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Il greyhound racing in Vietnam – Reportage di Grey 2k Usa – maggio 2012

15 novembre 2016Articolo originale →

Martedì 13 marzo 2012 Un membro del consiglio di GREY2K USA racconta il greyhound racing in Vietnam Due settimane fa ho scritto sulla storia del greyhound racing in Vietnam e sulle attuali pressioni per aprire nuovi cinodromi nel paese e nella vicina Cambogia. Il membro del consiglio di GREY2K USA […]

Martedì 13 marzo 2012

Un membro del consiglio di GREY2K USA racconta il greyhound racing in Vietnam

Due settimane fa ho scritto sulla storia del greyhound racing in Vietnam e sulle attuali pressioni per aprire nuovi cinodromi nel paese e nella vicina Cambogia.

Il membro del consiglio di GREY2K USA Charmaine Settle è appena tornata dal Vietnam, dove ha visitato il Lam Son Stadium e alcuni allevamenti usati dal cinodromo.

Di seguito ecco alcune delle considerazioni di Charmaine sul suo viaggio, corredate dalle fotografie che ha scattato: “Il 30 gennaio abbiamo preso un aliscafo da Saigon a Vung Tau e siamo entrati nel cinodromo. Sia la pista che l’interno della struttura apparivano in rovina. Abbiamo guidato per circa 50 miglia nella campagna per trovare i kennel che ospitavano i cani, in mezzo al nulla, con alte mura di pietra che ne circondavano il perimetro. Quando sono entrata per la prima volta c’era un silenzio totale, forse perché nessuno, a parte il personale assunto per la manutenzione, avevamai fatto visita ai cani prima d’ora. Erano tutti chiusi in gabbia e giacevano tutto il giorno su pavimenti di cemento senza ricevere alcuno stimolo esterno. Quando hanno realizzato che ero lì hanno iniziato tutti ad abbaiare e ad avvicinarsi ai cancelli delle gabbie scodinzolando, nella speranza di ricevere una qualche attenzione. È stato molto forte guardarli negli occhi e parlare con loro. Avrei voluto accarezzare ogni cane e fargli sapere che qualcuno aveva a cuore il loro benessere. C’erano così tanti cani. L’allevamento si estendeva su una grande proprietà rurale in una zona remota, formata da 5 o 6 edifici ognuno dei quali ospitava circa 100 cani. C’era anche un edificio separato dove abbiamo visto degli adorabili cuccioli di greyhound di 5 settimane. Nell’allevamento ho visto anche un grosso autobus per il trasporto dei cani al cinodromo Lam Son Stadium, distante circa 50 minuti d’auto andata e ritorno. All’interno del veicolo le gabbie erano accatastate a file di due per accogliere tutti i cani trasportandoli in una volta sola. Di fronte alla nostra richiesta di adozione, sia il guardiano dell’allevamento che l’interprete, che aveva telefonato alle “autorità”, ci hanno risposto che non esisteva alcun programma di adozione. Ho chiesto cosa accadeva ai cani quando terminava la loro carriera di racer e mi hanno risposto che non lo sapevano… Ho anche visto una gara in televisione. Gli spalti erano pieni di persone di ogni età venuti per assistere alle corse coi cani. L’impressione era che si trattasse di un evento allegro, una festa, con elaborate coppe d’oro offerte ai proprietari dei cani vincitori, che l’accettavano con un sorriso smagliante dipinto in volto”.

Sono estremamente riconoscente a Charmaine per la visita in Vietnam e per la sua relazione. Sulla base di questo resoconto di prima mano è chiaro che un’ulteriore espansione del dog racing in Vietnam comporterebbe innumerevoli sofferenze per i greyhound.

© Riproduzione riservata

Articolo originale: blog.grey2kusa.org/2012/03/grey2k-usa-board-member-reports-on.html

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