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I soldi del governo e i greyhound dei ministri

Che cosa hanno in comune il Ministro dell’Agricoltura irlandese Michael Creed, il suo collega alle finanze Michael Noonan, i deputati pro-coursing Joe Carey (Clare), Brendan Griffin (Kerry), il ministro dell’Ambiente Phil Hogan, e per finire il senatore Jerry Buttimer? Sono politici del partito irlandese Fine Gael, ma soprattutto sono parte […]

Che cosa hanno in comune il Ministro dell’Agricoltura irlandese Michael Creed, il suo collega alle finanze Michael Noonan, i deputati pro-coursing Joe Carey (Clare), Brendan Griffin (Kerry), il ministro dell’Ambiente Phil Hogan, e per finire il senatore Jerry Buttimer?

Sono politici del partito irlandese Fine Gael, ma soprattutto sono parte di un sindacato di 14 membri, Oir Syndicate, proprietario di una greyhound di nome Swift Starlet che ha gareggiato sia nel coursing che nel racing.

Niente da dire, se non fosse che il governo irlandese, di cui fanno parte alcuni e di cui sono sostenitori gli altri, ha elargito, soltanto nel dicembre 2016, la bella sommetta di 16 milioni di euro. Dal 2001 a oggi il governo irlandese ha versato all’industria delle corse circa un quarto di miliardo di euro, tenendo in piedi in questo modo un’industria piena di debiti e in grave crisi.

Come possiamo definire una situazione in cui un governo e dei politici usano soldi pubblici per finanziare un settore in cui hanno interessi privati?

Come possiamo qualificare dal punto di vista etico una situazione tale?

La questione è resa ancora più grave dal fatto che nel frattempo Il governo irlandese rimanda l’acquisto di farmaci salvavita per la cura della fibrosi cistica e per l’assistenza a bambini malati. Evidentemente per il governo irlandese i bambini malati sono meno importanti dell’industria dei greyhound e dei suoi debiti. Forse nessuno nel governo irlandese, o tra i politici che difendono il greyhound racing e il coursing, ha un figlio con la fibrosi cistica.

Per finire in bellezza, si fa per dire, aggiungiamo che di Swift Starlet non si hanno più notizie da più di due anni. Almeno la pietà di fare adottare questo cane l’avranno avuta? Oppure è stata venduta, ammazzata, spedita all’estero? Di lei non si sa, così come per altre migliaia di greyhound irlandesi.

Nell’industria dei greyhound irlandesi non c’è alcuna tradizione da difendere, nessun amore per i cani, nessuna moralità, nessuna prospettiva di reggere all’impatto del ventunesimo secolo che avanza. Voltare pagina è sempre più un’esigenza e non soltanto per salvare i greyhound, ma anche per aprire l’Irlanda a nuove opportunità.

@Massimo Greco

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