Il nostro discorso alla manifestazione antiracing internazionale “GBGB AWARDS PROTEST”, Londra 28 gennaio
Di seguito il discorso che il nostro presidente Stefania Traini ha pronunciato alla protesta antiracing internazionale “GBGB Awards Protest”, che si è tenuta domenica 28 gennaio nel centro di Londra dalle 16.30 fino a oltre le 19.30 davanti al Park Plaza Hotel, in cui si teneva il Gala annuale dell’industria delle corse. Di […]
Di seguito il discorso che il nostro presidente Stefania Traini ha pronunciato alla protesta antiracing internazionale “GBGB Awards Protest”, che si è tenuta domenica 28 gennaio nel centro di Londra dalle 16.30 fino a oltre le 19.30 davanti al Park Plaza Hotel, in cui si teneva il Gala annuale dell’industria delle corse. Di seguito il video del discorso, con i sottotitoli in italiano e inglese (per visualizzarli attivare l’opzione “sottotitoli”). Ringraziamo Gavin Erickson, che ha girato e montato il video e la socia inglese Isobel Deeley, che ha redatto i sottotitoli.
Gli speaker, oltre al nostro presidente, sono stati in ordine cronologico: Sandi Armina Ridge di Poole Against Greyhound Exploitation (UK), Kerry Elliman di Birmingham Greyhound Protection e Candy Cane Rescue, Moe Kaur di Greyhounds, Many Nations, One Voice, nonché socia di Pet levrieri, Rita e Michael James di Caged NW.
Ha preso la parola anche la star televisiva Pauline McLynn dando il suo pieno e appassionato sostegno alla manifestazione e alla causa.
L’industria delle corse racconta una favola, cioè racconta che le corse commerciali sono uno sport in cui i greyhound sono atleti, che come tali possono farsi male. Ma in quale sport gli atleti muoiono in pista o vengono eliminati quando non servono più? In quale sport gli atleti vivono una vita di privazioni che non hanno scelto per fare arricchire altri che non corrono alcun rischio?
Se i greyhound sono atleti, dove sono oggi mentre quelli che li sfruttano bevono e mangiano per divertirsi e festeggiare?
Quali atleti vengono venduti per poche sterline in paesi in cui non hanno alcuna tutela e alcun futuro, come accade ai greyhound inviati in Spagna, Cina, Pakistan?
La verità è semplice e può essere vista facilmente, basta togliersi i paraocchi a forma di sterlina per vedere che i greyhound non sono atleti ma schiavi.
Questi paraocchi fanno sì che si continui a ignorare una verità semplice: l’industria è una macchina per fare soldi sfruttando i cani, ma non soltanto, perché questi soldi sono frutto di un’attività, il gioco d’azzardo, che sfrutta la debolezza umana e produce dipendenza e problemi sociali.
Insomma, il greyhound racing è un’attività che non ha alcun interesse né per il benessere degli animali, né per quello della società umana. Inoltre il racing è sempre più nelle mani delle grandi agenzie di raccolta scommesse: il destino dei piccoli trainer e allevatori è segnato, lo mostrano i numeri. Chi non vede questo è un romantico fuori dal tempo.
Il greyhound racing è un chiaro anacronismo, nocivo per i cani e per la coesione sociale, oltre che per l’immagine di un paese civile. Quest’anno il peggior cinodromo del mondo, quello di Macau, chiuderà finalmente i battenti e così le corse saranno illegali anche in quel paese. Come è pensabile che continuino a essere permesse in Uk?







