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La BBC: “In Scozia si rinnova la richiesta di vietare il greyhound racing”

“The Nine” il notiziario di punta del canale scozzese della BBC ha portato all’attenzione del grande pubblico la questione della crudeltà del greyhound racing nel Regno Unito, un settore dell’industria multimilionaria del gioco d’azzardo, che causa sfruttamento, sofferenza e morta a migliaia di greyhound ogni anno. L’attenzione che i mass media […]

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Campaigners are calling for greyhound racing to be banned

“The Nine” il notiziario di punta del canale scozzese della BBC ha portato all’attenzione del grande pubblico la questione della crudeltà del greyhound racing nel Regno Unito, un settore dell’industria multimilionaria del gioco d’azzardo, che causa sfruttamento, sofferenza e morta a migliaia di greyhound ogni anno. 

L’attenzione che i mass media stanno sempre più dedicando ad esporre dati, fatti, argomentazioni che motivano l’urgenza di vietare il greyhound racing in UK è anche l’esito dello straordinario lavoro che il movimento antiracing inglese sta facendo da tantissimi anni. 

Complimenti all’associazione antiracing scozzese Scotland Against Greyhound Exploitation – SAGE per il lavoro di sensibilizzazione che sta facendo in Scozia e per aver ottenuto l’attenzione sul programma di punta della BBC scozzese. 
Di seguito il servizio tv. 

https://www.facebook.com/sagegreyhounds/videos/1087020671495756/?__tn__=%2Cd%2CP-R&eid=ARCu0OoWbyGdolczwYusnGpo1Ou8RszFt-SMdB6vKOIeUMIEmQBSv20b1H_0ScJMIIE360_j2g5V5FWG

 

Di seguito la traduzione dell’articolo sul servizio andato in onda pubblicato sul sito della BBC. 

In Scozia si rinnova la richiesta di vietare il greyhound racing

di Connor Gillies “The Nine reporter

18 giugno 2019

Secondo gli attivisti il greyhound racing è “obsoleto e crudele”, e non ha ragione di esistere nella moderna Scozia.

Si è intensificata la richiesta di vietare questo sport dopo la pubblicazione dei dati statistici relativi al Regno Unito che hanno mostrato come lo scorso anno nell’industria del racing siano morti quasi 1000 cani.

L’ente corse, il Greyhound Board of Great Britain (GBGB), ha insistito sul fatto che quei numeri rappresentano solo una minima parte della partecipazione complessiva.

Settimanalmente vengono organizzate manifestazioni di protesta davanti allo Shawfield Stadium di Glasgow.

Il greyhound racing fa parte dell’industria multimilionaria del gioco d’azzardo e in Gran Bretagna viene visto ogni anno da centinaia di migliaia di persone.

A marzo 2018 il GBGB ha lanciato il “Greyhound Commitment”(“L’Impegno verso i Greyhound”) di cui si diceva che avrebbe fissato le proprie aspettative su come lo sport e l’industria avrebbero dovuto essere gestiti “mettendo il benessere animale al primo posto”.

Sono stati pubblicati per la prima volta anche i dati sul numero di cani infortunati e soppressi in questo sport.

Adesso è disponibile a tutti anche la seconda serie di dati annualiche mostrano gli infortuni e i decessi nel 2018.

Lo scorso anno nel Regno Unito sono morti in tutto 932 greyhound, di cui 242 a bordo pista.

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Protests are held every Saturday evening outside Shawfield Stadium

Al termine della loro carriera da racer, sono stati “addormentati” anche centinaia di altri cani da corsa. Le motivazioni erano diverse e includevano i costi troppo elevanti per il mantenimento, la mancanza di famiglie adottive o l’inadeguatezza del cane all’affidamento.

104 cani sono deceduti per malattie terminali, cause naturali o altre ragioni, e 72 sono state le morti improvvise.

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Shawfield Stadium in Glasgow is Scotland’s only registered greyhound racing track

I dati mostrano anche che lo scorso anno si sono infortunati ben 4963 greyhound.

L’unico cinodromo registrato in Scozia è lo Shawfield a Glasgow.

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Protesters want to raise awareness about the negative effects they say racing has on the animals that take part

Gill Docherty, che organizza un sit-in di protesta ogni sabato sera, ha detto alla programma The Nine della BBC: “Il greyhound racing è qualcosa che dovrebbe rimanere confinato nei libri di storia in Scozia e nel Regno Unito”. “E’ obsoleto, crudele e causa la morte di migliaia di cani. Pensiamo che non abbia più ragione di esistere nel nostro paese”.“La nostra è una protesta assolutamente pacifica. Offriamo i nostri opuscoli informativi a chi entra nello stadio, mentre noi restiamo fuori con i nostri cartelli. Se qualcuno vuole unirsi a noi è il benvenuto”. Ha aggiunto: “Veniamo qui da due anni e mezzo e il sostegno che riceviamo dalla gente è enorme”.

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Mark Bird from the GBGB said the industry was working to reduce the number of injuries and deaths

Il GBGB sottolinea il fatto che nel 2018 sono rimasti nell’ambiente dell’industria o stati affidati con successo a famiglie l’87,9% dei greyhound ex racer, grazie anche all’aiuto di associazioni di volontariato.

Per la maggior parte delle persone una sola morte è inaccettabile, ma si tratta di cani da lavoro, fanno parte dell’intrattenimento come i cavalli nell’ippica” ha detto Mark Bird, amministratore delegato del GBGB.

Ha aggiunto: “Ci sforzeremo sempre di ridurre questi numeri al minimo”.

Il GBGB ha dichiarato che sono già stati fatti dei progressi e il suo “impegno” a migliorare gli standard di tutela animale prevede anche lo stanziamento di fondi per aiutare i proprietari dei cani a sostenere le spese veterinarie. Hanno aggiunto anche che le persone giovani che si avvicinano al dog racing verranno addestrate sulle modalità di cura e gestione dei greyhound da corsa.

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Un’altra attivista scozzese, Yasmin Taylor, ha detto di essere molto preoccupata per gli infortuni subiti da alcuni cani coinvolti dall’industria.

“Ho avuto un greyhound ex racer salvato dall’industria che ne è uscito in condizioni orribili”. “Aveva quasi tutti i denti talmente danneggiati che siamo stati costretti ad asportarli. Aveva ferite non curate e so bene come sono costretti a vivere questi cani”. “Il dog racing è stato vietato in così tanti paesi, perché non qui?”

Rispondendo alle problematiche sollevate dagli attivisti, il Sig. Bird ha aggiunto: “lo scorso anno hanno gareggiato 6000 cani in più rispetto al 2017, per cui la percentuale di infortuni è aumentata solo dello 0,1%. Non è così male come qualcuno vorrebbe intendere”. “Quello che stiamo cercando di fare è ridurre questi incidenti anno dopo anno”.

Articolo originale: 
https://www.bbc.com/news/uk-scotland


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