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Archivio Legacy

In America, sarebbe ora di finirla con le corse dei greyhound!

18 febbraio 2015Articolo originale →

Di Matt Bershadker, Presidente e CEO di ASPCA e Christine A. Dorchak, Presidente di GREY2K USA Worldwide E’ sempre terribile vedere animali maltrattati e traditi per profitto, specialmente quando si tratta di attività lecite e giustificate come “sport”. Questa è la realtà delle gare dei greyhound ma il perché questo […]

Di Matt Bershadker, Presidente e CEO di ASPCA e Christine A. Dorchak, Presidente di  GREY2K USA Worldwide

E’ sempre terribile vedere animali maltrattati e traditi per profitto, specialmente quando si tratta di attività lecite e giustificate come “sport”.

Questa è la realtà delle gare dei greyhound ma il perché questo detestabile settore esista ancora costituisce una sfida non solo per i valori umani ma anche per il buon senso.

La crudeltà e l’orrore a cui sono sottoposti questi cani è indiscutibile,  questi i temi focalizzati dal  primo report nazionale sulle corse dei  greyhound, a cura di GREY2K USA  e della  American Society for the Prevention of Cruelty to Animals. Dopo più di 30 anni di ricerche, questo report rivela gli abusi scioccanti e continuativi che questi cani subiscono da parte di un settore poco regolamentato e in declino.

Le gare dei greyhound avvantaggiano un piccolo gruppo di allevatori crudeli a scapito di più di 10.000 levrieri che entrano nel settore delle corse ogni anno. Come  mostrano i dati del nostro report, questa attività antiquata e impopolare costa milioni di dollari al contribuente.

I levrieri da corsa sono tenuti per 20 o più ore al giorno in canili che sembrano magazzini. Per ridurre i costi, i cani sono alimentati con “raw meat “4-D” proveniente da  animali malati. Chiusi  in gabbie impilate, a malapena grandi abbastanza  per permettere loro di stare in piedi o girarsi,  i levrieri più grandi non possono nemmeno stare completamente eretti per gran parte della giornata.

Quando vengono liberati da questa prigione, la salute e la vita dei cani sono messe ancora di più in pericolo. Dal 2008, oltre 80.000 levrieri sono stati immessi nel circuito delle corse  e sono stati documentati quasi 12.000 casi di cani feriti, tra cui più di 3.000 le zampe rotte, oltre a colli spezzati, crani schiacciati, paralisi, convulsioni e morte per folgorazione.

Almeno 909 greyhound da corsa sono morti in quegli anni, 758 dei quali a causa di incidenti.  Solo in Florida – che si avvantaggia perché per legge ai cinodromi  non vengono richiesti dati relativi agli incidenti  – in media, muore un cane ogni tre giorni.

Le corse dei greyhound continuano in sette stati: Alabama, Arizona, Arkansas, Florida, Iowa, Texas e West Virginia e in ciascuno sono state certificate trascuratezza e crudeltà, compresi almeno 27 casi particolarmente gravi dal 2008. Un episodio particolarmente raccapricciante ha coinvolto l’addetto di un canile in Florida, che, quando la stagione agonistica si è conclusa, è andato via lasciando 42 levrieri a morire di fame, alcuni con la bocca chiusa con nastro adesivo.

Nel marzo del 2013, un levriero femmina di due anni è stata lasciata nella sua gabbia per quattro giorni dopo essersi rotta una zampa durante una gara di allenamento  nel cinodromo di  Wheeling in West Virginia. L’unico “trattamento” che ha ricevuto sono stati aspirina e un bendaggio di fortuna . Grazie ad un informatore anonimo, “Kiowa Dutch Girl” è stata trovata tremante e incapace di stare in piedi nella sua gabbia  e ha potuto ricevere  cure mediche. Entrambi gli allenatori sono fuggiti per  evitare il processo penale.

Questi episodi di crudeltà sfrenata e disprezzo ricordano alcune delle atrocità peggiori che l’uomo commette contro gli animali per il profitto – a esempio i combattimenti fra cani. Ma a differenza dei combattimenti, le corse di cani sono perfettamente  legali in questi sette Stati.

Si potrebbe  pensare che ci sia a livello  sociale una ragione incontestabile, anche se disumana,  per continuare  le  corse di levrieri in questi Stati. Ma non ne esiste nessuna.

Il pubblico non le vuole. Dal 2000, sia il numero di Stati dove le corse sono legali, sia il numero di cinodromi  in attività sono stati più che dimezzati, in gran parte perché il pubblico non può tollerare la crudeltà intrinseca a questa attività.

E neppure gli Stati le vogliono.  Spesso gli Stati spendono di più per disciplinare questo sport di quanto  ricevono in entrate. In Florida – dove ci sono più corse di greyhound  che in qualsiasi altro stato  – lo Stato perde tra 1 milione e 3 milioni dollari ogni anno per le corse di cani, perché i costi di regolamentazione superano i ricavi.

Non c’è da stupirsi se anche  i proprietari dei cinodromi,  stanchi di perdere soldi sulle corse che sono costose e mal frequentate,  vogliano uscire dal settore. Nella maggior parte di questi Stati, la legislazione  richiede a chi fa correre i cani  di farli comunque gareggiare anche senza pubblico. Per esempio, in Florida, 12 cinodromi hanno  perso 42 milioni di dollari tra giugno 2012 e novembre 2013. Nello stesso periodo, ogni cinodromo dello Stato ha perso soldi. Queste tattiche  hanno il solo obiettivo di  mantenere in attività gli allevatori e gli allenatori professionisti, senza alcun riguardo per il benessere degli animali o l’interesse del pubblico.

Gli allevatori e gli addestratori combattono molto duramente per proteggere i propri interessi, così questa attività aberrante continua. Ma potrebbe finire immediatamente se i governatori di questi sette Stati si attivassero con un’azione decisiva contro la crudeltà sugli animali, anche quando avviene in una situazione legale.

Articolo originale: its-way-past-time-to-end

Tradotto in italiano da Simonetta Pegorari che ringraziamo.

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