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INDIA, LA CORTE SUPREMA DICHIARA FUORI LEGGE IL JALLIKATTU

Dopo anni di investigazioni e proteste, l’OIPA India si unisce alla soddisfazione espressa dalla Peta India per la decisione comunicata dalla Corte Suprema del Paese nei giorni scorsi: vietato l’utilizzo di tori in tutte le performance, gli spettacoli e i festival, tra cui il terribile Jallikattu, la corrida indiana. Nel corso […]

Dopo anni di investigazioni e proteste, l’OIPA India si unisce alla soddisfazione espressa dalla Peta India per la decisione comunicata dalla Corte Suprema del Paese nei giorni scorsi: vietato l’utilizzo di tori in tutte le performance, gli spettacoli e i festival, tra cui il terribile Jallikattu, la corrida indiana.  Nel corso della manifestazione tutte le norme a tutela degli animali venivano infatti palesemente ignorate, le crudeltà e i maltrattamenti ai danni dei tori coinvolti erano innumerevoli e nel corso degli anni sono state numerose le morti sia tra gli animali coinvolti sia tra il pubblico.
“Non c’è niente di intellettuale o culturale nei combattimenti tra tori – ha dichiarato Naresh Kadian, responsabile dell’OIPA India – Così come l’India si è evoluta abolendo il Sati, i sacrifici umani e il matrimonio tra bambini, è giunto il momento di scrivere la parola fine anche per pratiche medioevali come queste”.
Peta ha condotto una dura campagna, sostenuta da celebri attori di Bollywood, contro l’uso di tori in questi eventi crudeli. Investigatori dell’organizzazione animalista hanno constatato che durante queste “corride” i tori terrorizzati sono volutamente disorientati, subiscono morsi e colpi di pungolo, pugnale o bastone chiodato, vengono usati come cavalcature e trascinati a terra.
Anche se il Ministero indiano dell’Ambiente e delle Foreste aveva già emesso un’ordinanza nel 2011, per vietare l’utilizzo dei tori, essa era praticamente ignorata nello Stato meridionale del Tamil Nadu dove il jallikattu è un’antica tradizione protetta per legge. La decisione della Corte Suprema annulla tra le altre anche quella legge del 2009.
L’India, per ragioni culturali che hanno radici antichissime, si conferma una dei Paesi più “animal friendly” del mondo. La Spagna, invece, ha chiesto l’inserimento della corrida nell’elenco del patrimonio immateriale dell’UNESCO. Fonte: nelcuore.org © Riproduzione riservata