Il vero welfare è la fine dell’industria
In questi giorni circola su internet un articolo, (http://www.dailymail.co.uk/femail/article-3149761/My-darling-Feather-gone-callous-abuser-faced-justice-Jilly-Cooper-reveals-horrors-endured-beloved-pet-greyhound-adopted-him.html) in cui Jilly Cooper racconta i maltrattamenti subiti dal suo greyhound, Feather, abbandonato in autostrada con la museruola. In questo articolo si inneggia alla recente condanna, considerata la prima, di Paul Nolan per violazione all’Ireland’s Welfare of Greyhound Act
In questi giorni circola su internet un articolo, (http://www.dailymail.co.uk/femail/article-3149761/My-darling-Feather-gone-callous-abuser-faced-justice-Jilly-Cooper-reveals-horrors-endured-beloved-pet-greyhound-adopted-him.html) in cui Jilly Cooper racconta i maltrattamenti subiti dal suo greyhound, Feather, abbandonato in autostrada con la museruola.
In questo articolo si inneggia alla recente condanna, considerata la prima, di Paul Nolan per violazione all’Ireland’s Welfare of Greyhound Act 2011. In realtà la condanna di Nolan a 4.000 euro di multa, avvenuta per irregolarità nella gestione dei cani e per insufficiente alimentazione, non è stata la prima. Nel 2013 era già stato condannato alla strabiliante(!) multa di 800 euro un altro personaggio, John Corkery, per irregolarità amministrative legate alla cessione di due greyhound trovati cadaveri in una fossa presso Limerick.
Sempre nell’articolo si veicola l’idea che grazie a questa autoregolamentazione sarà possibile assicurare alla giustizia i proprietari crudeli che abbandonano i loro greyhound quando non sono più in grado di competere.
Questa è una favola: a fronte di due condanne in quattro anni, in tutto neanche 5000 euro, almeno 40.000 greyhound, 10.000 ogni anno sono “evaporati” in Irlanda. Svaniti nel nulla, la gran parte di loro prima ancora di entrare nel giro delle piste. Dove siano finiti non è dato sapere, forse sottoterra o in mare o nei fiumi, come il povero greyhound appena ritrovato nel fiume Foyle.
Il circuito RGT irlandese (Retired Greyhound Trust) che fa capo all’IGB, cioè all’ente corse, di cui si parla con ammirazione nell’articolo, salva ultimamente circa 400 greyhound all’anno.
Questa è la realtà dell’industria, del suo welfare, della sua ridicola autoregolamentazione: qualche capro espiatorio e qualche greyhound accasato, a fronte di decine di migliaia scomparsi chissà dove.
L’industria delle corse è crudele in sé, per questo deve chiudere.