I levrieri, la libertà e la relazione
La forza dei luoghi comuni sta nella loro diffusione e ripetizione acritica, la questione della libertà per i levrieri rescue non sfugge alla regola: più la cosa circola più è ritenuta vera, ma in realtà non regge a un’analisi critica. La narrazione diffusa su questo tema non è difficile da […]

La forza dei luoghi comuni sta nella loro diffusione e ripetizione acritica, la questione della libertà per i levrieri rescue non sfugge alla regola: più la cosa circola più è ritenuta vera, ma in realtà non regge a un’analisi critica.
La narrazione diffusa su questo tema non è difficile da riassumere: i levrieri non devono mai essere lasciati in libertà perché quando incontrano uno stimolo che scatena il predatorio non ritornano e scappano. Una fantasia funzionale a questa visione è quella secondo cui i levrieri scappano perché lasciati liberi. Esistono addirittura degli autoproclamati “specialisti” nella ricerca dei levrieri, cosa che fa pensare a molti che i levrieri siano particolarmente predisposti a scappare.
Cominciamo da quest’ultimo punto: non esiste alcuna evidenza che i levrieri scappino più spesso, semplicemente i frequentatori dei gruppi di “levrieristi” sentono parlare in continuazione solo di questo. Ma il mondo dei cani va ben al di là; sul sito del Tractive, per esempio, è scritto che le otto razze di cani che scappano più spesso sarebbero: il pastore australiano, il labrador, il treeing walker coonhound, il jack russel, il pastore tedesco, il coker spaniel, il bull terrier e il border collie. L’attendibilità di queste informazioni è tutta da dimostrare e peraltro è molto difficile avere dati dal momento che tra i cani vaganti molti sono abbandonati.
Tuttavia, se consideriamo i dati del Ministero della Salute, nel 2022 sono entrati nei canili sanitari italiani 67567 cani e di questi 20357 sono stati restituiti ai proprietari. (https://www.salute.gov.it/portale/caniGatti/dettaglioContenutiCaniGatti.jsp?lingua=italiano&id=280&area=cani&menu=abbandono)
Possiamo ragionevolmente supporre che il numero di cani scappati o perduti corrisponda più o meno a quest’ultima cifra; di fronte a numeri come questi ritenere che i levrieri rescue siano una quota rilevante è del tutto privo di fondamento.
Ora, ci sono due domande cui è necessario rispondere: quando possiamo dire che un levriero scappa? Perché un levriero scappa?
Per quanto riguarda la prima, è chiaro che un cane che va a fare un giro e ritorna non è scappato, così come non è scappato un cane che si perde. In sintesi, un cane che scappa è un cane che ha scelto di non tornare dai suoi proprietari. Se così stanno le cose, perché un levriero rescue dovrebbe scegliere di scappare? Principalmente perché non ha ancora alcun legame con la sua famiglia oppure perché non vuole stare con la sua famiglia. In entrambi i casi mancano completamente la relazione e la fiducia, ingredienti necessari per il benessere del cane e principale antidoto alla spinta alla fuga. Un cane che sta bene con noi e che ha la possibilità di fare una vita felice non ha alcune ragione per andarsene
Dunque il modo migliore per evitare che il levriero scappi non è incatenarlo al guinzaglio sempre, ma costruire una relazione forte, un legame basato sulla fiducia e sul sentirsi a proprio agio.
Il che, nei limiti ovviamente imposti dal contesto in cui viviamo, rimanda alla necessità di costruire la libertà, fondamentale perché il levriero possa acquisire fiducia in se stesso e negli umani di riferimento.
È questa la miglior prevenzione possibile delle fughe, ma è anche il rispetto di un’esigenza etologica fondamentale. Che si tratti di galgo, abituati alla libertà, o greyhound, privati sempre della loro libertà, la questione non cambia: nel primo caso si tratta di non deprivarli, nel secondo di superare la deprivazione.
Massimo Greco