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Indipendent.ie – “In Irlanda il greyhound è sotto pressione”

9 novembre 2016Articolo originale →

In Irlanda il greyhound racing è sotto pressione Di Pete Wedderburn Pubblicato su Indipendent.ie il 10/09/2016 | 00:00 Il grehound racing è sotto pressione a livello globale. Nel Nuovo Galles del Sud il greyhound racing è appena stato vietato, e presto lo sarà anche nel Territorio della Capitale Australiana (territorio […]

In Irlanda il greyhound racing è sotto pressione Di Pete Wedderburn Pubblicato su Indipendent.ie il 10/09/2016 | 00:00

Il grehound racing è sotto pressione a livello globale.

Nel Nuovo Galles del Sud il greyhound racing è appena stato vietato, e presto lo sarà anche nel Territorio della Capitale Australiana (territorio federale dell’Australia, diretta dipendenza del governo federale). So che questo fatto sorprenderà molte persone. Dopo tutto, cosa c’è di sbagliato nel greyhound racing? Tanta gente si diverte a trascorrere una serata al cinodromo, guardando animali forti e sani dare sfoggio delle loro capacità atletiche. Non sono solo pochi cani che corrono in pista? Che differenza c’è dall’ippica? O con l’agility dog, dove i cani corrono all’interno di un percorso ad ostacoli? Perché dovrebbe esser vietato ovunque?

La risposta a questa domanda è semplice: è a causa di quello che accade dietro le quinte.

Il team di una televisione australiana ha girato di nascosto un filmato sulle tecniche di addestramento dei greyhound. Hanno scoperto prove schiaccianti di maltrattamenti animali sufficienti per convincere i parlamentari a decidere che il greyhound racing non deve più esistere nella società civilizzata odierna.

La tecnica di addestramento violento è conosciuta come “live baiting” (uso di prede vive). È basata sul presupposto discutibile secondo cui un greyhound correrebbe più veloce in gara se viene prima “battezzato/marchiato col sangue”, cioè istigato a cacciare e uccidere una preda viva. In pista infatti i greyhound corrono dietro ad una lepre meccanica, una sorta di simil giocattolo di peluche attaccato ad un binario che circonda la pista in cui corrono i cani. Quando i greyhound vengono addestrati nell’uso di prede vive solitamente si lega un animale vivo (lepri, maialini, gatti o opossum) ad un pezzo di legno, per usarlo al posto della lepre meccanica. La sfortunata preda si mette a strillare quando viene inseguita e poi attaccata dai greyhound. All’inizio i cani indossano la museruola e sono quindi impossibilitati ad uccidere la preda, ma poi viene tolta consentendo loro di catturarla e sbranarla.

L’uso di prede vive è considerato un grave maltrattamento animale, e pertanto è illegale.

In Australia sono stati video-intervistati diversi addestratori importanti su questa pratica e, com’era prevedibile, l’hanno condannata tutti. Tuttavia un gruppo animalista è riuscito, usando videocamere nascoste, a girare un filmato in cui gli stessi addestratori dichiaratisi contrari, utilizzavano poi prede vive nei lori allenamenti. È stato grazie a questo video, ed al contrasto tra le dichiarazioni pubbliche rilasciate e le azioni svolte in privato che si è arrivati alla messa al bando di questo sport.

È emerso infatti che almeno il 20% degli addestratori erano coinvolti nell’uso di prede vive, e anche se il restante 80% non usava questo metodo ne era comunque a conoscenza, pertanto sono considerati complici, avendo mantenuto il silenzio su ciò che accadeva. Dopo la messa in onda del filmato nel corso di un programma televisivo, un’inchiesta del governo ha indagato sul greyhound racing nel Nuovo Galles del Sud, arrivando a due importanti conclusioni. La prima è che l’uso di prede vive è già abbastanza grave di per sé. La seconda è che la percentuale di sovraproduzione e di decessi è fonte di grande preoccupazione. Negli ultimi 12 anni quasi 5000 greyhound sani sono stati uccisi perché non erano dei campioni. Le conclusioni dell’inchiesta governativa hanno portato a votare il divieto di questo sport.

Anche prima della messa al bando in Australia, il greyhound racing era già sotto pressione in tutto il mondo. Attualmente è legale solo in 8 paesi (Irlanda, Regno Unito, Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Cina, Vietnam e Messico), ed è in crisi soprattutto in Irlanda dove i guadagni dei cinodromi derivanti dalle scommesse sono calati del 50% negli ultimi 5 anni. Oggigiorno i giovani non sono interessati a questo sport ed hanno altri passatempi, inoltre le scommesse online hanno surclassato l’abitudine di assistere alle corse dal vivo, per questo la frequentazione dei cinodromi è in calo.

Anche se non ci sono prove documentate che l’uso di prede vive per addestrare i greyhound sia diffuso anche in Irlanda, le associazione animaliste sostengono che le stesse critiche mosse all’industria australiana valgono anche qui.

In particolare è scioccante la cosiddetta “percentuale di perdite”. Si stima che ogni anno siano circa 10.000 i greyhound in sovrannumero rispetto alle richieste dell’industria, e solo 1200 di essi riescono a trovare casa. Ciò significa che l’88% di greyhound indesiderati scompare nel nulla, e si sospetta che molti di essi vengano uccisi illegalmente o soppressi per eutanasia. I gruppi di tutela animale chiedono che il problema dei greyhound in sovrannumero venga seguito da vicino, così da quantificare in modo accurato la portata della questione. Non è una cosa difficile da fare, in quanto i greyhound sono già tracciati individualmente nel corso di tutta la loro carriera di racer.

I più critici sostengono che i dettagli di quello che succede ai greyhound indesiderati vengano taciuti deliberatamente. Sicuramente il modo migliore per risolvere il problema è la massima trasparenza su quello che accade, se non ci sono problemi ovviamente. Ma se ci sono è necessario affrontarli, perché cercare di farli sparire ignorandoli non è più una risposta accettabile.

Nel 2016 il governo irlandese ha sostenuto l’industria del racing con una sovvenzione di 14,8 milioni di euro, più della metà dei 27 milioni destinati alle attività sportive umane.

Quando il denaro pubblico viene usato in questo modo da un ente parastatale, c’è l’obbligo di trasparenza e responsabilità verso i contribuenti. Dal mio punto di vista in quanto veterinario i problemi non dovrebbero più essere nascosti come polvere sotto al tappeto.

Se il greyhound racing continuerà a prosperare in Irlanda è necessaria una riforma seria. Fingal Independent

Articolo originale: independent.ie/regionals/fingalindependent/lifestyle/greyhound-racing-is-under-pressure-in-ireland