglia globale, ed anche qui i sostenitori dei diritti dei greyhound hanno iniziato a conquistare delle vittorie. Nel mese di marzo i legislatori hanno approvato un budget a condizione che il Ministero degli Affari divulghi pubblicamente per la prima volta i dati sugli infortuni ai greyhound. Quest’estate i cani hanno vinto ancora quando i Commissari della Contea di Seminole hanno approvato il Greyhound Protection Act, un’iniziativa locale voluta dai cittadini per ottenere la pubblicazione delle informazioni sugli incidenti e sul destino dei cani da corsa, e per colmare una lacuna normativa secondo cui i greyhound erano l’unica razza esentata dall’obbligo di autorizzazioni da parte della Contea e da controlli.

Ci rendiamo conto del fatto che la nostra storica conferenza avrà luogo a sole venti miglia dal Kennel Club di Palm Beach, il cinodromo più importante al mondo. A suo merito Palm Beach ha rivolto la sua attenzione verso alcune problematiche di tutela, annunciando recentemente una serie di eventi pro-adozione previsti ad ottobre. Tuttavia non è immune dalla cultura del maltrattamento che caratterizza tutta l’industria del greyhound racing. Secondo i dati pubblici, dal 2013 al cinodromo di Palm Beach sono morti almeno 25 cani. Per garantire un approvvigionamento sicuro di racer, centinaia di greyhound sono costretti a vivere rinchiusi per molte ore al giorno in gabbie grandi a malapena per stare in piedi o muoversi. 

Al termine della nostra conferenza, la nostra coalizione invierà una lettera ai capi di stato degli otto paesi che ospitano ancora cinodromi. Li esorteremo a sostenere una legislazione che metta fine al greyhound racing, dicendo loro che i cani meritano di meglio. È tempo di far finire questa crudeltà in Florida, lo stato dove tutto è iniziato, e nel resto del mondo.

Per i greyhound,

Carey Theil Amministratore GREY2K USA

Christine A. Dorchak, Presidente GREY2K USA

Ps: puoi ancora contribuire a rendere un successo la nostra conferenza Greyhounds Around the Globe! Fai una donazione per sostenere la nostra attuale missione.

Articolo originale: http://grey2kusa.org/eNEWS/G2K-101416-GreyGlobe.html