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Archivio Legacy

Il cane etico di Mark Bekoff

14 novembre 2013Articolo originale →

Vi invitiamo a leggere questo interessante articolo Il cane etico di Mark Bekoff la traduzione è curata da Debora Segna. Ogni proprietario di cane sa che il proprio animale può imparare le regole della casa e, quando ne vìola una, il suo atteggiamento remissivo e umiliato è generalmente sufficiente ad ingraziarsi […]

Vi invitiamo a leggere questo interessante articolo Il cane etico di Mark Bekoff  la traduzione è curata da Debora Segna. Ogni proprietario di cane sa che il proprio animale può imparare le regole della casa e, quando ne vìola una, il suo atteggiamento remissivo e umiliato è generalmente sufficiente ad ingraziarsi il proprietario e assicurargli un rapido perdono Ma poche persone si sono fermate a domandarsi perché i cani hanno questo acuto senso di cosa sia giusto e di cosa sia sbagliato. Scimpanzé ed altri primati generalmente sono alla ribalta nei notiziari quando gli scienziati, chiaramente più attenti a guardare i nostri parenti più prossimi per tratti simili ai nostri, scoprono prove del loro istinto per l’onestà. Ma il nostro lavoro suggerisce che società di canidi selvaggi potrebbero essere anche più simili ai primi gruppi di ominidi e quando studiamo i cani, i lupi e i coyote, scopriamo comportamenti che suggeriscono una connessione con le radici della moralità umana. La moralità, così come la definiamo nel nostro libro “Wild Justice”, è un insieme di comportamenti correlati che riguardano gli altri, che coltivano e regolano le interazioni sociali. Questi comportamenti che comprendono: l’altruismo, la tolleranza, il perdono, la reciprocità e l’onestà, sono chiaramente evidenti nel modo egualitario con cui lupi e coyote giocano tra loro. I canidi (animali della famiglia dei cani) seguono un codice di condotta ben preciso quando giocano, che insegna ai cuccioli le regole dell’interazione sociale che permettono alle loro società di funzionare correttamente. Il gioco costruisce inoltre relazioni di fiducia tra i membri del branco, che permettono la divisione del lavoro, gerarchie di dominanza e cooperazione nella caccia, la crescita dei piccoli e la difesa di cibo e territorio. Poiché questa organizzazione ricorda da vicino quelle delle prime aggregazioni umane (così come gli antropologi ed altri esperti ritengono che siano esistite), studiare i canidi che giocano potrebbe offrire uno scorcio del codice morale che permise alle società dei nostri antenati di crescere e prosperare. Giocare secondo le regole Quando i canidi e gli altri animali giocano, usano azioni come vigorosi morsi, si montano e si colpiscono in uno modo che potrebbe facilmente essere male interpretato dai partecipanti. Anni di minuziose analisi video di uno di noi (Bekoff) e dei suoi studenti mostrano, tuttavia, che che gli individui negoziano con cura il gioco, seguendo quattro regole generali che impediscono al gioco di degenerare in una lotta. Comunicare chiaramente. Gli animali annunciano che vogliono giocare e non combattere o accoppiarsi. I canidi usano un inchino per sollecitare il gioco, accovacciandosi sugli arti anteriori mentre tengono distese le zampe posteriori. Questi inchini sono usati quasi esclusivamente durante il gioco e sono fortemente stereotipizzati, in modo da essere sempre uguali, cosicché il messaggio “Vieni a giocare con me” o “Voglio ancora giocare” sia chiaro. Perfino quando un individuo esegue un inchino di gioco con apparenti comportamenti aggressivi, come mostrare i denti, ringhiare o mordere, i suoi compagni mostrano sottomissione o li evitano solo il 15% delle volte, il che suggerisce che hanno fiducia nel messaggio dell’inchino, e che, qualunque cosa accadrà, sarà con lo scopo di giocare. La fiducia nella comunicazione onesta tra individui è vitale per il funzionamento corretto del gruppo sociale. Fare attenzione ai propri modi. Gli animali tengono in considerazione le capacità di gioco dei loro partner e si impegnano ad auto penalizzarsi e scambiarsi i ruoli in modo da mantenersi su un piano di parità. Per esempio una femmina di coyote potrebbe non mordere una compagna di gioco con la massima forza, in modo da penalizzare se stessa e mantenere le cose su piano di correttezza. Un membro dominante del branco potrebbe giocare un ruolo inverso, rigirandosi sulla schiena (un segno di sottomissione che non mostrerebbe mai durante una reale aggressione) per permettere ai suoi compagni di gioco di rango inferiore di avere la loro occasione per “vincere”. Anche i bambini mostrano comportamenti del genere quando giocano, per esempio scambiandosi i ruoli del più forte in un finto match di wrestling. [Per maggiori informazioni sul gioco nei bambini, potete leggere “The Serious Need for Play” di Melinda Wenner, pubblicato su Scientific American Mind, Febbraio/Marzo 2009]. Mantenendo le cose in modo corretto con questi comportamenti, ogni membro del gruppo può giocare con gli altri, costruendo dei legami che mantengono il branco coeso e forte… Per leggere articolo integrale vi rimandiamo:http://www.deborasegna.it/2013/11/14/il-cane-etico-di-marc-bekoff/