I greyhound di Limerick e i collaboratori dell’IGB
Sono passati tre anni da quando nelle vicinanze di Limerick, luogo dove ha sede l’IGB (Irish Greyhound Board, l’ente che gestisce l’industria delle corse irlandese) vennero trovati i corpi di numerosi greyhound, uccisi e abbandonati nei campi. Nessuno è stato punito per averli ammazzati, soltanto una persona è stata condannata […]
Sono passati tre anni da quando nelle vicinanze di Limerick, luogo dove ha sede l’IGB (Irish Greyhound Board, l’ente che gestisce l’industria delle corse irlandese) vennero trovati i corpi di numerosi greyhound, uccisi e abbandonati nei campi.
Nessuno è stato punito per averli ammazzati, soltanto una persona è stata condannata ad una ammenda di 800 euro per averli ceduti senza registrare il passaggio di proprietà. Incredibile, ma non per chi conosce la realtà irlandese, dove i greyhound sono considerati beni agricoli e dove l’industria, cioè l’IGB, si autoregola. In termini semplici se le canta e se le suona. Come nel medioevo, quando i nobili erano giudici di se stessi.
Questa industria, che fa sparire nel nulla almeno 10.000 greyhound ogni anno, ha un programma di recupero per l’adozione che nel 2013 ha salvato “ben” 420 cani, cioè meno del 5% di quelli di cui si sbarazza. Questo programma ha la funzione di permettere all’industria di ripulirsi l’immagine, un po’ come fanno i malavitosi andando a messa alla domenica.
Cosa sia l’industria e cosa sia l’IGB che la rappresenta è ben evidenziato anche da come si presenta in un manuale dal titolo IGB Greyhound Care Best Practice Guide. Qui troviamo scritte cose tipo “Breeding of greyhounds should be based on the current needs of the breeder and the future needs of the industry”. Dunque la nascita e l’allevamento devono essere basati sui futuri bisogni dell’industria. E dei cani chi se ne frega.
Più avanti ancora leggiamo “It is accepted that the euthanasia of some greyhounds is inevitable, as not all animals will be suitable for rehoming or breeding at the end of their racing careers.” Dunque, e parliamo di quelli che sono arrivati a correre e non sono scomparsi prima, l’eutanasia è inevitabile per i greyhound che non possono trovare nuova casa o che non possono essere usati per la riproduzione. Cioè la gran parte.
Brutta gente, per chi come noi ama i cani, vero? Eppure ci sono in Italia associazioni che collaborano con questa gente, e non lo diciamo noi, ma loro. Associazioni i cui presidenti hanno dichiarato cose tipo “Ne allevano circa 30 mila all’anno, sono animali da reddito e quindi sono tenuti bene. Stanno tra di loro, non interagiscono con le persone se non al momento della corsa, tanto che quando arrivano in Italia sono “vergini” di tutto. Quando il cane si fa male o non rende più in termini di prestazioni fisiche, può essere legalmente soppresso per 20 euro. Non c’è possibilità di adozioni locali, perché non sono considerati cani di casa. Noi siamo in contatto con gli allevatori e l’ente corsa per adottarli: un fondo dà un contributo per sterilizzarli, chipparli, vaccinarli, e noi paghiamo metà del trasporto fino all’Italia».
In Spagna, invece, non va così bene. «Non c’è un’industria che li tutela. Mentre in Irlanda il greyhound è considerato un atleta e viene tenuto bene (…).”
Dunque non interagiscono, ma sono tenuti bene, l’industria li tutela perché sono considerati atleti.
Complimenti! Un po’ contraddittorio, a dire la verità.
Sono tenuti bene ma sono trattati come animali da reddito e non socializzano. Ne spariscono migliaia e solo una manciata si salva. Sono molto tutelati: vengono al mondo per ingrassare i conti in banca di allevatori, trainer e dintorni, quelli che non servono devono essere ammazzati. Quando non rendono più vengono fatti fuori, però sono tutelati.
Pensiero debole o forse debolezza del pensiero?
Non sappiamo o forse collaborare con l’industria ha delle conseguenze! Chi lo sa, noi non interpretiamo, semplicemente leggiamo.
D’altra parte il fondo dell’industria sterilizza, chippa, vaccina e ci mette pure una parte del trasporto! Vuoi mettere con quei poveri disgraziati che non collaborano e che devono pagarsi tutto?
Ovviamente se cercate notizie sui greyhound di Limerick sui siti dei collaboratori dell’IGB non troverete molto e soprattutto non troverete mai la cosa più importante, cioè chi sono i responsabili della tragedia dei greyhound irlandesi.
Dettagli, per qualcuno, non per noi.