Il supplizio dei greyhound a Macao e il silenzio assordante dell’IGB e dell’ICC (enti irlandesi che gestiscono il racing e il coursing)
Pubblichiamo la traduzione dell’articolo dal titolo Macau greyhound misery must end, a firma di John Fitzgerald pubblicato sul Belfast Telegraph il 6 Maggio 2016. In questo articolo il giornalista J. Fitzgerald rileva come ad oggi l’IGB (Irish Greyhound Board) e l’ICC (Irish Coursing Club), i due enti che gestiscono l’industria delle corse in Irlanda, […]
Pubblichiamo la traduzione dell’articolo dal titolo Macau greyhound misery must end, a firma di John Fitzgerald pubblicato sul Belfast Telegraph il 6 Maggio 2016.
In questo articolo il giornalista J. Fitzgerald rileva come ad oggi l’IGB (Irish Greyhound Board) e l’ICC (Irish Coursing Club), i due enti che gestiscono l’industria delle corse in Irlanda, nonostante le loro dichiarazioni pubbliche di aver a cuore il benessere dei greyhound sfruttati nel mondo delle corse, di fatto stanno mantenendo una posizione di silenzio e di non intervento contro l’esportazione dei greyhound irlandesi nel cinodromo di Macao, dove andranno incontro a ulteriore sfruttamento, maltrattamento e infine a morte certa.
Fa infine appello al governo irlandese affinchè a sua volta non rimanga in silenzio e intervenga per vietare questo traffico e punire coloro che lo portano avanti.
Di seguito la traduzione dell’articolo.
Il supplizio dei greyhound a Macao deve finire
Ho perso il conto di quante volte ho sentito gli amanti delle corse e del coursing decantare quanto amino i loro cani.
IGB e ICC si suppone si dedichino ad assicurare “il piu’ alto standard di benessere per i cani” implicati nel loro business ed entrambe le organizzazioni reclamano il merito di valorizzare il ruolo di queste meravigliose creature nello sport, nella cultura e nella vita rurale.
Ma quanto sono silenziosi questi due enti quando i greyhound sono condannati a una miserabile fine lontano dalle nostre sponde.
Nessuna obiezione da questi noti “amanti dei cani” e’ stata mossa verso l’ esportazione dei greyhound per farli correre nella piu’ crudele e pericolosa pista del mondo.
Il cinodromo in questione e’ quello di Macao in Cina: tenuto male, troppo stretto e troppo lungo favorisce oltremodo gli incidenti dei cani in corsa. Ma la nostra cosiddetta “industria delle corse (greyhound industry) sembra pensare che vada bene che i cani continuino a correre in quel cinodromo.
La Macau Society for the Protection of Animals, che monitora costantemente l’attivita’ del cinodromo, afferma che piu’ di 30 greyhound, perlopiu’ giovani e sani, muoiono ogni mese sulla pista e in ogni caso tutti i cani usati là vengono poi uccisi: non c’e’ un centro per salvarli ne c’e’ la possibilita’ per loro di venire adottati.
Dal 1963 migliaia di greyhound australiani sono morti su quella pista a Macao fino a che a dicembre 2015 le due principali compagnie aeree australiane ( Qantas e Cathay Pacific NDR) si sono rifiutate di trasportare i cani dall’ Australia a Macao.
Questo ha prodotto una penuria di cani da corsa al cinodromo che ora sta per essere rimpiazzata tristemente dai greyhound provenienti dall’ Irlanda.
Mi chiedo se c’è qualche possibilità che l’industria dei greyhound della Repubblica Irlandese possa porre fine a questo scandalo?
Se la risposta e’ no, io mi appello al nuovo governo entrante di intervenire per salvare questi sfortunati cani. Il migliore amico dell’uomo merita di meglio che un inferno in terra creato dagli uomini.
John Fitzgerald
Fonte http://www.belfasttelegraph.co.uk/opinion/letters/macau-greyhound-misery-must-end
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