Il cane
Il cane è il miglior ausiliario per le terapie assistite per il suo profilo etologico di specie sociale, esattamente come l’uomo. Le caratteristiche del cane da pet therapy non sono di tipo fisico ( qualsiasi razza, taglia, colore va bene!) ma piuttosto di tipo caratteriale; sono importanti la componente genetica, […]
Il cane è il miglior ausiliario per le terapie assistite per il suo profilo etologico di specie sociale, esattamente come l’uomo.
Le caratteristiche del cane da pet therapy non sono di tipo fisico ( qualsiasi razza, taglia, colore va bene!) ma piuttosto di tipo caratteriale; sono importanti la componente genetica, le doti naturali, la socializzazione, l’educazione e l’addestramento ricevuti. In generale un cane da pet therapy deve essere molto docile, socievole, sia con i propri simili sia con l’uomo, con un’alta tempra, moderatamente curioso, vigile e reattivo, e per niente possessivo, aggressivo e combattivo.
In particolare i requisiti sono:
- affidabilità: il comportamento deve essere pressoché lo stesso in situazioni analoghe;
- prevedibilità: il comportamento può essere previsto;
- controllabilità: il comportamento può essere limitato, guidato o gestito;
- idoneità: l’animale deve essere adeguato o qualificato per gli obiettivi specifici dell’intervento;
- capacità di ispirare sicurezza.
- Inoltre l’animale deve essere sano, pulito e ben socializzato con gli uomini.
Riguardo all’educazione, il cane deve avere una buona condotta sia col guinzaglio sia senza, e saper rispondere ai comandi “seduto”, “terra”, “resta”,“piede”, “fermo” e “vieni”.
Invece l’addestramento per la per therapy è basato soprattutto sulla capacità del cane di instaurare un rapporto relazionale e di gioco con gli altri, oltre che il proprietario ed i componenti del proprio branco, e di tollerare manipolazioni ed atteggiamenti irruenti o sbagliati, ma anche all’insegnamento del riporto, dell’”obidience” e dell’”agility”.
Il Ministero della Salute riconosce piena ufficialità alla pet therapy e alla nuova funzione del cane co-terapeuta che agisce come soggetto attivo: tra lui e la persona avviene uno scambio reciproco fatto di emozioni e di situazioni che provocano cambiamenti ed effetti positivi in entrambi, perché l’animale costituisce uno stimolo nuovo alla curiosità rendendo possibile il contatto ed una comunicazione non convenzionale.