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Archivio Legacy

I galguero e le cattive tradizioni

4 febbraio 2018Articolo originale →

Sento dire spesso dai galguero che la caccia con i galgo sarebbe una tradizione e per questo sarebbe da difendere e promuovere. Sul primo punto hanno ragione, la caccia con i galgo è una tradizione, ma non per questo è da difendere e promuovere. Le tradizioni sono spesso una bella […]

Sento dire spesso dai galguero che la caccia con i galgo sarebbe una tradizione e per questo sarebbe da difendere e promuovere.

Sul primo punto hanno ragione, la caccia con i galgo è una tradizione, ma non per questo è da difendere e promuovere. Le tradizioni sono spesso una bella cosa, ma non sempre: ci sono tradizioni vergognose e orrende e l’umanità dovrebbe semplicemente farne a meno.

Nelle isole Fær Øer ogni anno vengono uccise dalle 1000 alle 3000 balene a colpi d’ascia e uncino; in alcune zone dell’Africa gli albini e i calvi vengono uccisi; in alcune zone del pianeta è praticata l’infibulazione, una mutilazione genitale femminile.

Il fatto che una pratica sia tradizionale non la rende dunque né moralmente accettabile né degna di eternità; le pratiche umane sono soggette a valutazioni di merito che non possono essere semplicemente basate sull’abitudine e il tempo.

Altrimenti non avremmo potuto giudicare negativamente la schiavitù o ritenere ripugnante il cannibalismo o i sacrifici umani.

Dunque, no, la tradizione non giustifica un’attività in quanto tale e dunque la domanda resta: è etico che migliaia di galgo vengano abbandonati e massacrati ogni anno solo perché non più competitivi? È etico che vengano allenati come se fossero macchine? È etico che vengano tenuti in buche e baracche? È etico che non siano considerati a tutti gli effetti animali d’affezione? Il trattato di Lisbona che sancisce che gli animali sono esseri senzienti è rispettato in Spagna?

La risposta è sempre la stessa, no, la caccia con i galgo è una tradizione vergognosa per un paese civile e dunque è un’anacronismo che deve essere messo in soffitta, per sempre.

Massimo Greco