I levrieri rescue e gli stereotipi
Io credo che sia importante iniziare a discutere dei levrieri rescue al di là degli stereotipi di cui sono in qualche modo vittime. La definizione di stereotipo data dalla psicologia sociale è la seguente: “credenza condivisa sui tratti di personalità e sui comportamenti dei membri di un gruppo. Attraverso gli […]
Io credo che sia importante iniziare a discutere dei levrieri rescue al di là degli stereotipi di cui sono in qualche modo vittime.
La definizione di stereotipo data dalla psicologia sociale è la seguente: “credenza condivisa sui tratti di personalità e sui comportamenti dei membri di un gruppo. Attraverso gli stereotipi si trascurano le differenze individuali.” (Introduzione alla psicologia sociale, Hewstone e Stroebe).
Dunque, per cominciare, al di là delle considerazioni generali sui levrieri rescue, ciascuno di loro deve essere osservato e valutato nella sua individualità.
Questo è un lavoro essenziale nei primi mesi dell’adozione, tanto più importante poiché, come vedremo, gli stereotipi sui levrieri sono spesso molto discutibili.
Il primo stereotipo sui levrieri rescue è che sono cani aggressivi e dal predatorio altissimo; questa concezione è molto diffusa in Irlanda e contribuisce a spiegare perché le adozioni di greyhound in questo paese sono pochissime.
Cominciamo col dire che non tutti i greyhound rescue sono ex corridori: molti sono cani scartati perché inadatti alle corse, perché lenti, perché non interessati a correre o perché poco predatori.
Ci sono greyhound no gatti e greyhound ok gatti, no cani piccoli e ok cani piccoli, e altrettanto vale per i galgo. In genere questi ultimi hanno meno problemi con i cani piccoli e forse con i gatti.
Peraltro il concetto di aggressività non coincide con quello di predatorietà e ci sono vari tipi di aggressività.
Intanto molto spesso si dimentica il fatto che molti levrieri, principalmente greyhound, non sono stati socializzati con altre razze durante il loro percorso evolutivo ( infanzia e adolescenza) e dunque non le conoscono e non le riconoscono immediatamente con potenziali partner sociali. Questo non significa che non abbiamo poi approcci pacifici e appropriati con cani di altre razze , una volta adottati.
Molti dei greyhound, che abbiamo dato in adozione, convivono armoniosamente con cani di altre razze sia all’interno delle loro famiglie adottive che in esterno nell’occasioni di incontro e interazione.
Tornando all’equazione discutibile che spesso si fa tra aggressività e predatorietà, possiamo distinguere tra aggressione sociale e aggressione predatoria.
“L’aggressione sociale è un’espressione comportamentale finalizzata a ottenere con le forza un particolare risultato. L’altro viene percepito come una minaccia o un competitor.
L’aggressione predatoria risponde a un’appettitività motivazionale del cane che ha a che fare con l’alimentazione, ma che poi trova espressione nel rincorrere e afferrare un ente in movimento identificato come preda” (dispense corso educatori SIUA).
Inoltre, se consideriamo il rapporto con l’umano, va detto che sia i greyhound che i galgo sono molto mansueti, molto raramente diventano aggressivi con l’umano, perché sia i galguero che i trainer non sono così stupidi, in generale, da educare i cani all’aggressività verso gli umani.
Inoltre, non dimentichiamo, che viene fatta una massiccia selezione sui cuccioli. I cuccioli che manifestano prodromi, avvisaglie e veri e propri sintomi di problemi comportamentali o vulnerabilità caratteriale vengono eliminati.
Semmai, spesso, i nostri levrieri sono abituati a sopportare e a sopportare in silenzio e passivamente tantissimo. Oppure hanno un timore spaventoso dell’umano. Certo è che mostrano una grande resilienza.
Un altro stereotipo è che i levrieri rescue abbiano tutti profonde ferite dentro, senza che si possa ben sapere di cosa si tratti. Questo solletica il nostro ego, spinto a impeto d’amore verso la creatura sofferente. In realtà c’è cane e cane.
Se è vero che i greyhound sono deprivati di una vita decente, perché passano le giornate in gabbia, spesso con museruola, ed escono esclusivamente per gli allenamenti, tutto sommato non va molto meglio per molti cani dei nostri canili, recuperati da situazioni di grave maltrattamento o deprivazione.
E per quanto riguarda i galgo, siamo certi che quelli dei galguero di un certo livello siano paragonabili a quelli degli zingari?
Inoltre i galgo sono cani che comunque fanno quel che la natura li ha chiamati a fare, cioè cacciare in libertà, mentre i greyhound, se sono corridori, sono chiamati al compito innaturale di correre in tondo dietro a un fantoccio che non prendono mai.
In definitiva credo che dobbiamo iniziare una riflessione al di là dei luoghi comuni, seria e senza continuare a ripetere stereotipi che diventano slogan.
Una riflessione che tenga conto sia delle caratteristiche di razza e specie-specifiche dei galgo, dei greyhound e dei lurcher, sia del tipo di selezione, allevamento e sfruttamento cui sono sottoposti, nonché della loro storia individuale. Una riflessione che si inquadri oltretutto all’interno di una visione cinofila evoluta di cosa sia un cane e del rapporto uomo-cane.
Mi chiedo infine se i cani comprati in allevamento e cresciuti in famiglie che non sanno nulla di cosa sia un cane siano poi meno problematici di molti dei cani che noi diamo in adozione. La mia esperienza, se guardo i cani che incontro per strada e i loro proprietari, è che in molti casi i veri rescue siano proprio loro.
Massimo Greco
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